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L'''Emissions Trading'': fra innovazione amministrativa e tutela ambientale attraverso il mercato

Per la prima volta nella storia con l’approvazione del Protocollo di Kyoto nel 1997 una serie di paesi industrializzati si è vincolata a ridurre del 5%, rispetto ai parametri del 1990, la quantità di gas ad effetto serra nell’atmosfera entro il 2012.

Tra gli elementi cardine di questo accordo internazionale, di particolare interesse sono i c.d. "meccanismi flessibili", degli strumenti volti a ridurre i costi marginali complessivi di abbattimento delle emissioni.
L'"emissions trading" è uno di questi e consiste nella possibilità per gli Stati parte e per gli enti autorizzati da questi di commerciare dei permessi di emissione riconosciuti a livello globale dal "sistema Kyoto" e a livello regionale, nel caso dell'Italia, dall'emissions trading europeo.

Oggetto di questo lavoro, oltre che nell’affrontare in maniera espositiva l'argomento, consiste nell’analizzare gli elementi più innovativi che un tale meccanismo ha immesso nel nostro ordinamento. In particolare, da una parte si tratta di verificare quali categorie del nostro diritto amministrativo sono suscettibili ad essere ripensate; dall’altra l’utilizzo di strumenti proprietari per la tutela ambientale pone questioni di ricostruzione giuridica della natura delle unità commerciabili. In tale ambito, l’interpretazione del giurista non può prescindere da una verifica di compatibilità con i principi costitutivi del diritto dell’ambiente a livello internazionale, comunitario e nazionale.

A conclusione del lavoro si cerca di spiegare perché, nonostante il successo solo a livello europeo dell'emissions trading, questo strumento possa rappresentare l'emblema dei nuovi assetti di autorità amministrative a livello globale e regionale.

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INTRODUZIONE I. La scelta del tema di questo lavoro è ispirata da un interesse di fondo. La lotta al cambiamento climatico rappresenta infatti uno stimolante campo d’analisi per chi, munito degli strumenti giuridici adatti, vuole addentrarsi nel complesso tema del dinamico mutamento degli ordinamenti di fronte a nuove istanze a carattere globale. Certo, col mantenere tale ampio approccio si rischia la confusione e l’incapacità di fornire risposte scientificamente valide (valide, ovviamente, per la scienza del diritto). Per questo motivo, nell’ambito delle norme internazionali che regolano i comportamenti di alcuni Stati nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico, si è voluto scegliere un istituto specifico, il c.d. emissions trading, proprio per le sue caratteristiche innovative nella tecnica giuridica ed in particolare in quella amministrativa. A ben vedere, però, una trattazione completa di questo meccanismo flessibile non può fermarsi al livello del diritto internazionale pubblico, ma deve estendersi anche all’ordinamento comunitario e nazionale, perché, come si vedrà, il funzionamento di detto sistema dipende da un complesso intreccio di norme di diversa natura contraddistinte da una componente a carattere pubblico, ma che permettono la partecipazione di soggetti privati.   5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: David Rossati Contatta »

Composta da 181 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.