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L'evoluzione delle politiche regionali europee e la revisione a seguito dell'allargamento dell'Unione a Ventisette

La ricerca tenta di fornire al lettore, una visione dell’evoluzione che ha avuto la politica di coesione europea, di fronte alla nascita di nuovi problemi economici, e da quelli politici scaturiti dai continui allargamenti. Il Capitolo 1 parla del concetto di coesione economica, iniziata nel 1957 dopo il Trattato di Roma, e delle prime perplessità e difficoltà scaturite. Il Capitolo 2 tenta di spiegare quali sono i strumenti principalmente utilizzati nella politica di coesione, di come hanno subito delle riforme nel tempo, per permettere alla politica regionale di essere sempre efficiente. La ricerca continua affrontando nel Capitolo 3, 4 e 6 i vari periodi di programmazione (1988-1992; 1993-1999; 2000-2006; 2007-2013), illustrando gli obiettivi, le risorse stanziate, e le problematiche correlate a causa di fenomeni europei ed internazionali. Il Capitolo 5 è interamente centrato, su uno dei più grandi eventi, cui la Comunità è stata sottoposta nella sua storia, cioè l’allargamento a Dodici nuovi Paesi membri. In questo capitolo si è cercato di mettere in risalto, come un tal evento abbia influito molto nel cambiamento delle politiche regionali, e che prima di continuare in un tale processo, bisogna colmare il forte gap dei nuovi membri. Il Capitolo 7 si concentra sui risultati e sulle critiche, cui è stata oggetto nel tempo la politica di coesione, delle forti pressioni nazionalistiche che hanno messo a rischio una politica regionale comune. Nel Capitolo 8, la ricerca esamina gli aspetti più importanti che hanno interessato il nostro paese, dalla programmazione precedente 2000-2006 a quella attuale 2007-2013. Infine, l’ultimo Capitolo 9, fa un breve accenno alle politiche regionali che interessano la Regione Piemonte, nella programmazione attuale 2007-2013.

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4 Introduzione    Dal  secondo dopo  guerra  a oggi, abbiamo  assistito  a un’evoluzione  dello Stato nazionale, con un ampliamento delle sue  funzioni, verso  molteplice  direzioni  interessando moltissimi  settori:  la  giustizia,  la  legalità, la sicurezza, l’essere garante di norme condivise sia sociali sia  giuridiche,  e  in  ultimo  la  funzione,  che  a  mio  avviso,  è  la  più  importante poiché da questa ne trae il suo consenso e legittimazione,  che è la redistribuzione.  Attraverso la redistribuzione delle risorse, lo  Stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i  cittadini, aiutando  in particolar modo  i ceti e  le aree meno abbienti.  L’obiettivo  che  si pone,  tramite  il Welfare State, è quello di  fornire  servizi e garantire i diritti considerati essenziali per avere un tenore di  vita  almeno  accettabile  come:  la  pubblica  istruzione;  l’assistenza  sanitaria;  l’assistenza  di  invalidità  e  di  vecchiaia,  l’accesso  e  il  mantenimento delle risorse culturali, la difesa dell’ambiente naturale  ed infine l’indennità di disoccupazione e i sussidi familiari. Proprio questa sua ultima funzione di redistribuzione, ci interessa nel  prosieguo della nostra ricerca sulla politica di coesione.  L’Unione europea ha da tempo capito, che per diventare un attore a  tutti gli effetti di un Unione coesa di Stati, che ne riconoscano il ruolo, 

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Giovanni Vicino Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1495 click dal 25/03/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.