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L'educazione fisica per tutti, un obiettivo senza barriere: la motricità rivolta agli ipovedenti

Quando ho dovuto scegliere l’argomento della mia tesi ho ripensato a quel sogno che da piccolo avevo (cioè quello di fare attività motoria in ogni momento della mia giornata) ed ho voluto approfondire il tema “non vedente”, le possibili attività da proporre con le metodologie e strategie necessarie anche a chi potesse avere lo stesso sogno, ma lo vedeva sfumarsi pian piano con il passare del tempo per causa della sua cecità, parziale o totale. In questo lavoro vedremo come il non vedente possiede una propria capacità di rappresentarsi le immagini: infatti, esso utilizza i canali sensoriali diversi dalla vista, il canale uditivo e quello tattile, per rappresentarsi la realtà; è stato dimostrato attraverso strumentazioni diagnostiche (la P. E. T.) che questi canali sensoriali sono in grado di attivare anche l’area della corteccia visiva. Per il non vedente, che è costretto ad aggiustare continuamente il proprio comportamento motorio, il movimento, l’esplorazione, la capacità di effettuare rapide correzioni di rotta grazie ai propri canali informativi integri assumono un rilievo particolare.
Per percepire attorno a sé, utilizza in modo rilevante il sistema percettivo definito aptica. L’aptica ha una componente cutanea (che, attraverso la modificazione della pelle, apprende informazioni pressorie, vibratorie e termiche) e una componente cinestesica, che registra la posizione e il movimento.
Per quanto riguarda l’informazione tattile, invece, è percepita nello stesso modo, ma viene trattata diversamente. Il soggetto normodotato utilizza mappe cognitive simultanee, basate in prevalenza su immagini visive, mentre il cieco dispone di immagini tattili propriocettive, che gli richiedono più tempo per il riconoscimento: è come se il non vedente dovesse ricomporre le tessere di un mosaico per poter definire gli oggetti. La cecità precoce ha implicazioni sulla elaborazione cognitiva dello spazio, sulle acquisizioni senso motorie e sulle rappresentazioni in generale. Comporta probabilmente disturbi posturali, fra cui il capo chino, causati dalla mancanza della visione periferica; questa contribuisce a mantenere un tono posturale, favorendo il corretto posizionamento della testa rispetto al corpo.

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i Introduzione.. Mi ero promesso tempo fa che la tesi scritta per la facoltà di scienze motorie era la prima e l’ultima, ma sono passati degli anni ed ho scritto anche quella per l’abilitazione all’insegnamento secondario per educazione fisica ed ora.. Si, eccomi di nuovo sul computer a cercare di trasmettere un mio pensiero tramite una tesi per il conseguimento dell’abilitazione per l’insegnamento secondario rivolto ai diversamente abili. Tutto è cominciato in Agosto, quando spedii la domanda per essere ammesso al corso, incurante di dovermi rimettere sui libri a studiare, sui banchi per seguire le lezioni, viaggiare e sostenere una gli esami. Quando ho dovuto scegliere l’argomento della mia tesi ho ripensato a quel sogno che da piccolo avevo (cioè quello di fare attività motoria in ogni momento della mia giornata) ed ho voluto approfondire il tema “non vedente”, le possibili attività da proporre con le metodologie e strategie necessarie anche a chi potesse avere lo stesso sogno, ma lo vedeva sfumarsi pian piano con il passare del tempo per causa della sua cecità, parziale o totale. In questo lavoro vedremo come il non vedente possiede una propria capacità di rappresentarsi le immagini: infatti, esso utilizza i canali sensoriali diversi dalla vista, il canale uditivo e quello tattile, per rappresentarsi la realtà; è stato dimostrato attraverso strumentazioni diagnostiche (la P. E. T.) che questi canali sensoriali sono in grado di attivare anche l’area della corteccia visiva. Per il non vedente, che è costretto ad aggiustare continuamente il proprio comportamento motorio, il movimento, l’esplorazione, la capacità di effettuare rapide correzioni di rotta grazie ai propri canali informativi integri assumono un rilievo particolare. Per percepire attorno a sé, utilizza in modo rilevante il sistema percettivo definito aptica. L’aptica ha una componente cutanea (che, attraverso la modificazione della pelle, apprende informazioni pressorie, vibratorie e termiche) e una componente cinestesica, che registra la posizione e il movimento. Questo sistema

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Angelo Pannelli Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2918 click dal 07/04/2009.

 

Consultata integralmente 7 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.