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La legittima difesa nel Codice Zanardelli

Il presente studio sarà dedicato ad un argomento che ha avuto una grande capacità di incidenza nella storia e un grosso impatto nella dottrina, e sui giuristi, ma soprattutto sui cittadini: la legittima difesa.
In specifico l’istituto della legittima difesa come previsto dall’articolo 49 del Codice Penale di Zanerdelli, quale scriminante che ben esemplifica uno dei principi fondamentali di autoconservazione dell’individuo, ossia come difesa di se stessi e di altri, strumento di garanzia per l’ordine sociale e legale.
In particolare la legittima difesa postula la difesa di se stessi o di altri contro un’offesa ingiusta ed imminente, senza poter fare appello alle autorità; diritto a cui nessun paese può rinunciare poiché equivarrebbe a sancire la propria fine; lo dimostra implicitamente anche l’evoluzione storica dell’istituto, che evidenzia le difficoltà di giungere ad una soluzione giusta ed equa rispetto all’esigenza di contemperare le necessità statuali con gli interessi del cittadino, il cui diritto alla vita ed all’incolumità personale è universalmente riconosciuto come diritto inviolabile.
Il presente studio partirà dal ripercorrere le tappe storiche fondamentali dell’istituto disciplinato dallo Zanardelli, anche se sarà difficile stabilire il dies a quo della legittima difesa, poiché tutelare la propria conservazione è esigenza che si perde nella notte dei tempi, tanto da essere definita dal Geib1 come una figura tanto prototipica da giustificare l’affermazione secondo cui essa non ha storia, frutto di un lungo percorso e dibattito, che è parsa, agli occhi del cittadino profano, in molti momenti, una superflua operazione politica di carattere spiccatamente populista e demagogico.
Si comprendono le fonti e la dottrina da cui nascerà il lavoro legislativo del Ministro nella compilazione dell’articolo 49 c.p..
Saranno analizzati gli elementi fondamentali della legittima difesa, sviluppati da Diritto Romano e ripresi dal Diritto Germanico2 ed in quello Canonico3 e i loro cambiamenti terminologici nel corso della storia confrontando il diritto patrio preunitario con il diritto comparato. Principi che sono sempre stati sostenuti in linea di massima dalla dottrina, seppur in maniera spesso oscillante e mutevole per ragioni di carattere storico-politico, essendo in gioco da un aparte il potere statuale d’imperio, e dal’altra parte il diritto del cittadino alla tutela della propria vita e incolumità personale.
Si ricorda Ermete Trismegisto, che formulò una legge4 destinata a diventare base e fondamento della legittima difesa: “occhio per occhio e dente per dente”, ma che verrà nel corso dei tempi rimodellata, giustificata e limitate nella sua portata. Per questo è importante rivedere quelle che sono le tappe fondamentali di questo istituto, partendo dal Codice Zanardelli, volgendo lo sguardo al nostro illuminismo giuridico, senza dimenticare la base di tutto il nostro diritto, quindi testi attici e romani.
L’Italia dello Zanardelli, ha sentito la necessità di modificare, con più progetti al Codice, e in più riprese, una delle norme fondamentali a cui nessun individuo può abdicare, per ciò ho deciso di limitare il mio studio all’Italia del 1890.

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1 Introduzione Il presente studio sarà dedicato ad un argomento che ha avuto una grande capacità di incidenza nella storia e un grosso impatto nella dottrina, e sui giuristi, ma soprattutto sui cittadini: la legittima difesa. In specifico l’istituto della legittima difesa come previsto dall’articolo 49 del Codice Penale di Zanerdelli, quale scriminante che ben esemplifica uno dei principi fondamentali di autoconservazione dell’individuo, ossia come difesa di se stessi e di altri, strumento di garanzia per l’ordine sociale e legale. In particolare la legittima difesa postula la difesa di se stessi o di altri contro un’offesa ingiusta ed imminente, senza poter fare appello alle autorità; diritto a cui nessun paese può rinunciare poiché equivarrebbe a sancire la propria fine; lo dimostra implicitamente anche l’evoluzione storica dell’istituto, che evidenzia le difficoltà di giungere ad una soluzione giusta ed equa rispetto all’esigenza di contemperare le necessità statuali con gli interessi del cittadino, il cui diritto alla vita ed all’incolumità personale è universalmente riconosciuto come diritto inviolabile. Il presente studio partirà dal ripercorrere le tappe storiche fondamentali dell’istituto disciplinato dallo Zanardelli, anche se sarà difficile stabilire il dies a quo della legittima difesa, poiché tutelare la propria conservazione è esigenza che si perde nella notte dei tempi, tanto da essere definita dal Geib 1 come una figura tanto prototipica da giustificare l’affermazione secondo cui essa non ha storia, 1 K.G. GEIB, Lehrbuch des deutschen Strafrechts,Vol. II, Leipzig, 1862, 228.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Caterina Carile Contatta »

Composta da 156 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3883 click dal 21/04/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.