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L'immagine del vampiro nella narrativa di Stephen King e Anne Rice

Il Vampiro. La più affascinante fra le creature dell'immaginario. Quella che meglio si è saputa adattare ai tempi ed incarnare il significato del Male, quel Male tanto più pericoloso perchè in grado di camuffarsi, di attirare le sue vittime senza quasi che esse se ne rendano conto.
Innumerevoli sono state le storie, sulla carta o, in tempi più recenti, su pellicola, in cui il Vampiro è protagonista. Per rimanere nel campo della letteratura, molti scrittori si sono cimentati con questa misteriosa creatura.
Nello specifico, questo lavoro si occupa di due romanzi contemporanei, entrambi usciti per la prima volta alla fine degli anni Settanta: 'salem's Lot di Stephen King (1975) e Interview with the Vampire di Anne Rice (1976).
Partendo da una seppur breve analisi delle differenze fondamentali tra il Vampiro del folklore e quello della fiction che noi tutti conosciamo, con un breve ma doveroso accenno a quel capolavoro del genere che è il Dracula di Bram Stoker, questo lavoro analizza i due romanzi suddetti, utilizzando diverse chiavi di lettura (psicoanalisi, critica marxista e concetto di Alterità).
Il fine ultimo di questo lavoro è rispondere alla seguente domanda: romanzi come quelli presi in visione, scritti da autori contemporanei famosi, amati da milioni di fan in tutto il mondo, sono da vedersi solamente come opere di mero intrattenimento, o nascondono forse significati più profondi e degni di attenzione? Sono solo romanzetti popolari o sono invece qualcosa di più?

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Introduzione Stephen King e Anne Rice, due tra i più letti scrittori americani contemporanei, si sono entrambi cimentati con il tema dei vampiri. King, in alcuni racconti e, soprattutto, nel secondo romanzo da lui pubblicato, ‘salem’s Lot, del 1975, a tutt’oggi uno dei suoi lavori più conosciuti. Rice, in una serie di romanzi conosciuti complessivamente sotto il nome di Vampire Chronicles, incentrati sulle vicende e sulle angosce di vampiri diventati ormai celebri tra gli appassionati del genere. Questo lavoro si concentra sull’analisi del romanzo sopraccitato di Stephen King, ‘salem’s Lot, e del primo romanzo delle Vampire Chronicles di Anne Rice, Interview with the vampire, del 1976. Il lavoro si articolerà in due fasi distinte; una prima parte sarà di carattere introduttivo, tesa ad esporre le caratteristiche della figura vampirica nella leggenda e nella letteratura inglese e nordamericana. Verranno qui esposte le principali differenze tra il “vero” vampiro, vale a dire il vampiro del folclore, ed il vampiro della fiction, quello che letteratura e cinema ci hanno insegnato a conoscere, nonché le più note figure vampiriche apparse nella narrativa anglo-americana. La seconda parte sarà invece dedicata ai romanzi sopraccitati, i quali verranno analizzati seguendo tre differenti modalità di lettura, scelte tra le tante che nel corso della storia della letteratura sono state utilizzate per leggere il significato metaforico della figura vampirica. Tali modalità di lettura riguardano rispettivamente le teorie della critica psicoanalitica, della critica marxista e della visione cosiddetta dell’”Alterità”. Tradizionalmente, il vampiro è stato visto in questi termini: secondo la critica letteraria di tipo psicoanalista, come metafora dell’inconscio e del represso; per la critica di stampo marxista come rappresentazione del potere da parte della classe dominante, raffigurata dal feudatario prima e dal capitalista poi; infine, seguendo le ipotesi di una IV

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Milena Vallero Contatta »

Composta da 143 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2848 click dal 22/04/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.