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Cristianesimo e Buddhismo delle origini: analogie e differenze

Informazioni tesi

  Autore: Luca Ravetto
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Religione
Anno: 2009
Docente/Relatore: Stefano Piano
Istituito da: Istituto Superiore di Scienze religiose di Torino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 56


L’interesse per il tema che ho scelto in questa tesi è nato, nell’estate del 2007, dalla lettura del libro “Il monaco e il filosofo” , un dialogo tra un padre filosofo e suo figlio biologo che, dopo anni di ricerche scientifiche in occidente, abbandona la carriera e si converte al buddhismo. A causa della distanza culturale che sentivo, il libro mi lasciò molti interrogativi e lacune che ho cercato di colmare dedicandomi al presente lavoro.
Nella prima parte ho cercato di mettere in luce gli aspetti più caratteristici del buddhismo antico: sono partito col descrivere l’ambiente di nascita di Buddha, la sua vita, per passare a esporre la sua dottrina, e infine l’evoluzione e la diffusione di quest’ultima.
In un secondo momento ho affrontato il tema centrale del confronto fra cristianesimo e buddhismo delle origini, mostrando innanzitutto in che senso si possa parlare di buddhismo come religione, per poi passare a mettere in luce analogie e differenze sui temi che caratterizzano le due religioni: i rapporti con le tradizioni madri, la figura del maestro, Dio, grazia e impegno personale, male e sofferenza, peccato e salvezza, conversione e illuminazione, preghiera e meditazione, resurrezione e reincarnazione.
Da ultimo, nella terza parte, ho introdotto il discorso sul dialogo tra cristianesimo e buddhismo con tre capitoli sul dialogo interreligioso: nei suoi aspetti generali, nei documenti del Concilio Vaticano II, e nei suoi modelli teologici all’interno della Chiesa. Ho mostrato, quindi, che cosa afferma il Concilio Vaticano II del buddhismo, i vari aspetti del dialogo che può instaurarsi tra le due religioni, la situazione del dialogo cristiano-buddhista nei paesi theravāda, le sue difficoltà, le sue fondamenta, ma soprattutto il contributo che ciascuna religione può offrire all’altra.
Duemilacinquecento anni fa il Buddha ha insegnato una Via di liberazione dal dolore ed è stato il maestro delle “Quattro Nobili Verità”; duemila anni fa Cristo si è proposto egli stesso come la Verità, la Via che salva ogni uomo e lo conduce alla vita eterna. Il Buddha ha indicato nel nirvāṇa la condizione, inesprimibile perché impensabile, dell’estinzione del dolore. Il Cristo, passando attraverso la sofferenza e la croce, è risorto come primizia per tutti gli uomini. La ruota buddhista e la croce cristiana sono simboli millenari che interpellano, oggi come ieri, chiunque è alla ricerca della verità e del senso della vita.
In questo senso approvo quanto Ponchaud afferma quando dice: “Solo chi osserva la propria religione in profondità può capire un’altra religione. Colui che non ha interesse per la propria religione, non può giudicare un’altra religione. (…) Non discutiamo per sopraffare l’altro, ma uniamoci per ricercare l’unica verità nel più profondo del nostro cuore” .

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1 INTRODUZIONE L’interesse per il tema che ho scelto in questa tesi è nato, nell’estate del 2007, dalla lettura del libro “Il monaco e il filosofo” 1 , un dialogo tra un padre filosofo e suo figlio biologo che, dopo anni di ricerche scientifiche in occidente, abbandona la carriera e si converte al buddhismo. A causa della distanza culturale che sentivo, il libro mi lasciò molti interrogativi e lacune che ho cercato di colmare dedicandomi al presente lavoro. Nella prima parte ho cercato di mettere in luce gli aspetti più caratteristici del buddhismo antico: sono partito col descrivere l’ambiente di nascita di Buddha, la sua vita, per passare a esporre la sua dottrina, e infine l’evoluzione e la diffusione di quest’ultima. In un secondo momento ho affrontato il tema centrale del confronto fra cristianesimo e buddhismo delle origini, mostrando innanzitutto in che senso si possa parlare di buddhismo come religione, per poi passare a mettere in luce analogie e differenze sui temi che caratterizzano le due religioni: i rapporti con le tradizioni madri, la figura del maestro, Dio, grazia e impegno personale, male e sofferenza, peccato e salvezza, conversione e illuminazione, preghiera e meditazione, resurrezione e reincarnazione. Da ultimo, nella terza parte, ho introdotto il discorso sul dialogo tra cristianesimo e buddhismo con tre capitoli sul dialogo interreligioso: nei suoi aspetti generali, nei documenti del Concilio Vaticano II, e nei suoi modelli teologici all’interno della Chiesa. Ho mostrato, quindi, che cosa afferma il Concilio Vaticano II del buddhismo, i vari aspetti del dialogo che può instaurarsi tra le due religioni, la situazione del dialogo cristiano-buddhista nei paesi theravāda, le sue difficoltà, le sue fondamenta, ma soprattutto il contributo che ciascuna religione può offrire all’altra. Duemilacinquecento anni fa il Buddha ha insegnato una Via di liberazione dal dolore ed è stato il maestro delle “Quattro Nobili Verità”; duemila anni fa Cristo si è proposto egli stesso come la Verità, la Via che salva ogni uomo e lo conduce alla vita eterna. 1 REVEL J. F., RICHARD M., Il monaco e il filosofo, Neri Pozza, Vicenza, 1997.

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