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Ospiti contemporanei: un'etnografia multisituata tra turismo, dono e nuove tecnologie

Informazioni tesi

  Autore: Barbara Sala
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze Etnoantropologiche
  Relatore: Sabrina Tosi Cambini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 380

Nella mia tesi delineo la figura dell'ospite muovendomi in tre diversi ambienti quello del turismo, del dono e delle nuove tecnologie. Gli ospiti di cui mi sono occupata sono i membri di Couchsurfing, un social network on line in cui si instaurano relazioni sociali con l'obiettivo di mettere in contatto persone di tutto il mondo che vogliono offrire o richiedere ospitalità presso abitazioni private.
In questo lavoro ho dimostrato che l'ospitalità è un utile strumento analitico per l'etnografia perché apre molteplici sguardi sulla dimensione umana e sarebbe riduttivo inquadrare la relazione fra host e guest semplicemente in termini di generosità.
Questi sguardi toccano alcuni nodi cruciali della contemporaneità e li possiamo così riassumere:

-Ospitalità come incontro
Il rapporto di ospitalità è un fatto complesso che è anche fonte di conoscenza in quanto espressione culturale. Il rapporto che si crea fra host e guest è di tipo asimmetrico in cui è celata una dinamica di potere; questa subordinazione ritualizzata è accettata da entrambe le parti e generalmente la codificazione rimane inespressa, si mantiene nell'implicito.

-Ospitalità come critica al consumo turistico
Viaggiando grazie ad un sistema di ospitalità informale c'è uno slittamento del concetto di autenticità dal modello stereotipato delle proposte turistiche a un'autenticità intesa come esclusività di accesso al backstage degli spazi e delle attività ordinarie e quotidiane degli abitanti locali. Facendo Couchsurfing la conoscenza dei luoghi è più legata alle persone che lo vivono che a ciò che i posti rappresentano. La personalizzazione è l'elemento chiave.

-Ospitalità come dono
Ho discusso il tema del dono nell'ambito dell'ospitalità dato che lo scambio non avviene per mezzo del denaro; qui il dono è inteso come elemento interstiziale che nasce e si sviluppa nelle società con economie di mercato, dunque non un dono di tipo residuale o arcaico ma un dono vivo che può circolare proprio grazie alla rete internet. Al contrario di ciò che accade con le merci il valore di queste transazioni è costituito dal legame personale che si crea fra le parti, espressione di socialità anziché di utilità.

-Ospitalità come scommessa sull'altro
Spostando il discorso dello scambio dalle leggi di mercato a quelle dell'interazione sociale passiamo da un modello basato sulla moneta ad uno fondato sulla fiducia.
Ho analizzato il concetto di fiducia scoprendo che più che essere un attributo si costruisce attraverso un processo relazionale. Fiducia qui significa anche percezione di sicurezza. Dai dati raccolti è emerso che questa percezione si modifica anche in base all'identità di genere che è un elemento chiave nella negoziazione dell'affidabilità.

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Introduzione Nel settembre del 2006, durante un periodo di studio a Helsinki, ho deciso di fare parte della comunità1 Couchsurfing, un network on-line di scambio di ospitalità domestica (couch=divano, surfing=fare surf), in cui è offerta la possibilità di viaggiare incontrando, finalmente, i “nativi” nel loro contesto quotidiano; entusiasmata dall'idea e dopo il successo delle prime esperienze ho proseguito su questa strada appassionante che mi ha portato oggi a scrivere una tesi sull'argomento. Una volta tornata in Italia ho cominciato a raccontare di queste esperienze ad amici e parenti, la maggior parte dei quali non era a conoscenza dell'esistenza del sito, notando che le reazioni variavano: dalla forte preoccupazione dei familiari sui miei futuri spostamenti e incontri, alla curiosità e all'interesse da parte di quelle persone che mi hanno accompagnato in viaggi successivi, per finire alle battute di ogni genere per la scelta di passare le vacanze “sul divano”. Un giorno, un amico, chiedendomi maggiori informazioni sull'argomento, si riferì alla comunità in termini piuttosto estremi, denominandola “La setta dei divani”; in quel momento accolsi lo scherzo senza darvi troppo peso ma oggi, riflettendo sul significato inconsapevole che sta dietro a quella battuta, ne riconosco la profondità e una parziale verità che, per quanto saggio, il mio amico non intendeva certo sostenere. Premettendo che qui non mi occuperò della dimensione del sacro, tuttavia l'antropologia insegna che, ogni qual volta un dono circola in una comunità, in questo caso l'ospitalità, oltre a ciò che viene offerto emerge qualcos'altro, ciò che presso i maori è chiamato hau, ovvero il principio, lo spirito del dono che ne permette la circolazione e che unisce la comunità attraverso il legame che crea. Esso è trascendente sia alle singole interazioni, sia alla materialità dello scambio di mercato, esso è il valore del legame umano: è qualcosa che non si allontana molto dalla dimensione dello spirito, 1 Si analizzerà in particolare l'uso del termine comunità successivamente, qui lo utilizzo per definire l'insieme dei membri che sono iscritti al sito, per la discussione più approfondita del termine si vedano i capitoli 1.2.3 e 8.1 9

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