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Il fenomeno dell'usura in provincia di Foggia

In un momento di forte debolezza dell’economia e di crisi del sistema economico finanziario la parte più debole della società è quella che prima viene colpita dal bisogno.
In questi spazi si è sempre più insinuata la criminalità usuraia che ha trovato sbocchi al riciclo di denaro proveniente da traffici illeciti e a svolgere attività “formalmente” lecite per il riciclaggio di denaro illecito.
Non basta colpire l’usuraio: occorre verificare l’origine di alcuni patrimoni di come si sono andati costruendo nel tempo e, quindi, colpire la ricchezza patrimoniale dei criminali.
Ancora non va sottaciuta la necessità di riaffermare i valori della legalità a tutti i livelli: da quella dell’amministrazione della cosa pubblica alla difesa dei diritti, dalla tutela del patrimonio alla sicurezza della persona.
Le interviste e le letture effettuate ci hanno consegnato un clima complessivo in cui molto è ancora da costruire: l’impunità di certa politica e di certa amministrazione pubblica fa il paio con l’impunità del criminale che si differenzia solo per un’accezione comune che vuole il criminale disegnato con la pistola o il coltello, mentre all’interno della Pubblica Amministrazione, ma anche di grandi Imprese, vivono altrettanti criminali che la pubblica opinione reputa “essere in gamba”, “furbi” perché evadendo, rubando, distraendo, corrompendo, non uccidono nessuno; apparentemente l’opinione pubblica non si sente colpita da questo comportamento.
Ancora abbiamo visto come la parte debole, l’anello primo della nostra società, la famiglia, vive il dramma dell’usura via via che viene sempre meno la stabilità economica, che aumentano i costi dei consumi dei beni di prima necessità, o il “voler (dovere)” mantenere un certo tenore di vita porta a spese sconsiderate e a indebitarsi oltre la propria capacità di far fronte al debito stesso.
Riferito alle aziende, occorre da subito sottolineare l’urgenza di interventi a favore dei COFIDI, interventi diretti alle banche affinché non chiudano i rubinetti e si astengano dal chiedere rientri immediati. Interventi sugli studi di settore che tengano conto, di questa fase di crisi, rispetto alla produttività standard che la piccola impresa dovrebbe avere e che, invece non avrà.
Altro tema che va risolto è l’intervento bancario che dovrebbe sviluppare canali creditizi rivolti più al “credito” sull’idea imprenditoriale, sulle capacità professionali, e non solo e soltanto sulle capacità reddituali di chi chiede denaro, per evitare che altra “offerta” possa raccogliere e dare risposta a questa domanda.
Riteniamo indispensabile che sul tema dell’usura, dell’uso corretto del denaro, del controllo sui consumi e della spesa famigliare, intervengano le agenzie di formazione, prima fra tutte la scuola con appositi momenti in cui all’informazione sull’uso consapevole del denaro si accompagni la cultura della legalità e degli strumenti.
Si deve essere consapevoli che i ragazzi che formiamo oggi sono quelli che incontreranno domani la società con tutte le sue sfaccettature, i “tranelli”, le “illusioni” e gli inganni. Occorre, quindi già dalle scuole medie trasferire ed affermare il valore della legalità e fare in modo che a questo insegnamento corrisponda poi il comportamento delle Istituzioni, prime fra tutte le Istanze politiche che amministrano la cosa pubblica.
Infine, come si evince dalle interviste e dai dati esposti nelle tabelle, ma anche dalle notizie della cronaca, appare forte il segnale che la denuncia da parte delle vittime, non solo aiuta a consegnare alla giustizia i criminali, ma è da stimolo per affermare che la denuncia conviene, aiuta e non lascia soli.
E’ indispensabile, in questo senso, accentuare il lavoro svolto dalle associazioni e dalle fondazioni teso a diffondere messaggi di offerta di aiuto, di sostegno, di essere punto di ascolto.
Sul tema dell’usura si è prodotta e si continua a produrre “letteratura”, ora di denuncia, ora di testimonianza, ora di studio del fenomeno. Riteniamo, quindi utile e indispensabile che ogni provincia abbia all’interno di un’istituzione (provincia, Camera di Commercio, o altro) un osservatorio sul fenomeno dell’usura che possa rappresentare una costante “torre di guardia” per monitore il fenomeno, ma anche per capire flussi e movimenti “strani” o anomali che interessano l’economia del territorio: dai passaggi di licenze e autorizzazioni, alla nascita o morte di imprese.
Introduciamo questo appunto per sollevare il fondato timore che la “criminalità” (sia quella organizzata, che quella dei colletti bianchi) possa intercettare molte di queste risorse attraverso il canale delle imprese “regolari”, ma con finalità di riciclaggio di denaro che sono perfettamente inserite nell’economia; ma anche attraverso il canale del controllo politico-economico che in molte realtà è ancora presente e forte.

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Introduzione La nostra società è attraversata da fenomeni ed eventi che molto spesso vengono considerati “congiunturali” pur non essendolo. Tra i reati, esaminati nell’XI Rapporto di SOS Impresa (11 novembre 2008), l’usura appare quello maggiormente in crescita e desta profonda preoccupazione. Al calo dei consumi ed ad un mercato che cresce senza regole tra abusivismo e grande distribuzione, si aggiunge la crisi finanziaria ormai incombente che fa pagare alle attività di vicinato il prezzo più alto. “L’usura”, nell’accezione correntemente adoperata e conosciuta, ha assunto rispetto al passato, una valenza “sociale” drammatica: per l’estensione del fenomeno e per trovarsi inserita, definitivamente, anche in un contesto di criminalità organizzata. Chi pensa sia un “comportamento” legato esclusivamente alla necessità di reperire un “finanziamento” altrimenti negato, non considera i numerosi retroscena legati al fenomeno che è si vecchio come il tempo, ma che nel corso dei secoli si è trasformato ed ha acquisito valenze sempre diverse implicando, più di quanto non si sia portati a credere, anche correnti di pensiero economico che sul tema sono intervenuti ora a favore, ora contro, ora tenendosi neutrali. Il nostro lavoro, dopo una disamina sul tema, ha inteso esaminare alcuni aspetti sociologici per la verifica dell’ipotesi che le vittime dell’usura non siano semplicemente i “bisognosi” di un prestito, ma che a tale “bisogno” molto spesso siano stati indotti. Una “inclinazione”, una “predisposizione” all’usura o piuttosto se non vi è un pervicace disegno di altre “entità” che realizzano nel loro percorso di conquista di potere e di controllo sul territorio 5

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Arcangelo Renzulli Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 637 click dal 05/05/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.