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La crisi dei mutui subprime: cronologia, aspetti e ripercussioni economiche su scala mondiale

Informazioni tesi

  Autore: Michelangelo Terrazzino
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Finanza
  Relatore: Giovanni Agnello
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 77

Il presente elaborato ha lo scopo di analizzare la recente bufera finanziaria che si è abbattuta sui mercati statunitensi tra la fine di luglio e gli inizi di agosto del 2007, generando la cosiddetta “crisi dei mutui subprime”, passando in rassegna i principali elementi caratterizzanti il fenomeno, nonché le ripercussioni che essa ha generato e sta tutt’ora generando sui mercati internazionali.
Questa crisi è la conseguenza, in sostanza, dell’esplosione di una bolla speculativa nel mercato immobiliare, che è iniziata negli Stati Uniti nel 2006 e si è diffusa a cascata in molti altri paesi sotto forma di fallimenti finanziari e di una stretta creditizia globale. Alla base di tutto ciò vi erano i cosiddetti “mutui subprime”: si trattava di prestiti emessi da apposite società creditizie per l’acquisto di un’abitazione, di un’automobile, per coprire una carta di credito, o semplicemente per coprire altri debiti, caratterizzati da un elevato tasso d’interesse e concessi a beneficiari con precedenti creditizi non eccellenti, la cosiddetta clientela “non primaria”, e da qui nasce il termine “subprime”.
Nel corso del primo capitolo avremmo modo di capire cosa sono, come funzionano e chi ha sottoscritto questi “mutui subprime”, con particolare riferimento all’analisi dell’operato della “Countrywide”, uno dei maggiori player nel settore della concessione di finanziamenti in America. Al fine di comprendere il loro prepotente e veloce sviluppo verranno analizzate anche le fasi storiche che hanno contribuito alla nascita di questa profonda crisi che sta attraversando tutta la finanza mondiale.
Nel secondo capitolo viene analizzata la crisi dei mutui subprime. Inizialmente si procede nell’individuazione di quelle che sono state le radici e le “cause” che hanno contribuito a creare e far sviluppare la bolla dei mutui subprime. In particolare, ci si soffermerà su quattro fattori principali: il primo riguarda la politica dei bassi tassi d’interesse perseguita dalla Federal Reserve sotto la guida di Alan Greenspan, tra il 2001 e il 2004; il secondo riguarda la massiccia cartolarizzazione di attività illiquide, con riferimento al funzionamento del “sistema di concessione-cartolarizzazione mutui”; il terzo fattore riguarda la scarsa trasparenza dei mercati e le responsabilità delle società di rating; il quarto ed ultimo fattore viene identificato nella bassa alfabetizzazione finanziaria delle famiglie americane.
Nella seconda parte del secondo capitolo verrà descritto lo “scoppio della crisi”, fornendo un’ attenta cronistoria di tutti gli interventi che le banche centrali e i governi di tutto il mondo finanziario hanno effettuato come risposta alla crisi. Nello specifico verrà descritta la reazione della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, mettendo in luce anche in cosa le due strategie si sono differenziate. Inoltre, particolare attenzione sarà data alle problematiche che le banche commerciali e le società finanziarie, con l’evolversi della crisi, hanno dovuto affrontare.
Nel terzo e ultimo capitolo, sulla scia dell’analisi svolta da un famoso economista come Robert J. Shiller, verranno presentate e descritte le strategie di breve e lungo periodo per risolvere la crisi attuale, con l’obiettivo più ampio di riformare e sviluppare l’infrastruttura finanziaria mondiale.
L’obiettivo, che con questo elaborato si è cercato di raggiungere, è quello di dare una corretta informazione al lettore in merito alla “crisi dei mutui subprime”. Inizialmente il lavoro è stato costituito da una ricerca sulle cause che hanno originato la crisi, successivamente si è passati ad un’analisi dimensionale della stessa, ed infine si è proseguito verso la descrizione e l’elencazione di tutte quelle conseguenze che hanno portato la crisi a divenire mondiale.
Le difficoltà relative alla stesura di quest’opera sono state notevoli. Per via della novità dell’evento non è stato semplice trovare argomentazioni oggettive, le traduzioni di testi interamente in inglese non sono state semplici soprattutto per via di una terminologia molto tecnica, in particolare del libro intitolato “Structured Credit Portfolio Analysis, Baskets & CDOs” e di molti articoli di “The Economist”. In merito agli effetti della crisi, non essendosi ancora conclusa, non è stato possibile inserire delle stime definitive, ma di certo i dati riportati danno una chiara visione della rilevanza del fenomeno.

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Introduzione Il presente elaborato ha lo scopo di analizzare la recente bufera finanziaria che si è abbattuta sui mercati statunitensi tra la fine di luglio e gli inizi di agosto del 2007, generando la cosiddetta “crisi dei mutui subprime”, passando in rassegna i principali elementi caratterizzanti il fenomeno, nonché le ripercussioni che essa ha generato e sta tutt’ora generando sui mercati internazionali. Questa crisi è la conseguenza, in sostanza, dell’esplosione di una bolla speculativa nel mercato immobiliare, che è iniziata negli Stati Uniti nel 2006 e si è diffusa a cascata in molti altri paesi sotto forma di fallimenti finanziari e di una stretta creditizia globale. Alla base di tutto ciò vi erano i cosiddetti “mutui subprime”: si trattava di prestiti emessi da apposite società creditizie per l’acquisto di un’abitazione, di un’automobile, per coprire una carta di credito, o semplicemente per coprire altri debiti, caratterizzati da un elevato tasso d’interesse e concessi a beneficiari con precedenti creditizi non eccellenti, la cosiddetta clientela “non primaria”, e da qui nasce il termine “subprime”. Tra i soggetti coinvolti non vi erano solo le banche, che avevano finanziato tale clientela, ma anche gli operatori finanziari, istituzionali e non, esposti indirettamente verso il mercato dei mutui subprime attraverso l’eccessivo utilizzo di strumenti derivati e di titoli legati ad operazioni di cartolarizzazione. La turbolenza che ne è seguita, con la complicità della globalizzazione, ha trascinato in una spirale negativa i mercati finanziari di tutto il mondo, assumendo così i contorni di una vera e propria crisi finanziaria internazionale. In un breve lasso di tempo, si è assistito al drastico crollo degli indici delle principali borse azionarie internazionali e al diffondersi di turbolenze che hanno gettato nel panico intermediari e operatori finanziari, imponendo così l’intervento delle autorità monetarie. I

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