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La forma di governo nella riforma della II parte della Costituzione

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Ciampoli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  Relatore: Maurizio Oliviero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

E' dal 1982 che il dibattito politico italiano si concentra sulla possibilità di un'ampia riforma della Costituzione e negli ultimi anni tale dibattito è divenuto di stretta attualità, in relazione alla volontà delle principali forze politiche di rivedere la seconda parte della Carta, in funzione di una forte modifica, in particolare, del ruolo del premier. Il presente lavoro si concentra sull'analisi della legge - approvata il 16 novembre 2005 dalla Camera dei Deputati e successivamente bocciata dal referendum del 2006 - che avrebbe modificato notevolmente la forma di governo italiana e che rimane di stretta attualità se confrontata con le intenzioni dell'attuale maggioranza di governo in merito alle riforme costituzionali.

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5 INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di esaminare quanto la Riforma della Parte II della Costituzione, approvata dalla Camera dei deputati il 16 novembre 2005, modifica nell’ambito della forma di governo nell’ordinamento italiano. Prima di tutto si accennerà al periodo di grandi proposte di revisione della Costituzione iniziato circa venticinque anni fa. Di qui, verranno osservate le varie fasi dell’iter parlamentare seguito dalla disegno di legge AS 2544 fino alla sua votazione finale. Saranno inoltre discusse la modalità di approvazione delle revisioni costituzionali secondo quanto previsto dall’art. 138 Cost. e l’interpretazione che il Governo della XIV legislatura ha dato a tale articolo. Nel secondo capitolo si passerà ad analizzare ciò che la riforma prevede nell’ambito dell’organo titolare del potere esecutivo. Particolare attenzione verrà data alla nuova figura del Primo ministro e alle modalità previste per la sua elezione. Ampio rilievo sarà anche dato ai rapporti che intercorrono tra il Governo e il Parlamento, con particolare riferimento al rapporto di fiducia. Si procederà poi, nel terzo capitolo, all’analisi del Parlamento e della funzioni da esso esercitate. Ci si soffermerà sui cambiamenti che la riforma apporta alla composizione delle due Camere e, in particolare, verrà analizzato l’inedito Senato federale della Repubblica. Indi si passerà a verificare quanto viene cambiato nell’ambito del procedimento legislativo.

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