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Corporate governance e modello dualistico nelle società per azioni bancarie

La riforma del diritto societario ha comportato l'integrale revisione delle norme inerenti la governance delle società per azioni, riconoscendo la massima autonomia alle disposizioni statutarie, pur nel rispetto della tutela spettante a tutti coloro, che a vario titolo, sono interessati al perdurare dell’azienda e contribuiscono al suo sviluppo. Da tempo le norme in materia di organizzazione e controllo delle società sono oggetto di dibattito nei paesi industrializzati. Tale dibattito si è intensificato in occasione delle crisi aziendali che si sono succedute negli ultimi anni con preoccupante frequenza, mettendo in luce alcuni elementi di debolezza del funzionamento delle imprese e del loro rapporto con i soggetti esterni, in primo luogo con gli investitori del mercato finanziario.
Vale subito evidenziare come l'informativa societaria offerta al mercato si sia rivelata insufficiente ed inadeguata; in tal senso i meccanismi di controllo interni ed esterni alle società si sono rivelati inefficaci. Le crisi in questione sono troppo numerose e hanno coinvolto paesi troppo diversi per non essere considerati veri e propri fallimenti di mercato. Il susseguirsi di questi casi di dissesto finanziario di grandi società quotate ha evidenziato inesorabilmente l'inadeguatezza di molte discipline nazionali facendo scaturire istanze di riforme del diritto societario. Da qui quindi la riapertura in tutti i paesi del dibattito sul tema generale del corporate governance.
La discussione, caratterizzata dalle particolarità di ciascun paese, ha ad oggetto il sistema di direzione e controllo delle società e pertanto investe la natura, la struttura e la composizione degli organi di gestione, l'esercizio del controllo interno ed esterno, la responsabilità dei dirigenti e il ruolo di tutti coloro che hanno rapporti con la società, azionisti, dipendenti e creditori. E' ovvio che il dibattito è influenzato dalle esperienze soggettive di ogni Stato e dall'evoluzione e mutazioni del mercato al cui interno operano le società. E' altresì evidente che le imprese italiane debbano essere ben consapevoli, essendo in una concorrenza ormai globale, che quando si rivolgeranno con maggiore insistenza al mercato finanziario internazionale, esse si rivolgeranno ad investitori che richiedono precisi standard di trasparenza di informazione, in generale, di corporate governance. Un inefficace sistema d'informazione al mercato e di corporate governance può, quindi, pregiudicare lo sviluppo del nostro mercato azionario, perché mina la fiducia degli investitori, soprattutto esteri.
Ecco perché bisogna parlare di corporate governance. Perché se le nostre prassi operative e i nostri meccanismi non dovessero evolvere nella direzione giusta, le imprese italiane rischierebbero una sorta di progressivo declino dovuto ad asfissia da insufficienza di capitali.

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Pagina|1 CORPORATE GOVERNANCE E MODELLO DUALISTICO NELLE SOCIETA’ PER AZIONI BANCARIE PREMESSA Premessa La tesi in oggetto, che si propone di analizzare i punti di forza e di debolezza del modello dualistico nelle società per azioni bancarie alla luce dell’esperienza italiana finora maturata, si presenta divisa in tre parti. La prima parte introduce il tema della corporate governance nelle società e, in particolare, analizza l’importanza che essa ricopre all’interno delle società bancarie. In questa sezione sono messi in risalto i problemi fondamentali inerenti il tema della corporate governance, inteso come governo, gestione e controllo di un’impresa. Nei primi capitoli, dunque, è dato spazio all’interpretazione delle inefficienze gestionali dovute alla presenza dei costi di agenzia, derivanti dal fenomeno della separazione tra proprietà e controllo, tipico delle società ad azionariato diffuso, ed imposti dall’esistenza di contratti incompleti, che colpiscono le relazioni principale‐agente su cui si basano le attività economiche, e che possono influenzare negativamente l’efficienza dei processi aziendali e compromettere la creazione di valore nell’impresa. L’analisi svolta riconosce nell’incompletezza dei contratti e nei problemi di agenzia che ne discendono i maggiori punti di debolezza dell’impresa, affidando alla corporate governance il compito di risolvere i problemi che la teoria dell’agenzia produce in termini di free‐riding e azzardo morale che affondano le radici nell’esistenza di costi di transazione e di asimmetria informativa. Nel momento in cui nascono i problemi di agenzia, che si manifestano sotto forma di costi di varia natura, si realizza una distruzione di valore per l’impresa e per la collettività. In quest’ottica le regole e le procedure di corporate governance possono rispondere anche all’esigenza di evitare la distruzione di valore che scaturisce dal realizzarsi di condizioni di inefficienza causate dai problemi di agenzia, scoraggiando possibili comportamenti opportunistici da parte degli agenti e incentivandoli a massimizzare il valore d’impresa.

Diploma di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Paola Valduga Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.