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Le nuove strategie di espansione delle imprese multinazionali: l'approccio ''bottom of the pyramid''

Il tema principalmente analizzato in questa tesi è la “bottom of the pyramid”, ovvero la “base della piramide” intendendo con ciò una designazione socioeconomica per i 4 miliardi di persone, i 2/3 della popolazione mondiale, che per lo più vivono in paesi in via di sviluppo ed il quale reddito pro capite annuale è inferiore ai 1500 dollari, il minimo considerato necessario per sostenere una vita decente. Per oltre un miliardo di persone, circa 1/6 dell’umanità, il reddito pro capite è meno di 1 dollaro al giorno. Questa estrema iniquità della distribuzione della ricchezza rafforza l’opinione che i poveri non possano partecipare all’economia globale di mercato, anche se essi costituiscono la maggioranza della popolazione.
Per una maggiore comprensione di questo tema verranno analizzate preventivamente le imprese multinazionali nella loro definizione, le motivazioni della loro espansione nei mercati esteri, gli orientamenti ed i modelli organizzativi, e le strategie di penetrazione del mercato estero
Gli obiettivi che in questa sede si intendono raggiungere riguardano l’analisi critica degli argomenti sopra citati; evidenziare i fattori di successo indispensabili per riuscire nel mercato della BOP; individuare i nuovi approcci nei settori dei modelli di business, della R&S, e nei canali distributivi; spiegare perché le imprese dovrebbero investire nella BOP, e le sfide che in quel caso dovranno affrontare; far risaltare il ruolo assunto dalle ONG nello sviluppo di questi mercati, specialmente nello sviluppo della catena di valore e quanto sia indispensabile fare partnership con il settore privato.
Le motivazioni che mi hanno spinto ad affrontare questo tema, sono da imputate alla scarsa attenzione, che finora è stata riportata su questo argomento, sia da parte della letteratura scientifica sia dalle aziende internazionali, fatta eccezione per alcuni pionieri. Scarsa attenzione tra l’altro ingiustificata, visti i risultati ottenuti dalle imprese che hanno deciso di ampliare il loro business in questi mercati. A sostegno di un approccio alla BOP da parte delle imprese multinazionali intervengono inoltre: un’enorme potere d’acquisto collettivo, derivante dal vasto bacino d’utenza; mercati caratterizzati da ottime prospettive di crescita, quindi ricavi per le IMN; una maggiore efficienza ed accesso all’innovazione, raggiungibili considerando la “fila 4” come un banco di prova per la “vita sostenibile” e per sperimentazioni commerciali e tecnologiche, molte delle innovazioni per la BOP possono essere adottate nei mercati ad alta intensità di risorse ed energia del mondo sviluppato, tutto ciò recando contributi incalcolabili all’umanità.
La tesi è strutturata in tre capitoli. Nel primo capitolo si esamina nella prima parte l’impresa multinazionale, definendola e analizzandone le motivazioni di espansione nei mercati esteri. La seconda parte del capitolo verte su un’analisi dell’assetto organizzativo dell’IMN. Si individueranno gli orientamenti ed i modelli organizzativi, gli approcci teorici, focalizzando l’attenzione sui contributi apportati dalla scuola di Uppsala con l’approccio processuale, i critici, fino ad arrivare ai contributi più recenti.
Il secondo capitolo si concentra sulle strategie di penetrazione del mercato estero da parte delle IMN. Nello specifico verranno trattate le varie modalità di ingresso, le politiche del marketing mix, concludendo dedicando spazio al tema della responsabilità sociale dell’impresa internazionalizzata.
Il terzo ed ultimo capitolo è dedicato al tema principale di analisi, ovvero la bottom of the pyramid. Sarà strutturato fornendo inizialmente una definizione ed una prima analisi allargata del tema, per poi focalizzarsi sugli elementi chiave indispensabili alle IMN che vogliano entrare a competere in questo mercato. La parte finale del capitolo riguarderà i casi aziendali di Approtec e Simputer.

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INTRODUZIONE Il tema principalmente analizzato in questa tesi è la “bottom of the pyramid”, ovvero la “base della piramide” intendendo con ciò una designazione socioeconomica per i 4 miliardi di persone, i 2/3 della popolazione mondiale, che per lo più vivono in paesi in via di sviluppo ed il quale reddito pro capite annuale è inferiore ai 1500 dollari, il minimo considerato necessario per sostenere una vita decente. Per oltre un miliardo di persone, circa 1/6 dell’umanità, il reddito pro capite è meno di 1 dollaro al giorno. Questa estrema iniquità della distribuzione della ricchezza rafforza l’opinione che i poveri non possano partecipare all’economia globale di mercato, anche se essi costituiscono la maggioranza della popolazione. Per una maggiore comprensione di questo tema verranno analizzate preventivamente le imprese multinazionali nella loro definizione, le motivazioni della loro espansione nei mercati esteri, gli orientamenti ed i modelli organizzativi, e le strategie di penetrazione del mercato estero Gli obiettivi che in questa sede si intendono raggiungere riguardano l’analisi critica degli argomenti sopra citati; evidenziare i fattori di successo indispensabili per riuscire nel mercato della BOP; individuare i nuovi approcci nei settori dei modelli di business, della R&S, e nei canali distributivi; spiegare perché le imprese dovrebbero investire nella BOP, e le sfide che in quel caso dovranno affrontare; far risaltare il ruolo assunto dalle ONG nello sviluppo di questi mercati, specialmente nello sviluppo della catena di valore e quanto sia indispensabile fare partnership con il settore privato. Le motivazioni che mi hanno spinto ad affrontare questo tema, sono da imputate alla scarsa attenzione, che finora è stata riportata su questo argomento, sia da parte della letteratura scientifica sia dalle aziende internazionali, fatta eccezione per alcuni pionieri. Scarsa attenzione tra l’altro ingiustificata, visti i risultati ottenuti dalle imprese che hanno deciso di ampliare il loro business in questi mercati. A sostegno di un approccio alla BOP da parte delle imprese multinazionali intervengono inoltre: un’enorme potere d’acquisto collettivo, derivante dal vasto bacino d’utenza; mercati caratterizzati da ottime prospettive di crescita, quindi ricavi per le IMN; una maggiore efficienza ed accesso all’innovazione, raggiungibili considerando la “fila 4” come un banco di prova per la “vita sostenibile” e per sperimentazioni commerciali e tecnologiche, molte delle 4

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Simone Scaccia Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2459 click dal 08/04/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.