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I media, la filosofia, l'arte. Con un'appendice sulla musica.

Dall'analisi di McLuhan, Derrida, Debord, Adorno, Ong, De KercKhove, Benjamin, Castells, Lyotard, Lévy, Schaeffer, McQuail ecc. deriva l'idea che i media che utilizziamo per comunicare cambiano inesorabilmente la nostra comunicazione e il nostro pensiero, poichè costituiscono l'ambiente entro cui comunichiamo e pensiamo. Questi media, cioè oralità, scrittura, stampa, radio, fonografo, cinema, mp3, Internet, ecc., sono tuttavia esposti alla dominazione politica ed economica: come viene modificata la teoresi, l'identità personale e sociale, l'arte intesa come diegesis, e soprattutto la musica nell'adozione dei diversi media?

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3 1. “In medias res”. Un’introduzione E’ consigliabile nello studio dei media tralasciare i giudizi di valore, perché non è possibile isolare i loro effetti. Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, p. 335. Non siate né uno né molteplice, siate della molteplicità! Fate la linea e mai il punto! La velocità trasforma il punto in linea! […] Abbiate idee corte. Fate carte non foto o disegni. Gilles Deleuze, Felix Guattari, Mille piani, p. 61. Questo lavoro vuole concentrarsi sui media, e su come i media cambiano il modo di fare e ascoltare musica. A parte qualche sporadico ma illuminante precedente illustre, questo è un tema piuttosto bistrattato in filosofia, e in generale viene omesso dalle opere tradizionalistiche che abbiano una qualche parentela con la gnoseologia e la prote philosophia. Ma è possibile escludere i media da esse? Non siamo arrivati a un punto tale per cui il mezzo scelto per comunicare cambia sostanzialmente la natura del contenuto? All’uomo occidentale del ventunesimo secolo si pongono varie scelte quando vuole “dire qualcosa a qualcuno”. Può scrivere un libro se non ha un destinatario individuato; viceversa, se vuole raggiungere una persona specifica, può scrivere una lettera, telefonare, scrivere un sms, una email, o incontrarlo al bar e scambiare una conversazione, e così via. Tutto ciò, ancora a livello pre-filosofico, solleva diverse questioni; ad esempio, su quale codice linguistico sarà opportuno adottare, o se la natura del mezzo è opportuna alla funzione sociale dei componenti della comunicazione. Ma a livello già filosofico fa problema il fatto che la storia filosofica, da Platone in poi, abbia dovuto fare i conti con un fondamento che poteva essere tale solo in virtù delle scoperte tecnologiche della scrittura e della stampa, cioè tecnologie che rendevano esterna, manifesta e

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gianni Zen Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2708 click dal 25/03/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.