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I riti di passaggio nel ciclo della vita: il caso della Giamaica tra sincretismo e resistenza

Il mio scopo è stato quello di entrare nel suo mondo ibrido tramite la religione e più specificatamente tramite la forma simbolica del rito che come una lingua sembra rivelare “lo spirito di un popolo”, per capire quali forme e quali direzioni, in termini di sincretismo e di resistenza, la tradizione cristiana-europea da un lato e la tradizione africana dall’altro abbiano preso nella costituzione dell’attuale cultura giamaicana.
Si tratta di un popolo, il cui mondo è percepito, concepito, organizzato e controllato per mezzo di credenze e tabù che costituiscono, diversamente da quanto avviene nella cultura occidentale, un tutt’uno con la religione. Una ricerca focalizzata sui riti di passaggio del ciclo della vita in Giamaica è un modo senz’altro produttivo per comprendere cosa e come questa cultura abbia ereditato, assorbito ed infine “camuffato” la propria tradizione originaria. I riferimenti etnografici si riferiscono principalmente alla Giamaica rurale con qualche riferimento alla Giamaica urbana solo per ragioni comparative, in un periodo che si estende dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri.

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PREMESSA Il mio “viaggio culturale” in Giamaica parte dalle isole caraibiche tra il Panama e la Colombia; dalla lettura di Linguaggio e cultura: il caso dei Kuna di Joel Sherzer che mi ha dato l’idea per un’analisi di tipo etno-antropologico relativa ad una cultura che fosse una “mezcla” delle due da me maggiormente conosciute, ovvero la cultura inglese e la cultura spagnola. I “confini geografici” della mia idea germinale si sono ampiamente allargati, nel corso della mia lunga ricerca, fino ad includere in questo spazio geografico-culturale non solo le culture sopra citate e quelle di altri stati europei, ma anche la “lontana” cultura africana e specificatamente occidentale, la cui terra costituì a partire dal XV sec., per le potenze europee, un vero “serbatoio umano” in termini di manodopera. Nessuna meraviglia quindi che la Giamaica, dato il suo aspetto creolo, abbia sempre attirato molti visitatori, gli avventurieri come i turisti, i missionari come gli antropologi. La cultura di quest’isola può essere e di fatto lo è stata, studiata dalla prospettiva della sua struttura economica, politica, sociale, linguistica ed ambientale. Il mio scopo è stato quello di entrare nel suo mondo ibrido tramite la religione e più specificatamente tramite la forma simbolica del rito che come una lingua sembra rivelare “lo spirito di un popolo”, per capire quali forme e quali direzioni, in termini di sincretismo e di resistenza, la tradizione cristiana-europea da un lato e la tradizione africana dall’altro abbiano preso nella costituzione dell’attuale cultura giamaicana. Si tratta di un popolo, il cui mondo è percepito, concepito, organizzato e controllato per mezzo di credenze e tabù che costituiscono, diversamente da quanto avviene nella cultura occidentale, un tutt’uno con la religione. Una ricerca focalizzata sui riti di passaggio del ciclo della vita in Giamaica è un modo senz’altro produttivo per comprendere cosa e come questa cultura abbia ereditato, assorbito ed infine “camuffato” la propria tradizione originaria. I riferimenti etnografici si riferiscono principalmente alla Giamaica rurale con qualche riferimento alla Giamaica urbana solo per ragioni comparative, in un periodo che si estende dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri. A tal fine, i capitoli raccolti in questa ricerca sono scritti sulla base di una prospettiva storico-antropologica ed etnografica. Nella Parte prima illustro innanzitutto il complesso background storico-culturale che vede la Giamaica come dominio spagnolo prima e come dominio inglese

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Letizia Parisi Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1398 click dal 07/04/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.