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Una fonte inedita per lo studio del Palazzo San Giacomo a Napoli

Informazioni tesi

  Autore: Carmela Granata
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1993-94
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Leonardo Di Mauro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 220

Il Palazzo S. Giacomo è oggi la sede del Municipio di Napoli. La sua costruzione fu iniziata all’epoca della Restaurazione borbonica, quando Ferdinando I aveva da poco riacquisito il trono, dopo il decennio francese.
La costruzione rientra quindi nell’ambito di una vasta serie di lavori che interessarono la città e in particolare questa zona, e che miravano tra l’altro a riaffermare il prestigio della casata borbonica, continuando l’opera intrapresa da Carlo di Borbone.
La mia tesi analizza le fasi iniziali della costruzione del Palazzo S. Giacomo a Napoli. Si basa in gran parte sullo studio di un documento d’archivio, il fascio n. 375 del fondo «Contenzioso Amministrativo», conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, che consta di una prima parte, costituita dalla raccolta di tutte le carte relative alla controversia giudiziaria insorta al termine della prima fase costruttiva del Palazzo S. Giacomo, e di una seconda di cui fanno parte i tre volumi contenenti le misure effettuate dai tre architetti progettisti, Stefano Gasse, Antonio de Simone e Vincenzo Buonocore, con l’aggiunta delle correzioni effettuate da Carlo Baccaro a seguito della sua perizia. Questo fascio costituisce una testimonianza storica di notevole importanza ai fini della conoscenza del primo nucleo di fabbrica del Palazzo S. Giacomo, in quanto di questo fino ad oggi si avevano solo vaghe notizie.
Con le nuove notizie acquisite si ha l’ulteriore prova, che si va ad affiancare alle testimonianze dei contemporanei, che il lavoro di progettazione eseguito dal Gasse fu rivolto essenzialmente alla trasformazione delle fabbriche già presenti sul luogo, e all’ideazione di un disegno della facciata che avesse il compito di uniformare l’intero complesso, donandogli quell’unità che non si coglie nell’impianto planimetrico.
La tesi si articola in una prima parte che analizza la letteratura critica che ha avuto per oggetto il Palazzo S. Giacomo sin dai tempi della sua costruzione. La seconda parte è finalizzata ad evidenziare in che modo il sito in cui l’edificio è collocato si è modificato nel corso della storia, connotandosi sempre di più quale centro politico-direzionale della città, e ad analizzare quali fossero le fabbriche che insistevano sull’insula al momento della costruzione. Lo studio si è rivolto poi, più dettagliatamente, all’analisi architettonica, attraverso l’esame dell’iter progettuale e delle singole parti che compongono l’edificio. Nel capitolo successivo si è entrato più specificamente nel merito del contenuto del documento, sottolineando la scoperta della presenza di personaggi, di cui fino ad ora non si aveva notizia relativamente ad un loro ruolo nella storia dell’opera, quali Domenico Barbaja e Francesco Maresca. Infine, nell’Appendice, sono stati riportati i passi salienti del documento stesso.

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4 INTRODUZIONE Questa ricerca analizza le fasi iniziali della costruzione del Palazzo S. Giacomo a Napoli. Si basa in gran parte sullo studio di un documento d’archivio, il fascio n. 375 del fondo «Contenzioso Amministrativo», conservato presso l’Archivio di Stato di Napoli, che consta di una prima parte, costituita dalla raccolta di tutte le carte relative alla controversia giudiziaria insorta al termine della prima fase costruttiva del Palazzo S. Giacomo, e di una seconda di cui fanno parte i tre volumi contenenti le misure effettuate dai tre architetti progettisti, Stefano Gasse, Antonio de Simone e Vincenzo Buonocore, con l’aggiunta delle correzioni effettuate da Carlo Baccaro a seguito della sua perizia. Il primo volume si compone di 1145 fogli, e descrive i lavori di fabbrica e stucco; il secondo, di 798 fogli, descrive i lavori di legname, comprese le opere provvisionali; infine il terzo, di 887 fogli, descrive i lavori eseguiti da vari sottopartitari, e precisamente: i lavori dei piperni da Antonio Scaramuzzino, quelli di rigiolate da Gennaro Gargiulo e Mattia Barberio, e due ghirlande con gigli di marmo eseguite dallo scultore Beccali. Questo fascio costituisce una testimonianza storica di notevole importanza ai fini della conoscenza del primo nucleo di fabbrica del Palazzo S. Giacomo, in quanto di questo fino ad oggi si avevano solo vaghe notizie. Con le nuove notizie acquisite si ha l’ulteriore prova, che si va ad affiancare alle testimonianze dei contemporanei, che il lavoro di

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municipio di napoli
palazzo san giacomo di napoli
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