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Il disturbo ossessivo-compulsivo. Un'applicazione clinica del test di Rorschach secondo il sistema comprensivo di Exner.

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è stato considerato per lungo tempo uno dei disturbi mentali più difficili da trattare. Negli ultimi vent’anni i progressi delle terapie comportamentali e farmacologiche hanno reso la prognosi molto più favorevole, contribuendo così alla nascita di un nuovo interesse da parte dei ricercatori verso lo studio di questa sindrome.
Il primo capitolo della ricerca è dedicato all’analisi e la descrizione di questa patologia secondo i criteri diagnostici sia del DSM IV sia dell’ ICD 10.
Con il secondo capitolo intendiamo semplicemente fare una presentazione di quello che sarà il nostro strumento di ricerca: il Test di Rorschach.Dopo una breve introduzione al test come tecnica proiettiva, l’accento viene subito spostato sullo specifico sistema di siglatura da noi utilizzato: il Sistema Comprensivo di xner, il quale, grazie alle sue caratteristiche psicometriche,fa del Test di Rorschach uno strumento di ricerca valido e fedele.
Il terzo capitolo consiste in una panoramica sugli strumenti utilizzati per l’individuazione e la valutazione del Disturbo ossessivo Compulsivo.
Con il quarto capitolo si entra nel vivo della ricerca.
Il quinto capitolo contiene i risultati delle analisi statistiche applicate, suddivise in base ai confronti tra campioni.
Infine, un ultimo breve capitolo viene dedicato alle considerazioni conclusive dei risultati emersi

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1 IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO 1.1 Brevi cenni storici I pensieri ossessivi e i comportamenti compulsivi da sempre affliggo- no molte persone. Nell’antichità essi erano considerati espressione di una pos- sessione soprannaturale e in epoca medioevale erano temuti come manifesta- zioni di poteri demoniaci. Alcuni riferimenti e descrizioni del passato hanno consentito di riconoscere le caratteristiche del disturbo, senza tuttavia che ad esso venisse attribuita una minima connotazione clinica-psicologica, per la quale invece è necessario ricondursi alla scuola francese dell’Ottocento. La prima descrizione in termini scientifici viene attribuita ad Esqirol (1838), che definì il disturbo come un delirio parziale “delire partiel”, nel quale una forza involontaria ed irresistibile spingeva l’individuo a compiere azioni che la co- scienza respingeva ma che la volontà non riusciva a sopprimere. Tra la seconda metà dell’Ottocento ed i primi del Novecento si assiste dapprima ad un progressivo e netto distacco concettuale del disturbo ossessivo dalle forme deliranti, per giungere ai primi del Novecento alla composizione del quadro delle nevrosi, suddivisa nelle forme di nevrastenia, isteria, psica- stenia.Nonostante l’inserimento nel quadro nevrotico il disturbo ossessivo non era però ancora distinto da altre forme cliniche come l’agorafobia, le fobie, il disturbo di panico, i fenomeni vasomotori e i vari sintomi somatici, tale distin- zione avvenne solo in seguito. Nonostante il disturbo ossessivo non costituisse ancora la categoria diagnostica odierna, i suoi aspetti caratteristici apparivano già ben chiari e so-

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Massimo Mauceri Contatta »

Composta da 129 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2258 click dal 15/04/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.