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Il mobbing e i climi organizzativi: verifica empirica di uno strumento per la prevenzione del disagio psicosociale

Tesi empirica sul mobbing

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3 Introduzione L’attività lavorativa e l’importanza che questa ricopre nell’ambito della vita di un individuo, influenzano notevolmente la salute ed il benessere della persona. Il lavoro è qualsiasi esplicazione di energia (umana, animale, meccanica) volta a un fine determinato, è l’applicazione delle potenzialità psico-fisiche dell’uomo diretta alla produzione di un bene o di un servizio o, comunque, ad acquistare un risultato tangibile di utilità individuale o collettiva (Avallone, 1998). Il divenire lavoratore quindi, rappresenta il modo per mettere alla prova se stessi, la propria identità personale e sociale, per verificare le competenze sviluppate nel periodo prelavorativo e per proseguire ad affinare il proprio apprendimento nel corso dell’esperienza lavorativa (Sarchielli, 1998). Di conseguenza, le relazioni sociali intrattenute sul posto di lavoro con colleghi e superiori, il modo in cui si è trattati da questi, il loro apprezzamento e riconoscimento, esercitano una forte influenza sull’immagine di sé, sul senso d’identità, di dignità e di appartenenza ad un gruppo. Se l’ambiente di lavoro viene vissuto come insicuro ed ostile, l’esperienza lavorativa perde la sua funzione di integrazione sociale e realizzazione del sé e rappresenta un fattore di rischio per la qualità della vita dei lavoratori. Pertanto, conflitti e vessazioni possono tradursi in conseguenze nocive per l’individuo, i cosiddetti “fattori di rischio psicosociale” stanno diventando una delle principali cause di “malessere organizzativo”. Tra questi “rischi emergenti”, il mobbing merita una particolare attenzione in quanto rappresenta un potentissimo strumento di prevaricazione e vessazione psicologica (Bernardi, 2007). La violenza psicologica o mobbing, rappresenta uno strumento di prevaricazione le cui strategie possono essere svariate e sofisticate (Depolo, 2003). E’ un atteggiamento persecutorio realizzato tramite una serie di violenze psicologiche perduranti nel tempo, eseguite ad arte al fine di danneggiare il lavoratore (vittima), da un superiore e/o da colleghi (mobber), finalizzato ad estrometterlo dall’attività lavorativa (Cecchini, 2005). Nel presente lavoro di ricerca è stato dedicato ampio spazio al fenomeno “mobbing” e ai climi organizzativi: sono state considerate e analizzate le caratteristiche del fenomeno attraverso l’analisi della letteratura oggi a disposizione. Sulla base dei dati provenienti da tale indagine bibliografica è stata effettuata la verifica empirica di uno strumento per la prevenzione del disagio psico sociale.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Stefania Vacca Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3193 click dal 17/04/2009.

 

Consultata integralmente 12 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.