La prova illecita nel processo civile e penale

profili di ammissibilità ed utilizzabilità di una prova ottenuta attraverso la commissione di un illecito penale, civile od amministrativo.

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4    CAPITOLO I LA PROVA ILLECITA 1.1. UNA DIFFICILE DEFINIZIONE Non è certamente agevole una puntuale definizione di “prova illecita” ed è ancor più difficoltoso individuare i casi racchiusi sotto la sua previsione. La dottrina offre un quadro terminologico molto ricco, atto a descrivere quella situazione in cui la prova non presenta tutte le caratteristiche richieste per entrare in un processo senza dar luogo a problemi. Un quadro peraltro che, ben lungi da risultare un utile strumento per la sistema- zione del tema, è fonte di notevole confusione. L’aspetto destabilizzante è proprio la compresenza di più termini, apparentemen- te 1 riferiti alla medesima situazione, ma che acquistano, a seconda dell’Autore che li suggerisce, significati differenti; e nemmeno in questi si ritrova unanimità. Ricorrono infatti – con indubbio riferimento ai medesimi concetti – definizioni varie quali: ‐  Prove vietate 2                                                             1 “Apparentemente” perché vengono impropriamente usati per descrivere la medesima situazione patologica, ma se si scende ad analizzare il significato proprio delle parole, si comprende come questi termini – vietato, illegale, illegittimo e incostituzionale – non siano affatto sinonimi di “il- lecito” e che debbano essere necessariamente essere riferiti a casi diversi. 2 Cfr. P. NUVOLONE, Le prove vietate nel processo penale nei paesi di diritto latino, in Trent’anni di diritto e procedura penale, vol. I, Padova, 1969, p. 501; L’A. con questo termine si riferisce alle prove assunte in violazione di determinati divieti e definisce prove illecite quelle che constano di un at- to illecito, riferendosi essenzialmente alle prove che si costituiscono nel processo mediante un illecito, ingiustificatamente togliendo rilievo all’eventuale formazione o reperimento di una prova fuori del processo (l’A. però non si spinge ad illustrare qualche esempio, indi per cui la di- stinzione rimane piuttosto fumosa). A mio avviso è proprio quest’ultimo aspetto che dovrebbe catturare l’attenzione degli operatori del diritto; ed inoltre, eliminando dall’alveo della prova il- lecita, le prove il cui illecito è commesso al di fuori del processo – ad es. furto di documenti – che cosa rimarrebbe? Vedi anche G. UBERTIS, Riflessioni sulle prove vietate, in Riv. pen., 1975, p. 705 ss.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Carolina Piovano Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

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