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L'applicazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali nelle situazioni di conflitto armato

Un tempo il diritto internazionale conosceva una netta distinzione tra le regole applicabili in caso di guerra e i principi vigenti in tempo di pace:il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti dell’uomo erano due branche separate e il cui sviluppo correva parallelo.Gli sviluppi nella giurisprudenza internazionale e nazionale,nonché nella pratica degli Stati,hanno condotto ad un progressivo riconoscimento che le due discipline,non solo,condividono lo stesso fondamento e mirano entrambe a tutelare i diritti dell’individuo,ma in talune circostanze si sovrappongono.Con la presente trattazione, dimostrata nel primo capitolo, l’esistenza di un avvicinamento e, in certi casi di una vera e propria sovrapposizione, tra il diu ed i du, nel secondo capitolo, si tenterà di dare conto delle soluzioni adottate dagli organismi giurisdizionali internazionali e regionali, quali la Corte Internazionale di Giustizia, il Comitato dei diritti dell’uomo e gli organismi preposti alla tutela dei diritti dell’uomo nel sistema interamericano ed europeo, relativamente ad alcuni problemi connessi con l’interrelazione tra i due sistemi.Innanzitutto, si vedrà in che modo la Corte Internazionale di Giustizia ha inteso risolvere la questione relativa al rapporto intercorrente tra diritto internazionale umanitario e diritti dell’uomo. L’analisi verrà pertanto condotta alla luce di alcune fondamentali pronunce in cui tale problema è stato espressamente affrontato dalla Corte. L’orientamento della CIG verrà poi comparato con le soluzioni adottate dal Comitato dei diritti dell’uomo, dalla Corte e dalla Commissione interamericane, nonché dalla Corte europea di Strasburgo.L’analisi che si svolgerà nel secondo capitolo sarà finalizzata,soprattutto,a mettere in luce le posizioni contenute nella giurisprudenza degli organismi preposti alla tutela dei diritti dell’uomo che hanno affrontato il problema del rapporto tra diritto internazionale umanitario e diritti dell’uomo. In particolare, si intenderà esaminare se tali organismi abbiano in qualche modo riconosciuto l’affievolimento del confine tra le due materie applicando essi stessi il diritto di Ginevra,oppure,al contrario,abbiano applicato unicamente le norme contenute nelle convenzioni sui diritti dell’uomo, mantenendo un approccio più cauto e tradizionalista.L’argomento centrale della presente trattazione, tuttavia, sarà rappresentato dall’analisi della giurisprudenza degli organi di Strasburgo in relazione ai problemi nascenti dalla convergenza tra diritto di Ginevra e diritto internazionale dei diritti dell’uomo.Partendo dal presupposto che i trattati sui diritti dell’uomo trovino, in via generale,applicazione anche nei conflitti armati,nella parte spacificamente dedicata alle attività della Corte di Strasburgo s’intenderà dare conto delle specifiche situazioni,verificatesi in Europa,in cui tale applicazione è avvenuta.Poiché negli ultimi anni le condotte degli Stati spesso si sono spinte al di là dei confini geografici dello Stato territoriale, si cercherà di analizzare, nel terzo capitolo, la giurisprudenza, non sempre chiara, della Corte europea relativa all’applicazione extraterritoriale della Convenzione europea, nonché delle posizioni assunte dal Comitato dei diritti dell’uomo e dalla Commissione interamericana dei diritti dell’uomo alla luce dei casi più o meno recenti che sono stati chiamati a decidere.

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Introduzione C’è stato un tempo in cui la guerra era la guerra e la pace era cosa ben diversa. Le guerre si combattevano tra Stati e coinvolgevano gli eserciti, i combattenti in senso stretto, la popolazione civile restava al margine. Così, in un tempo ormai andato, il diritto internazionale conosceva una netta distinzione tra le regole applicabili in caso di guerra (c.d. ius in bello), e i principi vigenti in tempo di pace. Tradizionalmente, il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti dell’uomo erano due branche separate e il cui sviluppo correva parallelo. Lungo una direttrice, infatti, il diritto di Ginevra regolava la condotta delle parti durante i conflitti armati, mirando ad alleviare quanto più possibile le sofferenze causate dalla guerra. Su un binario parallelo, i diritti dell’uomo proteggevano l’individuo in quanto tale dal potere Statale. Ebbene, quel tempo in cui era possibile separare i due abiti con un taglio chirurgico, in cui si poteva affermare che il diritto internazionale umanitario operava nelle guerre, e i diritti dell’uomo in tempo di pace, non è più. Gradualmente le due discipline si sono avvicinate. Gli sviluppi nella giurisprudenza internazionale e nazionale, nonché nella pratica degli Stati, hanno condotto ad un progressivo riconoscimento che le due discipline, non solo, condividono lo stesso fondamento e mirano entrambe a tutelare i diritti dell’individuo, ma anche, che in talune circostanze si sovrappongono. Il progressivo avvicinamento è stato testimoniato, del resto, dall’ingresso dell’ideologia dei diritti dell’uomo nel diritto internazionale umanitario, nonché dal fatto che, sempre più, nei conflitti sono coinvolti attori non statali che, rispetto allo Stato contro cui combattono, si trovano nel rapporto tipico della disciplina dei diritti dell’uomo, ossia sottoposti alla sua jurisdiction. La presenza di numerosi punti di contatto tra le due discipline, tuttavia, ha fatto emergere un numero crescente di questioni, sempre più complesse, legate al rapporto intercorrente tra i due sistemi. Come si cercherà di illustrare nel corso della presente trattazione, la realtà internazionale non manca, infatti, di fornire esempi di situazioni dalle quali scaturiscono problemi legati all’applicazione concorrente delle due branche del diritto internazionale e alla loro reciproca relazione. In particolare, come si vedrà nel corso della trattazione, i problemi maggiori sono stati posti da quelle situazioni al limite tra la guerra, come tradizionalmente intesa, e la pace. Gli esempi più frequenti sono, in particolare, spesso connessi con situazioni di occupazione militare, che sia quella di Cipro Nord o quella dei territori palestinesi o, più recentemente dell’Iraq, o con conflitti armati non internazionali, quale, per citarne uno, il conflitto ceceno. 3

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Giorgia Silvestri Contatta »

Composta da 178 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.