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La generatività sociale nelle famiglie affidatarie

Con tale lavoro è stato affrontato il tema della generatività sociale nelle famiglie affidatarie. Questo tema è molto importante per la psicologia sociale poiché rappresenta un punto d’incontro tra i bisogni individuali delle persone e le istanze sociali, mettendo in luce le caratteristiche della famiglia come forte mediatore tra l’individuo e il sociale. La generatività, secondo Scabini e Cigoli, rappresenta l’obiettivo intrinseco della famiglia: ciò sta a significare che l’essere famiglia ha al suo centro un progetto di genitorialità vista cioè come progettualità generativa che può essere biologica e si esplica con la nascita dei figli; e sociale, dove il compito di cura coinvolge anche la cura delle generazioni future, anche se non sono appartenenti allo stesso nucleo familiare.La scelta di rendersi disponibili come famiglia affidataria può essere considerata un evento critico non normativo che influenza la struttura e la composizione della famiglia modificando le precedenti modalità di funzionamento. Secondo Malagoli Togliatti, uno degli aspetti più importanti è dunque il significato e la definizione che la famiglia nel suo insieme attribuisce all’evento critico che, nel caso dell’affidamento, richiede una condivisione del progetto non solo all’interno della coppia, ma anche con i figli biologici, in relazione all’età, e con le famiglie di origine. Anche il momento del ciclo di vita in cui si sceglie di intraprendere il percorso dell’affidamento e la simultaneità con altri eventi critici, risultano essere variabili cruciali per la riuscita del progetto. Questo lavoro fa parte di un progetto più ampio, svolto in collaborazione con il comune di Genova e attuato presso il centro affidi di Viareggio. A tale ricerca hanno partecipato 15 famiglie affidatarie tutte in carica al centro affidi del comune di Viareggio.

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INTRODUZIONE Da diversi anni l’affidamento familiare è diventato un argomento molto importante, e attuale, per le istituzioni pubbliche, per i legislatori, per i ricercatori e, in modo particolare, per moltissimi bambini e per i loro genitori. La legge n° 184/1983, che regola l’affido eterofamiliare, definisce l’inserimento del minore in un’altra famiglia, come intervento primario quando si ritiene di doverlo allontanare dalla sua, temporaneamente non adatta a crescerlo. Tale progetto viene realizzato come mezzo per non creare al minore ulteriori motivi di disagio psicologico e di rischio quando l’inadeguatezza, anche se temporanea, dei suoi genitori a prendersi cura di lui, lo pone in uno stato di carenza e crisi personale e relazionale. Nonostante ciò, ancora oggi si oscilla tra situazioni in cui l’affidamento familiare è vissuto come soluzione insostituibile per garantire il benessere del minore e la sicurezza che necessita, e tra momenti in cui domina l’idea di sostenere i diritti e i doveri dei genitori. Il presupposto fondamentale è l’integrazione delle cure che il minore riceve dai propri genitori con quelle che gli vengono offerte da un’altra famiglia, in un ambiente differente. Il bambino si trova, quindi, tra due famiglie, diverse, che hanno in comune la responsabilità di garantirgli le funzioni genitoriali di base. È, quindi, necessario che vi sia non solo accettazione reciproca da parte delle due famiglie dell’importanza che l’altra ha nella vita del minore, ma è utile anche una collaborazione tra loro. Per non creare ulteriori condizioni di rischio, deve stabilire legami positivi con la nuova famiglia e mantenere, e migliorare, i rapporti con i suoi genitori: ciò è favorito dai buoni rapporti che si dovrebbero creare tra i due nuclei familiari. La decisione di pianificare un affido familiare scaturisce, di solito, dal riscontro dell’inadeguatezza della famiglia a garantire al figlio le cure adeguate sul piano emotivo, sociale e fisico: in queste situazioni, l’affidamento ha lo scopo di rispondere adeguatamente alle necessità specifiche del minore e della sua famiglia, 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Serena Farella Contatta »

Composta da 151 pagine.

 

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