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La campagna elettorale 2008: sguardo socio-semiotico di strumenti e pratiche di comunicazione politica

Informazioni tesi

  Autore: Claudia Toloni
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Cinzia Bianchi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

Il lavoro offrirà in primo luogo al lettore un’introduzione sulla comunicazione politica e sulle linee direttrici del suo sviluppo in epoca postmoderna. In particolare si concentrerà sulla centralità dell’immagine, intesa come insieme delle percezioni dominanti che gli osservatori si fanno di qualcuno o qualcosa, e del linguaggio politico, inteso come discorso finalizzato a rendere concreta e accessibile al pubblico un’idea e una visione del mondo. Di seguito verranno introdotti i concetti chiave che si intendono usare nello sviluppo dell’analisi empirica: la “narratività” presentata nella teoria semiotica di Gremias, le teorie sul “frame” del linguista statunitense Lakoff e quelle sul ruolo delle emozioni nel processo di decisione politica presentate da Westen. Passeremo poi ad analizzare gli strumenti “direttamente” a disposizione dei politici per creare la propria “narrazione politica”. Questi concetti serviranno per dimostrare nel capitolo successivo la centralità del concetto di narrazione politica scegliendo come oggetto d’indagine le elezioni politiche italiane del 2008 analizzando i materiali prodotti (manifesti, spot elettorali, siti internet) dal Partito Democratico e dal Popolo della Libertà e dai rispettivi candidati premier, ponendo, in un’ottica comparata, una particolare attenzione alle recenti elezioni presidenziali americane. Nel capitolo seguente si cercherà di analizzare la narrazione politica dei due principali candidati. La prima parte sarà dedicata a Walter Veltroni e alla nascita del Partito Democratico in cui verrà offerto anche un breve e limitato confronto con il leader democratico statunitense Barack Obama che nonostante appaia ai nostri occhi un paragone azzardato rappresenta una “best practice” della quale non si può non tenere conto. L’analisi della narrazione politica di Veltroni sarà incentrata sul discorso di apertura della campagna elettorale 2008 che ha tenuto sulle colline umbre di Spello. La seconda parte del capitolo sarà invece dedicata a Silvio Berlusconi, la cui narrazione politica non può prescindere l’osservazione del suo intero percorso politico, dalla sua discesa in campo nel 1994 all’ultima campagna elettorale. Da ultimo si proporranno alcune conclusioni sul’efficacia dei materiali comunicativi prodotti durante la campagna elettorale nel creare una narrazione intorno alla figura dei due leader sottolineandone limiti e potenzialità.

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2 1. Introduzione La campagna elettorale culminata il 13 e 14 Aprile 2008 che ha visto Silvio Berlusconi, a capo della coalizione di centrodestra, prevalere sul candidato del centrosinistra Walter Veltroni, ha presentato numerose anomalie ed elementi d’interesse. In primo luogo la consultazione elettorale si è svolta a meno di 2 anni di distanza dalla precedente dopo un travagliato periodo in cui Romano Prodi (candidato della coalizione di centrosinistra) ha prevalso di misura alle elezioni del 2006 ma ha poi perso la maggioranza parlamentare a seguito dell’abbandono di alcuni senatori della sua coalizione. In secondo luogo la campagna elettorale si è svolta con tempi estremamente contingentati ed in assenza della consueta “preparazione”. Da ultimo le caratteristiche del sistema elettorale italiano hanno, come già avvenuto nel 2006, portato a flussi comunicativi gestiti a livello centrale dai partiti e ad una totale mancanza di partecipazione diretta da parte dei candidati impossibilitati a competere tra di loro per l’elezione. L’assenza di una competizione “all’interno delle liste” ha nuovamente portato ad una sostanziale apatia tra gli aspiranti onorevoli e senatori divisi tra i “certi di essere eletti”, i “certi di non essere eletti” e un limitato gruppo di “incerti” il cui possibile impegno risulterebbe comunque pressoché risibile ai fini dell’elezione, insomma candidati che se sono stati divisi nella posizione sono stati accomunati dal comune disinteresse per la campagna elettorale. Inoltre la corsa per le elezioni politiche 2008 ha visto un’inversione di tendenza dei processi di aggregazione politica sia nella destra che nella sinistra italiana. Entrambi blocchi elettorali hanno visto uno sfaldamento (più o meno voluto) sia nei confronti delle ali che del centro. La rottura dei vecchi blocchi della Casa delle Libertà e dell’Unione ha portato alla nascita di due nuovi partiti, e non più coalizioni come nel passato: da una parte è nato il Partito Democratico e dall’altro il Popolo della Libertà. Le campagne elettorali sono una “messa in scena” che si presta particolarmente ad amplificare gli effetti di spettacolarizzazione, spingendo giornalisti, professionisti del sistema dei media ed i politici in una sorta di risposta, ad adottare tutte le caratteristiche più spiccate, enfatiche e melodrammatiche, del linguaggio proprio dei media. In questo contesto si esaltano naturalmente gli effetti di personalizzazione, con quindi una maggiore rilevanza della figura del leader, affinché il cittadino-elettore-spettatore possa interessarsi, secondo una logica mediatica, a personaggi concreti piuttosto che ad entità collettive e prive di volto, appassionandosi alle loro vicende senza tenere

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