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Un caso di pittura antiebraica nel Quattrocento anconetano: la ''Dormitio Virginis'' di Olivuccio di Ciccarello

Con questo lavoro si vuole proporre l’analisi di un dipinto di Olivuccio di Ciccarello conservato nella Pinacoteca di Ancona: la Dormitio Virginis. Il tema dell’opera, rappresentato ancora secondo schemi iconografici trecenteschi, è quello, caro alla tradizione orientale, della morte della Vergine, o meglio del suo transito da questo mondo a quello divino. La Madonna viene rappresentata giacente su un cataletto di foggia orientale, circondata dagli apostoli affranti, mentre nella parte superiore Cristo in mandorla, affiancato da angeli, reca in braccio l’animula di sua madre. Sulla sinistra si nota un gruppo composto da quattro ebrei, la cui effigie, come vedremo più avanti, ha subìto un atto vandalico riconducibile a circostanze storiche locali.
La tavola, databile su base stilistica al 1410 circa, è stata solo di recente attribuita ad Olivuccio di Ciccarello, pittore nato a Camerino nella seconda metà del XIV secolo, il quale produsse svariate opere in Ancona, dove morì nel 1439. Proprio da Ancona, che il pittore elegge quasi a sua seconda patria, bisogna partire per raccontare le vicende dell’opera.

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2 Capitolo I Ancona, Olivuccio di Ciccarello e la Dormitio Virginis Con questo lavoro si vuole proporre l’analisi di un dipinto di Olivuccio di Ciccarello conservato nella Pinacoteca di Ancona: la Dormitio Virginis. Il tema dell’opera, rappresentato ancora secondo schemi iconografici trecenteschi, è quello, caro alla tradizione orientale, della morte della Vergine, o meglio del suo transito da questo mondo a quello divino. La Madonna viene rappresentata giacente su un cataletto di foggia orientale, circondata dagli apostoli affranti, mentre nella parte superiore Cristo in mandorla, affiancato da angeli, reca in braccio l’animula di sua madre. Sulla sinistra si nota un gruppo composto da quattro ebrei, la cui effigie, come vedremo più avanti, ha subìto un atto vandalico riconducibile a circostanze storiche locali. La tavola, databile su base stilistica al 1410 circa, è stata solo di recente 1 attribuita ad Olivuccio di Ciccarello, pittore nato a Camerino nella seconda metà del XIV secolo, il quale produsse svariate opere in Ancona, dove morì nel 1439. 2 Proprio da Ancona, che il pittore elegge quasi a sua seconda patria, bisogna partire per raccontare le vicende dell’opera. 1. BREVE CONTESTO STORICO Nel Medioevo Ancona faceva parte di un gruppo di città portuali di media grandezza e, anche se non era paragonabile per volume di scambi commerciali a centri mercantili maggiori come Venezia, Genova, Pisa e Firenze, il suo porto rivestiva grande importanza per l’intero traffico di merci tra l’Italia centrale e l’Oriente. Esso rappresentava inoltre un favorevole punto di snodo per i viaggi dei pellegrini e per le ambascerie con il mondo islamico. La città medievale era un importante centro per i traffici di commercianti di ogni provenienza. “Nel XIV secolo si trovano in Ancona mercanti greci, dalmati, spagnoli e tedeschi. Viceversa, mercanti anconetani si possono trovare dal XII secolo fino all’inizio del XV in quasi tutte le piazze commerciali di 1 Vedremo più avanti come l’attribuzione di opere a questo pittore sia avvenuta solo qualche anno fa. Cfr. Marchi 2002, p. 102. 2 Per le notizie biografiche vedi: Gianandrea 1890 e 1893, e Di Stefano - Cicconi 2002.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giorgia Gemini Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 819 click dal 05/05/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.