Skip to content

La memoria della Resistenza. Il 25 aprile nei giornali della "Seconda Repubblica"

Informazioni tesi

  Autore: Anna Lisa De Mattia
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della politica
  Relatore: Giovanni Orsina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

La memoria collettiva è il fondamento dell’identità nazionale, un valore unificante capace di mobilitare il sentimento di appartenenza; è una “corrente di pensiero continua, una continuità che non ha nulla di artificiale, poiché non conserva del passato che ciò che ne è ancora vivo, o capace di vivere nella coscienza di gruppo”. La memoria oltre a mantenere vivi l’essenza e i valori della storia importanti per costruire l’immagine del presente, per affrontarlo nel modo giusto e per creare un forte senso di identificazione e di rispetto nei confronti delle istituzioni dello Stato, ha anche un’importanza politica; infatti, i partiti possono usarla per gestire il consenso e per creare diverse “fazioni” della memoria, funzionali a legittimare se stessi o a delegittimare l’avversario.
La memoria della Resistenza e della liberazione, in quanto evento storico fondamentale per la nascita della Repubblica, è essenziale alla costruzione dell’identità degli italiani. L'uso politico a fini di legittimazione di determinate parti politiche che di quella memoria è stato fatto è, però, tra le cause per cui in Italia non si sia potuta affermare una memoria collettiva condivisa e per cui a tutt'oggi la festa del 25 aprile, che ufficialmente dovrebbe essere la festa della Repubblica e della democrazia, non sia radicata negli italiani e non possa rappresentare l'intera nazione, al pari del 14 luglio per i francesi, che al contrario non si riconosce in essa e la vede come una ricorrenza prettamente politica.
Questo fenomeno si accentua a partire dal 1994, con la vittoria elettorale delle destre e l'inizio della cosiddetta “Seconda Repubblica”, e da quando il centro-destra cerca di svincolare la memoria dai valori della Resistenza strumentalizzati per anni dalla sinistra al fine di ottenere una legittimazione politica. Negli ultimi anni acquista forza l'idea che il cinquantennio Repubblicano sia stato contrassegnato dalla storia dei vincitori: uno schieramento dei partiti “dell'arco costituzionale” e dei loro intellettuali in difesa di un'immagine mitica e celebrativa della Resistenza, quella che Renzo De Felice ha chiamato vulgata antifascista. D'altra parte però è ambigua la posizione di chi quei valori dovrebbe difendere, mi riferisco ai partiti della sinistra pronti alla mobilitazione antifascista solo nel momento in cui il centro-destra è al governo.
Nel corso della storia repubblicana molti storici hanno riconosciuto nella lotta di liberazione il momento fondante della Repubblica e, nonostante la pluralità di memorie divise presenti all'interno dello stesso schieramento antifascista, si è affermata una “memoria egemonica” celebrativa, il cosiddetto “paradigma antifascista”, tradotto nel cosiddetto “arco costituzionale”, all'infuori del quale non c'è legittimazione né a governare né a svolgere un ruolo di opposizione costituzionale a pieno titolo . Negli anni Novanta questa nozione e questa pratica vengono travolte dalla crisi dei partiti, i quali si sciolgono o modificano la loro identità. Ci si inizia a chiedere allora se quel paradigma possa ancora avere senso e se la Resistenza a cui esso si richiama debba avere quella centralità che le è stata riconosciuta.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE La memoria collettiva è il fondamento dell’identità nazionale, un valore unificante capace di mobilitare il sentimento di appartenenza; è una “corrente di pensiero continua, una continuità che non ha nulla di artificiale, poiché non conserva del passato che ciò che ne è ancora vivo, o capace di vivere nella coscienza di gruppo”1. La memoria oltre a mantenere vivi l’essenza e i valori della storia importanti per costruire l’immagine del presente, per affrontarlo nel modo giusto e per creare un forte senso di identificazione e di rispetto nei confronti delle istituzioni dello Stato, ha anche un’importanza politica; infatti, i partiti possono usarla per gestire il consenso e per creare diverse “fazioni” della memoria, funzionali a legittimare se stessi o a delegittimare l’avversario. La memoria della Resistenza e della liberazione, in quanto evento storico fondamentale per la nascita della Repubblica, è essenziale alla costruzione dell’identità degli italiani. L'uso politico a fini di legittimazione di determinate parti politiche che di quella memoria è stato fatto è, però, tra le cause per cui in Italia non si sia potuta affermare una memoria collettiva condivisa e per cui a tutt'oggi la festa del 25 aprile, che ufficialmente dovrebbe essere la festa della Repubblica e della democrazia, non sia radicata negli italiani e non possa rappresentare l'intera nazione, al pari del 14 luglio per i francesi, che al contrario non si riconosce in essa e la vede come una ricorrenza prettamente politica. Questo fenomeno si accentua a partire dal 1994, con la vittoria elettorale delle destre e l'inizio della cosiddetta “Seconda Repubblica”, e da quando il centro- destra cerca di svincolare la memoria dai valori della Resistenza strumentalizzati per anni dalla sinistra al fine di ottenere una legittimazione politica. Negli ultimi anni acquista forza l'idea che il cinquantennio Repubblicano sia stato contrassegnato dalla storia dei vincitori: uno schieramento dei partiti “dell'arco costituzionale” e dei loro intellettuali in difesa di un'immagine mitica e celebrativa della Resistenza, quella che Renzo De Felice ha chiamato vulgata antifascista. D'altra parte però è ambigua la posizione di chi quei valori dovrebbe difendere, mi riferisco ai partiti della sinistra pronti alla mobilitazione antifascista solo nel momento in cui il centro-destra è al governo. Nel corso della storia repubblicana molti storici hanno riconosciuto nella lotta 1 M. Halbwachs, La memoria collettiva, Unicopli, 1987, p.89.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]esionline.it

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

25 aprile
liberazione
memoria
resistenza

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi