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Interest Rate Swap e Credit Default Swap: modelli di pricing

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Guacci
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Marilena Sibillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

Questo studio si prefigge l’obiettivo di definire quelli che sono gli aspetti generali di due particolari tipologie di contratti derivati negoziati over-the-counter, ossia gli Interest Rate Swap ed i Credit Default Swap, al fine di elencarne sia i fattori e le motivazioni che ne hanno decretato una rapida diffusione nel mondo della finanza a partire dai primi anni ’90, sia le modalità di utilizzo che di determinazione del valore.
Nel 1° capitolo si parlerà degli Interest Rate Swap che fanno parte dei derivati finanziari, cioè di quegli strumenti che consentono di coprirsi dai rischi di mercato, quali il rischio di tasso (come nel caso degli IRS), il rischio di cambio, il rischio di prezzo di un’azione o di una merce.
Il capitolo è strutturato in modo da sottolineare le caratteristiche principali del contratto e quelli che sono i vantaggi che se ne traggono dall’utilizzo; è inoltre esplicato l’iter che bisogna seguire per la determinazione del valore di un IRS.
Il 2° capitolo, invece, tratterà dei Credit Default Swap, contratti bilaterali in cui il soggetto che intende acquisire copertura dal rischio di credito (protection buyer) relativo ad un’attività finanziaria sottostante (reference obligation) paga un premio al venditore di protezione (protection seller), che a sua volta si impegna ad un pagamento finale nel caso di inadempienza da parte del soggetto cui fa capo la reference obligation .
La struttura del capitolo segue le impostazioni di quello precedente, seppur con approfondimenti maggiori sulle diverse tipologie di CDS e sulle modalità di pricing, in quanto tali contratti sono ritenuti tra i principali responsabili ad aver contribuito all’attuale crisi finanziaria.
In virtù di questo, nell’ultimo capitolo verrà trattato il problema del pricing dei CDS e verrà sviluppato, attraverso l’ausilio del software di programmazione Matlab, il modello di pricing che segue l’approccio dei reduced-form models, grazie al quale potremo determinare il valore di un credit default swap.

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1    Introduzione In questo studio vengono presentate le caratteristiche di due particolari tipologie di derivati over-the-counter, i.e. gli interest rate swap ed i credit default swap, elencandone sia i fattori e le motivazioni che ne hanno decretato una rapida diffusione nel mondo della finanza dai primi anni ’90, sia gli usi che se ne possono fare e le modalità di valutazione. Proprio in merito a quest’ultimo aspetto, appare chiaro come sia di rilevante importanza riuscire a valutare questi strumenti ai fini di un’esatta determinazione della esposizione che si è assunta o che si vuole assumere. Ogni anno questi contratti 1 sono oggetto di una rilevazione statistica della Banca d’Italia 2 , la quale prende in esame le posizioni in essere delle banche italiane, facendo riferimento ad un campione – seppur in piccola percentuale rispetto all’intero campione dei paesi del G-10 – costituito dai maggiori gruppi bancari italiani che operano nel settore 3 .                                                              1 Sin dal ’98 per i derivati finanziari, da Dicembre 2004 per i credit default swap. 2 Rilevazione sui derivati OTC a fine giugno 2008: http://www.bancaditalia.it/media/comsta/2008/Derivati_giu08.PDF . Tale indagine viene effettuata per iniziativa del Committee on the Global Financial System, che si riunisce a Basilea, presso la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), sotto l’egida del Comitato dei governatori delle banche centrali del Gruppo dei 10. 3 Le istituzioni finanziare prese in esame sono Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare, alle quali fa capo oltre il 90% delle operazioni su derivati finanziari e di credito.

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