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Mutilazioni genitali femminili: fra cultura e diritti umani

Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano un tema scottante, una pratica atavica ma della massima attualità, un problema complesso e delicato cui occorre trovare un rimedio definitvo. Norme sociali, pregiudizi, dettame religioso, etica, tradizione, cultura, morale, violazione dei diritti umani, prescrizione sociale, rito di iniziazione, sottomissione femminile... queste e tante altre sono le direttrici attorno a cui ruota la complicata ed eterogenea questione delle mutilazioni genitali femminili.

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INTRODUZIONE. Le mutilazioni genitali femminili (MGF) rappresentano un tema scottante, una pratica atavica ma della massima attualità, un problema complesso e delicato cui occorre trovare un rimedio definitivo. Norme sociali, pregiudizi, dettame religioso, etica, tradizione, cultura, morale, violazione dei diritti umani, prescrizione sociale, rito di iniziazione, sottomissione femminile… queste e tante altre sono le direttrici attorno a cui ruota la complicata ed eterogenea questione delle mutilazioni genitali femminili. Per tentare un approccio intelligente al fenomeno, al fine di dar vita ad un’azione costruttiva, occorre innanzitutto avere una visione globale dello stesso, cominciando ad eliminare le false credenze che lo circondano, quali luoghi comuni e stereotipi che vedono le MGF come un dettame della religione islamica, come una pratica estranea (se non fosse per il fenomeno migratorio) alla tradizione occidentale, come l’equivalente della circoncisione maschile praticata sulle donne. Ma non sono solo le miscredenze a rendere complicata la questione delle mutilazioni genitali femminili; sono tanti, troppi gli interrogativi che ruotano attorno al costume, domande fra cui non è sempre facile destreggiarsi e a cui non si riesce, con semplicità, a trovare una risposta univoca, dato lo spessore del fenomeno in questione. Primo fra tutti: le MGF devono essere esaminate in qualità di costume crudele e barbarico, di violazione dei diritti umani, in una prospettiva che trascenda le determinanti di matrice culturale e relativista oppure, dal momento che rappresentano un importante elemento costituente l’identità all’interno del gruppo, devono essere considerate come peculiarità di una cultura da modificare, sì, ma, allo stesso tempo, da salvaguardare e difendere? Siamo di fronte ad 4

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maria Chiara Milanesi Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3512 click dal 27/03/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.