Skip to content

Oltre lo sguardo turistico: le tradizioni dei M'razig e il Festival Internazionale del Sahara di Douz

Informazioni tesi

  Autore: Anabelle Geraldine Martelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Cristiana Fiamingo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 183

L’approccio olistico adottato mette a confronto epoche storiche, sociali ed economiche differenti a Douz nel sud-ovest della Tunisia e il turismo tradizionale di massa con la prospettiva dell’Antropologia del turismo. La percezione gioco un ruolo fondamentale nel percorso del viaggio. Fornisce le chiavi d’accesso a luoghi e persone normalmente occultati al turista, trasformandolo in un osservatore privilegiato.
Un’esamina della storia del turismo in Tunisia rileva che lo sviluppo dopo l’Indipendenza è avvenuto lungo le stesse infrastrutture e la dipendenza dal Nord del precedente colonialismo francese. Lo sviluppo del turismo sahariano pone la questione di quale modello avverrà.
Premesse sulla lettura della storia africana introducano le complesse tradizioni dei M’razig e degli altri gruppi etnici della Nefzaoua che dipendono dalle condizioni climatiche estreme, dall’enorme precarietà della vita e dall’ambiente sociale beduino. Al centro il deserto, i loro animali, l’acqua, il pozzo e la tenda, i loro valori solidali e modi di comunicazione. La tradizione è orale e questa le fa grandi poeti. Il potere spirituale dei M’razig, temuti e rispettati dagli Adhara, Grieb, Ouled Yagoub ed Es Sabria, sta negli antenati marabutti. Il modello di vita dei M’razig, insegna tante conoscenze e valori validi oggi come l’assenza di spreco o inutili consumismi. La forte attrazione identitaria e di accoglienza dei M’razig, è fonte di riflessione sulla nostra identità oggi.
Il controllo della popolazione e lo sfruttamento agricolo da parte del colonialismo francese hanno creato danni enormi alla società nomadica come all’ambiente, spezzando per sempre un equilibrio secolare, che trova oggi altri canali nell’immigrazione e nel turismo. L’inversione dei ruoli vede il posto dei nomadi occupato dai turisti che spesso scorazzano nel deserto, mentre i primi divenuti stanziali oggi, migrano per il mondo e il “deserto” sociale delle grandi metropoli europei.
La morfologia di Douz, solo in apparenza banale, si spiega come esito del passato transumante, la divisone per clan e l’odierna interazione con la dimensione globale. Douz, la porta del deserto, è di frontiera tra Stato e tradizioni secolari e sahariane. Il suq, indice sociale di ogni tempo, una volta al centro della vita religiosa e spirituale, poi al centro del commercio coloniale, è oggi al centro del turismo internazionale consumistico. Dall’economia tradizionale di “latte e datteri” a quella moderna di “turismo e datteri”. Il suo ecosistema, come quello sociale, sono oggi a rischio. Aumentano gli squilibri economici e sociali, l’erosione dei legami d’aiuto reciproco e comunitari e dell’artigianato tradizonale. Il processo migratorio, speculare al turismo, è un rapporto asimmetrico dove quest’ultimo è il partner più forte e ricco. Anche gli accenni sull’oasi e l’attività della coltivazione di datteri, produzione agricola centrale per la zona della Nefzaoua, rilevano la fuoriuscita dei profitti all’estero.
Non solo il modello della heritage e dell’ecoturismo sono applicabili a Douz ma soprattutto quello responsabile e di comunità. Contrastare il flusso negativo consumistico e di spreco, migratorio, con la creazione di un circolo virtuoso che valorizza le tradizioni, ricompatti la comunità, garantisca il flusso di danaro e rallenti l’emorragia migratoria per affrontare effettivamente la salvaguardia del fragile ecosistema e rilevare conoscenze agricole secolari rispettose della biodiversità. Il turista ha bisogno di una buona preparazione etica e culturale prima di affrontare il viaggio. Si tratta di stabilire una corretta impostazione ambientale come base per tutte le tipologie turistiche ed economiche in generale.
Allargando il visuale dell’analisi, si afferma che il Sahara è una strategic heritage inestimabile da salvaguardare con criteri rispettosi dei popoli: bisogna pertanto imparare a vedere l’attività turistica non come consumo ma come un mezzo per “conservare oggi per poter utilizzare domani”, laddove risorse come l’oasi e il deserto, sono da considerarsi stabilizzatori vitali per la vita umana, unici e non riproducibili.
Le origini e i quarant’anni di storia del Festival Internazionale del Sahara di Douz, raccolte attraverso articoli di giornali, manifesti, programmi e interviste, mettono in rilievo le sue numerose evoluzioni. Il Festival unisce un evento nel presente che racconta il passato con mezzi tradizionali e moderni. Può continuare a svolgere un ruolo di orientamento e di indirizzo. Riflessioni sui circuiti di buona comunicazione tra viaggiatori, Douz, e il Festival, indicano la necessità di attivare rapporti autenticamente interattivi tra host e guest con la tecnologia al servizio dei rapporti umani e della cultura.
E un viaggio corredato da mappe, fotografie dell’Autore e un'estensiva bibliografia in francese e inglese.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Il Maghreb, ha per me un significato più pregnante di ciò che sta ad occidente della Mecca, là, dove tramonta il sole, riassume la mia mappa mentale di un mondo duale e a rovescio, tutto da scoprire. Una piccola parte di questa realtà storica e geografica, è la Tunisia: un Paese che occupa una posizione strategica di ponte tra l’Europa e l’Africa tra il Mediterraneo e il deserto e quindi tra mare e sabbia. Caso vuole che la presentazione della mia tesi coincida con l’anno delle celebrazioni per il 50° Anniversario dell’Indipendenza della Tunisia dal Protettorato francese, avvenuta il 20 Marzo. Va segnalata inoltre la recente nomina della Tunisia a guida della World Tourism Organization (WTO), un grande riconoscimento a livello mondiale delle sue capacità e qualità turistiche, che allo stesso tempo la investe di responsabilità rispetto alle tendenze turistiche future nel Paese e a livello internazionale. Parte da lontano il mio interesse sempre crescente a conoscere e capire da vicino questa realtà: una serie di viaggi indipendenti da me intrapresi negli anni ’90 a Cipro, in Marocco, Portogallo, Spagna, Turchia e due volte nella regione siciliana mi hanno dato la possibilità di entrare in contatto con paesi nei quali la storia e la cultura araba e islamica hanno inciso profondamente nella filosofia, nell’arte, nella conoscenza scientifica. Mi si è indicata la via concreta per realizzare questa conoscenza un giorno di agosto al porto di Genova, in attesa di imbarcarmi su un traghetto diretto in Corsica: di fronte a me si snodava un’interminabile fila di migranti tunisini in attesa di salire sul traghetto per Tunisi con i propri automezzi, stracarichi di familiari e di ogni genere di beni di consumo: quasi moderne carovane. Il primo mio viaggio in Tunisia risale al 2002: un giro in senso orario dell’intero Paese, fatto con la mia piccola utilitaria, con sosta nelle città più importanti - Tunisi, Nabeul, Mahdia, Sfax, Gabès, Djerba, Douz, Tozeur, Gafsa, El Kef, Tabarka e Bizerte -, ma evitando accuratamente i luoghi del turismo balneare di massa. Il primo incontro con Douz di quei giorni bollenti d’agosto, schizzi e abbozzi di colori, di sensi, tra profumi, immagini e suoni indescrivibili, non poteva che lasciare in me un forte impatto, un’immagine ‘indelebile’, come quella impressa sulla mia gamba sinistra dal morso di un dromedario durante la “cammellata”! Ancora oggi vado fiera di quel mio primo “timbro identitario” del deserto. Tra i viaggiatori indipendenti è abitudine scambiarsi notizie e giudizi sui luoghi visitati e sulle esperienze vissute. Qualcuno parlava di un festival annuale che si teneva a Douz, dove si radunavano dromedari da tutto il Maghreb, con esibizioni di canti e balli popolari, una manifestazione autentica e tuttora incontaminata, lontana dall’immagine che trasmettono i dépliant patinati, con felici famiglie europee che alloggiano in alberghi di lusso senza nessun contatto con il I

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

acqua
antropologia
beduino
bourguiba
comunicazione
dattero
deglet nour
douz
dromedario
erbe
festival
festival internazionale sahara di douz
identità
ifriquiya
m'razig
nefzaoua
nomade
oasi
sahara
tenda
tozeur
tunisia
turismo
viaggiatore

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi