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Dalla Responsabilità Sociale d'Impresa alla Responsabilità Sociale di Territorio: il mutamento di un paradigma

Nel corso degli ultimi decenni, il tema della responsabilità sociale è diventato oggetto di notevole attenzione da parte delle imprese a causa di molteplici fattori che hanno assunto un ruolo decisivo e una connotazione particolare all’interno del panorama internazionale: fra questi è importante menzionare il diverso atteggiamento dei consumatori, l’incremento del “valore immateriale” delle aziende, il nuovo ruolo degli stakeholders, lo sviluppo e la diffusione delle ONG e l’incisiva espansione dei mass-media.
La totalità di questi fenomeni ha motivato le aziende ad assumere un comportamento socialmente responsabile verso tutti i propri stakeholder: nel primo capitolo viene presentato, attraverso i cenni storici e le prospettive teoriche che vi sono correlate, il cammino europeo e nazionale intrapreso dai fautori della RSI. I principi che la animano, le dimensioni costitutive ed una valutazione critica rispetto ai suoi costi e benefici, sia dal punto di vista dell’impresa che da quello degli stakeholder, continuano la sua dettagliata analisi.
L’indagine termina con un confronto fra i principali strumenti di attuazione della Corporate Social Responsibility, il codice etico, il bilancio sociale e la Social Accountability 8000.
Con l’intento di fluire dalla visione teorica alla dimensione pragmatica ed operativa, la protagonista del secondo capitolo è Formula Servizi.
La cooperativa forlivese, in forza del bilancio di sostenibilità che ha redatto nel 2007 e dei numerosi riconoscimenti ufficiali ottenuti in questi anni, è portata ad esempio per la propria illuminata politica aziendale, che si palesa come la concreta espressione di un’organizzazione socialmente responsabile: la mission e la vision dichiarano le sue priorità acclarate, come l’attenzione alle esigenze dei propri dipendenti, la tutela della loro salute e l’incremento della sicurezza in ambito lavorativo, che vanno ad intrecciarsi con le esigenze di preservare l’ambiente ed il desiderio di relazionarsi col territorio.
Attualmente i principi della RSI, inizialmente pensati per un’organizzazione profit, vengono progressivamente tradotti in contesti differenti dove l’impresa, da soggetto promotore, diventa a sua volta stakeholder e le caratteristiche dello strumento si adeguano alle esigenze della comunità, degli enti pubblici e di tutti gli attori sociali, in modo da costruire una piattaforma comune di valori e azioni che permettano una migliore gestione dei territori.
L’estensione applicativa della responsabilità sociale, dall’impresa al contesto locale, trova forza nell’obiettivo di migliorare la qualità della vita della comunità e di coniugare le giuste istanze economiche con attenzioni sociali e ambientali, nell’ottica di garantire i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che quelle future riescano a soddisfare i propri.
Nell’ultima parte della tesi tratto proprio di questo.
Dopo un breve sunto delle molteplici definizioni sociologiche di comunità e di territorio ed aver sottolineato l’importanza dell’approccio relazionale per valorizzare il patrimonio territoriale e promuovere lo sviluppo locale, mi addentro nel concetto, ancora poco diffuso e compreso, di Responsabilità Sociale del Territorio (RST).
Grazie a questo ci si sposta verso una visione di insieme dove non è più l’impresa ad essere chiamata a relazionarsi con la comunità, ma è il territorio, ora, ad essere concepito alla stregua di un organismo: un sistema i cui valori fondanti aspirano a migliorare la qualità della vita della comunità in un percorso di costruzione condiviso dove le istanze economiche vanno coniugate con le attenzioni sociali ed ambientali nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.
Questo è il mutamento di un paradigma: la vera scommessa di ogni comunità territoriale.

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3 INTRODUZIONE Negli ultimi decenni, il tema della responsabilità sociale è diventato oggetto di notevole attenzione da parte delle imprese a causa di molteplici fattori che hanno assunto un ruolo decisivo e una connotazione particolare all’interno del panorama internazionale: • Il diverso atteggiamento dei consumatori I consumatori hanno cambiato il loro comportamento rispetto alle scelte di acquisto: dall’atteggiamento meramente consumistico degli anni ’60, essi hanno richiesto, negli anni ’70, principalmente prodotti di comprovata qualità e, dagli anni ’80, hanno cominciato anche a pretendere che le merci acquistate fossero compatibili con l’ambiente. Nei decenni successivi, congiuntamente alle loro organizzazioni rappresentative, i consumatori si sono dimostrati sempre più attenti ai valori umani basilari, hanno sviluppato una crescente consapevolezza non solo di cosa viene fabbricato (in termini di qualità e prezzo), ma anche di come il prodotto viene realizzato (in termini di caratteri etici, ambientali, sociali, di salute e sicurezza) e hanno palesemente manifestato la propensione ad acquistare prodotti etici. Pertanto, ciò che viene chiesto ai produttori in quella che potremmo definire la fase etica del consumo1, è di farsi carico delle proprie responsabilità sociali; • L’incremento del “valore immateriale” delle aziende Nel contesto attuale, caratterizzato da processi di dematerializzazione dell’economia2, le componenti immateriali dell’attività d’impresa assumono estremo rilievo e influenzano, in modo determinante, l’immagine aziendale. Di conseguenza, al crescere del proprio “valore immateriale”, l’impresa aumenta anche il rischio di perderlo nel caso non impieghi strumenti atti a preservarlo3; 1 Ovviamente, la “fase etica del consumo” riguarda specialmente i consumatori con un buon livello culturale e un elevato reddito, generalmente più sensibili nei confronti delle tematiche sociali. 2 I processi di dematerializzazione dell’economia si manifestano sia nella riduzione delle risorse materiali ed energetiche necessarie per produrre e utilizzare un bene, sia nelle nuove tendenze in atto nella società moderna a fare sempre più ricorso a servizi sostitutivi di beni materiali ed a richiedere sempre più frequentemente quelli immateriali. Ulteriori approfondimenti nel testo di E. Chiacchierini, Materie prime, trasformazione e impatto ambientale, Edizioni Kappa, Roma 1996, pp. 12-16. 3 In altri termini, l’immagine aziendale è considerata un patrimonio da sviluppare poiché incide sulle scelte di acquisto dei consumatori.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gloria Comandini Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3905 click dal 27/03/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.