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Inquinamento atmosferico a Cremona nell'inverno 2001-2002

INQUINAMENTO ATMOSFERICO A CREMONA NELL’INVERNO 2001-2002

OBIETTIVI
Il lavoro di tesi intende delineare il quadro complessivo della situazione reale di Cremona nell’inverno 2001-2002, mediante la stima dei contributi emissivi dei “fattori di pressione antropici” (settore industriale, riscaldamento civile, traffico veicolare urbano) e la valutazione critica delle concentrazioni degli inquinanti aero-dispersi in relazione ai parametri meteorologici misurati dalle stazioni della rete di monitoraggio.
Panoramica generale
Si fornisce un quadro dei principali inquinanti atmosferici (CO, NOx, SO2, O3, PM10 e PTS), distinti in “primari” e “secondari”, dei quali si è precisata la natura e l’origine chimico-fisica, le sorgenti antropiche e gli effetti sulla salute umana.
Un approfondimento particolare meritano i PM10 sia per la tossicità sia per le elevate concentrazioni misurate, che hanno spesso superato i livelli di attenzione e di allarme, con conseguenze non positive sulla popolazione.
Fonti inquinanti
A livello locale si individuano le emissioni totali annue (Ton/anno) delle principali fonti inquinanti:
Industrie → dati generici, incompleti e non aggiornati tratti da “PRQA Lombardia” e da “Emissioni dalle sorgenti industriali puntuali” a cura del Politecnico di Milano (1997);
Riscaldamento civile → Stima del carico annuo = prodotto dei consumi di Metano (Fonte: AEM) per i fattori di emissione del progetto CORINAIR, desunti dallo studio “Censimento delle emissioni in atmosfera da sorgenti fisse e mobili nell’aria metropolitana di Bologna” (Idroser, 1993);
Traffico veicolare → Calcolo dei Fattori di Emissioni mediante il modello COPERT (COmputer Programme for Emissions from Road Traffic) indicato dall’EEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) per la redazione dell'Inventario nazionale delle emissioni nell'ambito del programma CORINAIR.
Analisi dei dati: centraline AEM ed ARPA
Modello di REGRESSIONE LINEARE MULTIPLA
Allo scopo di individuare il peso dei fattori emissivi e meteorologici rispetto al raggiungimento delle concentrazioni misurate dalla stazione di P.za Libertà, è stato sviluppato un modello di regressione lineare multipla in modo da stabilire il contributo degli inquinanti e dei fattori meteo-climatici alle concentrazioni di Polveri sottili – PM10.
Y =  + a C1 + b C2 + c C3 + d C4 + e VV + f PR + g PS + h T + i RN + l RT + m UR
Il modello, costruito “ad hoc” sui dati chimici e meteoclimatici locali della stazione ARPA di P.za Libertà (zona a traffico intenso) suggerisce qualche perplessità sul fatto che il traffico sia l’unica causa della generazione di PM10 poiché dall’analisi statistica si evince che le concentrazioni di NO2 (gas prodotto anche da sorgenti industriali) e SO2 (gas prodotto quasi solo da sorgenti industriali) sono fortemente legate al PM10.
Aspetti critici
A prescindere dalle difficoltà oggettive per il reperimento di taluni dati, si mettono in luce alcune “falle”del sistema:
Assenza di una stazione di monitoraggio in un’area a basso volume di traffico che funga da controllo (“bianco”);
Indisponibilità presso l’ARPA di Cremona di modelli di dispersione come strumento tecnico-scientifico di base per una valutazione rapida dei siti più colpiti dalle ricadute degli inquinanti, in particolare i famigerati PM10.
Inconfrontabilità della strumentazione a disposizione delle stazioni di monitoraggio ARPA rispetto a quelle di AEM, a causa di sistemi di taratura e calibrazione, sensibilità, modalità di acquisizione e periodi di campionamento differenti (es. lettura trioraria di PM10 - ARPA , bioraria - AEM).
Mancanza di aggiornamento delle emissioni industriali reali che, nel caso della raffineria Tamoil in particolare, non devono essere più basate su un’ autocertificazione derivante da autocontrolli effettuati da ditte “opportunamente” scelte.
CONCLUSIONI
Per migliorare la situazione dell’inquinamento dell’aria è necessaria sia la formazione di una coscienza individuale attenta e responsabile, che attui comportamenti positivi e razionali, sia la cooperazione fattiva e costruttiva degli organi di governo locale, supportati da strumenti informatici di simulazione e di verifica affidati a personale competente.

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1 INTRODUZIONE Scopo del presente lavoro di tesi è quello di delineare il quadro complessivo della situazione reale di Cremona nell’inverno 2001-2002, mediante la stima dei contributi emissivi dei cosiddetti “fattori di pressione antropici” (settore industriale, riscaldamento civile e traffico veicolare urbano) e la valutazione critica delle concentrazioni e dei parametri meteorologici misurati dalle stazioni della rete di monitoraggio dislocata sul territorio comunale. Complici condizioni meteorologiche ideali per il ristagno degli inquinanti (assenza di vento, stabilità atmosferica, inversione termica in quota), i livelli di concentrazione di PM10 raggiunsero in ambito urbano livelli allarmanti e nocivi per la salute umana. L’inquinamento da polveri sottili destò non poche preoccupazioni fra l’opinione pubblica e l’amministrazione comunale, che mise in atto le misure del caso, in linea con la normativa vigente (limitazione della temperatura negli edifici, restrizione del carico emissivo degli impianti termici e tecnologici, blocco totale del traffico dalle 8 alle 20 nella zona centrale, targhe alterne). Tali provvedimenti, definiti tampone per il loro intrinseco carattere di contenimento dei livelli di inquinamento presenti, furono reiterati più volte ma si dimostrarono spesso inadeguati a far rientrare i livelli di concentrazione al di sotto delle soglie di attenzione e di allarme previste dalla legge. Il fenomeno ebbe dei risvolti anche sotto il profilo igienico-sanitario tanto che i ricoveri ospedalieri aumentarono del 15%, come affermato in un’intervista dal Dott.Casalini, allora Primario della Divisione di Pneumologia dell’Ospedale di Cremona, e tredici medici di base della città scrissero una lettera al Sindaco per evidenziare i rischi dovuti all’inquinamento, sottolineando la necessità di intervenire prontamente per ridurlo in modo significativo. Tale lavoro di tesi non ha la pretesa né tantomeno l’ambizione di fornire delle risposte definitive ed esaurienti ad un problema particolarmente complesso, ma rappresenta semplicemente un tentativo personale di analisi dell’inquinamento dell’aria, comparto ambientale che risente delle interazioni fra i fattori meteoclimatici e le attività umane.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Ambientali

Autore: Giovanni Ghinaglia Contatta »

Composta da 187 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.