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Storia e funzione ludica del giocattolo. Alcuni casi di eccellenza nel panorama europeo.

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Romeo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Strategie, gestione e comunicazione dei Beni e degli eventi culturali
  Relatore: Paolo Moderato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

Lontano dall’esser considerato un’attività futile, il gioco rappresenta una parte essenziale della vita dell’uomo. Si pensi solo a quanti modi di dire e, per l’appunto, a quanti giochi di parole esistono nella lingua italiana con le parole “gioco” e “giocare”:

- il gioco è fatto
- giocar di gomiti
- tenere il gioco a qualcuno o far lo stesso gioco di qualcuno
- entrare in gioco
- giocarsi la fiducia/carriera
- mettersi in gioco
- giocare col fuoco
- gioco di parole
- giocarsi una cosa o una persona
- giocare un ruolo importante
- nascondere il proprio gioco
- fare il doppio gioco

Questi sono solo alcuni esempi, ma il fatto che queste parole siano così radicate nella nostra cultura tanto da presentare e prestarsi a più interpretazioni ci fa dedurre che il gioco esiste fin dai tempi più remoti proprio perché è profondamente insito nella natura umana.
Nel primo capitolo di questo elaborato si ricercheranno i molteplici aspetti della parola ludus e del verbo giocare, con lo scopo di dare un quadro linguistico ed etimologico del mondo dell’oggetto di studio: il giocattolo.
Sempre nella prima parte si analizzeranno due brani della tradizione letteraria francese ed italiana che hanno a che fare con il mondo dei giocattoli: La Morale du Joujou di Baudelaire e Il paese dei Balocchi di Collodi. Nel primo si vedrà come l’autore sostenga l’esistenza di una vera e propria anima del giocattolo, descrivendone l’aura e le proprietà ludiche. Il brano non è certo il più famoso dell’autore e non è stato possibile rintracciarne una traduzione in lingua italiana, ci si scusa fin da subito col lettore per aver potuto riportare i passi scelti soltanto in lingua originale. L’episodio raccontato dalla penna di Baudelaire è legato all’infanzia (forse autobiografica), così come lo è pure quello raccontato da Collodi nel libro di Pinocchio. Nonostante ciò i due hanno un carattere completamente distinto. Il brano di Collodi è l’indimenticabile e utopico paese dei balocchi, dove i giocattoli sono ovunque per le strade e nelle menti degli abitanti. L’ultima parte del capitolo invece verrà dedicata ad una breve analisi delle teorie elaborate da J. Huizinga nel suo celebre libro Homo Ludens dove, in particolare nella ristampa pubblicata nel 1973 con un illuminante saggio introduttivo di Umberto Eco, il gioco verrà preso in analisi come elemento fondante delle società antiche ma anche delle culture odierne.
Delle gioie del gioco legate al ritmo della vita si potrebbe parlare a lungo ma, già dal secondo capitolo lo studio si focalizzerà sull’importanza dello strumento fondamentale del gioco ovvero sul giocattolo. Verrà affrontata l’importanza rivestita dal giocattolo nella crescita del bambino, ma soprattutto nello sviluppo della persona. Si vedrà come il giocattolo sia strettamente correlato alla capacità creativa, alla capacità di astrazione e a tante altre qualità strettamente riconducibili allo stato dell’arte e della cultura.
In questa seconda parte si indagherà sul ruolo del giocattolo oggi e sulla sua importanza sociale, in particolare si prenderanno in considerazione le sue condizioni culturali e ambientali. In tal senso si partirà da una definizione di gioco, per poi approfondirne le eventuali correlazioni con l’ambito della creatività e della socializzazione.
Un ulteriore studio sul giocattolo verrà presentato dal punto di vista del suo carattere strutturato o meno, si analizzeranno i pro e i contro di entrambi i tipi e se ne vedranno le implicazioni sullo sviluppo della mente della persona coinvolta nel gioco. Dopodichè si passeranno in rassegna le principali tipologie di giocattolo e se ne indagheranno le qualità dal punto di vista della funzione ludica e creativa, indicando le fasce d’età a cui ognuna di queste è dedicata.
Il terzo capitolo sarà riservato all’analisi del mondo degli eventi costruiti intorno al giocattolo o che avranno come oggetto di interesse il suddetto. Si prenderà in considerazione la realtà delle mostre dedicate al settore ludico, gli eventi che hanno visto il giocattolo come loro protagonista e in particolar modo si vedrà l’offerta museale italiana ed europea a riguardo.
La quarta parte dell’elaborato sarà invece dedicata all’industria del giocattolo e ad alcuni casi aziendali di successo nel panorama europeo.
Si vedrà come la produzione del giocattolo costituisca una vera e propria tradizione per alcuni paesi, nello specifico si vedranno i diversi trascorsi e la situazione attuale dell’industria di settore in Germania, in Francia, in Inghilterra e in Italia.

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Introduzione “Nessuna organizzazione sociale potrà sopravvivere se ignora il ruolo, ormai determinante, dell’istinto ludico, se non sa integrarne le esigenze nelle proprie strutture.” P.Bertaux Lontano dall’esser considerato un’attività futile, il gioco rappresenta una parte essenziale della vita dell’uomo. Si pensi solo a quanti modi di dire e, per l’appunto, a quanti giochi di parole esistono nella lingua italiana con le parole “gioco” e “giocare”: - il gioco è fatto - giocar di gomiti - tenere il gioco a qualcuno o far lo stesso gioco di qualcuno - entrare in gioco - giocarsi la fiducia/carriera - mettersi in gioco - giocare col fuoco - gioco di parole - giocarsi una cosa o una persona - giocare un ruolo importante - nascondere il proprio gioco - fare il doppio gioco Questi sono solo alcuni esempi, ma il fatto che queste parole siano così radicate nella nostra cultura tanto da presentare e prestarsi a più 1

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