Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Basilea 2 e l’impatto sul rapporto banca e PMI. La gestione proattiva del rating nel caso BNL

Il presente lavoro intende approfondire i cambiamenti che impattano sia sull’operatività sistema bancario che sulle imprese, e nello specifico sulle piccole medie imprese.L’introduzione e l’utilizzo di strumenti più sofisticati per una migliore valutazione del merito creditizio è uno dei punti cardini della sfida proposta dal Nuovo Accordo, che ridisegna in maniera innovativa il rapporto tra banche e imprese.
L’approccio dei rating, e soprattutto di quelli interni, come si evidenzia nel caso BNL preso in esame, contribuisce a migliorare le capacità di selezione degli istituti di credito, perché consente di affinare i giudizi sui rischi assunti, sul pricing, sul fabbisogno di capitale proprio, sulle misurazioni delle performance e sulla creazione di valore.
La cultura dei rating avvantaggerà di fatto le imprese che avranno imparato a individuare, analizzare e valutare i propri fattori di rischio, insiti nel settore di appartenenza e nell’ambiente competitivo di riferimento, e a determinare quelli che sono i propri punti di forza e le opportunità da far valere o cogliere, nonché i punti di debolezza e le minacce da affrontare.
Basilea 2 rappresenta certamente una grande opportunità per costruire e consolidare un nuovo rapporto tra banche ed imprese, fondato su criteri chiari e trasparenti, volti ad ottenere risultati di reciproca soddisfazione.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione L’ Accordo di Basilea 2, operativo già alla fine del 2006, detta le nuove regole di vigilanza prudenziale che vedono il concetto dell’equilibrio finanziario al centro della dialettica banca-impresa. Il presente lavoro intende approfondire i cambiamenti che impattano sia sull’operatività sistema bancario che sulle imprese, e nello specifico sulle piccole medie imprese (d’ora in poi PMI). In particolare, le banche devono affrontare problematiche complesse, quali: ξ la valutazione del rischio operativo; ξ la gestione di sistemi di rating efficienti; ξ i cambiamenti organizzativi nel processo di erogazione del credito che si teme possano produrre effetti di razionamento e di rincaro del costo dei prestiti e quindi, dell’accesso al credito che rappresenta uno degli aspetti più importanti per la vita e la crescita elle piccole e medie imprese. In Italia, prima di Basilea 2 il rapporto Banca-PMI si è manifestato come un sistema di relazioni fiduciarie estremamente frazionate – un esempio è il fenomeno del multiaffidamento – fondato principalmente su un rapporto di conoscenza informale dell’imprenditore, che esulava spesso da un'analisi puntuale di indicatori finanziari e patrimoniali dell’ impresa. D’altra parte, le PMI italiane adottano un modello di governance prevalentemente padronale, a proprietà chiusa, in cui prevale la centralità dell’imprenditore e della famiglia, che non permette di condividere il controllo dell’impresa con la presenza managers, limitando e penalizzando la trasparenza informativa economico- finanziaria. Tali imprese, caratterizzate da equilibri finanziari fragili e tendenzialmente sottocapitalizzate, ricorrono ordinariamente all’aiuto delle banche soprattutto per la concessione di credito a breve termine, utilizzando come unica garanzia il patrimonio dell’imprenditore.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Federica Marsico Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1425 click dal 15/04/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.