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Il minore e il sistema processuale penale - Il ricorso alla carcerazione nel procedimento penale minorile, estrema ratio o risposta esemplare. Il nuovo Ordinamento Penitenziario Minorile.

Il ricorso alla carcerazione nel procedimento

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5 INTRODUZIONE Il carcere come luogo di pena è visto come un dato naturale: chi commette un reato deve scontare la pena passando un certo periodo della sua vita rinchiuso dentro uno spazio istituzionale definito “carcere”. Il concetto di pena durante i secoli si è progressivamente umanizzato sino ad arricchirsi di un nuovo elemento: la rieducazione. In particolare in Italia è con l’entrata in vigore della Costituzione (1948) che l’idea della rieducazione diventa principio costituzionale: l’esecuzione della pena detentiva deve essere organizzata in modo tale da non rappresentare, nelle sue modalità, un più grande castigo di quello che già si realizza per effetto della privazione della libertà e da consentire tutti quei trattamenti che appaiono più idonei al recupero sociale del condannato. La piena concretizzazione del principio rieducativo si realizza compiutamente con la riforma dell’Ordinamento penitenziario, introdotta con la legge 26 luglio 1975 n. 354, che all’art. 1, ultimo comma, recita: “nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l’ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi”. Subito dopo l’approvazione del nuovo Ordinamento Penitenziario, è stato emanato, con D.P.R. 431/76 il regolamento di esecuzione con il compito di dare attuazione nella pratica alle norme dettate dalla legge n. 354. Per quanto riguarda, in particolare, il sistema penale minorile, questo rappresenta il risultato di un lungo processo di maturazione della coscienza civile, che, nel tempo, è andata riconoscendo la specificità della condizione minorile. In conseguenza di ciò la politica penale ha tentato di costruire un sistema differenziato di diritto penale che tende alla tutela di diritti dei minori, primo fra tutti il diritto all’educazione. La caratteristica peculiare di tale diritto è l’essere destinato alla speciale categoria dei soggetti di minore età, soggetti in età evolutiva, nei quali le qualità psico-fisiche e la personalità sono in fase di sviluppo. Per questi motivi tali individui risultano essere più

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Gian Franco Onnis Contatta »

Composta da 201 pagine.

 

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