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Le imprese informatiche Open Source: cooperazione in rete e produzione per il mercato

Informazioni tesi

  Autore: Gabriele Privitera
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Mario Pianta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

La tesi ha lo scopo di fornire un risvolto empirico riguardo la questione che concerne il rapporto tra le imprese informatiche basate su un modello di sviluppo Open Source con le medesime comunità. Il contesto fa inoltre riferimento ai concetti di informazione e conoscenza nonché alla nascita e allo sviluppo di un nuovo comparto ICT.
Il lavoro è quindi strutturato nel seguente modo.
Si comincia fornendo una descrizione generale delle attività di cooperazione che avvengono mediante l'apporto di internet, analizzando il ruolo che i concetti di informazione e conoscenza stanno svolgendo all'interno di un nuovo paradigma industriale. Si offre quindi un primo approccio al modello di sviluppo Open Source descrivendone la storia, la filolsofia, l'evoluzione e cercando di spiegare la dinamica sociale dentro la quale è inserita la produzione di software libero.
Successivamente si analizza la struttura e il funzionamento di una comunità Open Source e come questa influenza le strategie organizzative delle imprese basate su tale modello di sviluppo.
Proseguendo si offre un'analisi di una strategia di ricerche effettuate sia in Europa, sia in Italia su imprese Open Source e mettendo in luce alcuni aspetti riguardanti l'impatto che l'Open Source ha sia sull'economia che sull'innovazione.
La parte centrale del lavoro è rappresentata dall'indagine da me condotta su 20 imprese informatiche Open Source localizzate su 4 province italiane, focalizzando la questione che concerne il rapporto tra impresa e comunità Open Source.
Infine, si conclude con una serie di implicazioni, problemi aperti e altre considerazioni.

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4 INTRODUZIONE Le nostre società stanno attualmente affrontando una profonda rivoluzione tecnologica e industriale, caratterizzata, rispetto alle precedenti, da un’evoluzione più rapida, trasformazioni più profonde, aree più estese delle attività umane coinvolte. Nella storia del business, le grandi imprese si sono sempre organizzate in base a una rigida struttura gerarchica. Ciascuno era subordinato a qualcun altro – dipendenti vs manager, produttori vs fornitori, imprese vs società (Tapscott, Williams, 2008). Benché non si possa affermare che le gerarchie stiano scomparendo, una serie di profondi cambiamenti nella natura stessa della tecnologia, lo sviluppo demografico e l’economia globale stanno facendo emergere nuovi importanti modelli di produzione basati sulla collettività, la collaborazione e l’organizzazione autonoma in luogo della gerarchia e del controllo. All’interno di questo contesto l’evoluzione di Internet rappresenta uno dei cambiamenti più importanti che hanno trasformato radicalmente i processi produttivi, migliorando la qualità e incrementando la produttività . E’ inoltre un mezzo di comunicazione che abilita nuove forme di diffusione delle idee, in cui l’informazione e la conoscenza sono facilmente fruibili. Negli ultimi anni, come descritto da diversi autori (Castells, 2002; Carlini, 2002; Benkler, 2007) milioni di persone fanno ricorso a tecnologie comunicative (blog, forum, chat) per aggiungere la propria voce a un flusso continuo di dialoghi e dibattiti. Ne discende una riflessione sugli effetti economici e sociali indotti dall’introduzione e diffusione della rete Internet. In particolare delle conseguenze di fenomeni emergenti quali la diffusione di logiche peer-to-peer e quindi di strutture di relazione orizzontale tra una molteplicità di soggetti. In generale Internet ha portato una serie di potenzialità: annullamento delle distanze, apertura, libertà di accesso e di espressione, non esclusività, non controllabilità e democraticità. L’Open Source si inserisce a pieno titolo in questa prospettiva ed evoca quindi una promessa. Una promessa di libertà, non controllabilità e democraticità. I suoi sostenitori ne hanno fatto quasi un’ideologia, legata al concetto di software libero. Come sostiene Stallman, uno dei pionieri in questo campo, il software un tempo era libero ovvero veniva scambiato liberamente. Lo scambio era considerato una normalità. Di fatto l’Open Source non è una nuova prospettiva o corrente di pensiero. Si tratta di un fenomeno che riprende una prassi consolidata che è stata abbandonata con la constatazione del valore commerciale del software. L’idea di software libero e quindi di Open Source ha ripreso vigore ed è diventata molto attraente. Viene spesso sviluppato in maniera condivisa, cooperativa invece che competitiva, includendo sviluppatori (produttori) e utilizzatori (consumatori), in vere e proprie reti di economia solidale. Mentre l’attenzione al fenomeno del software Open Source è recente, i comportamenti alla sua base hanno origini piuttosto lontane. Vi è stata una lunga tradizione di condivisione e cooperazione nello sviluppo del software (Lerner, Tirole, 2000). Ma negli anni recenti sia l’evoluzione sia la formalizzazione dell’attività sono cresciute in modo esponenziale soprattutto grazie, appunto, alla diffusione di Internet (Carlini, 2002). Diversi studiosi hanno cercato di ripercorrere le tappe della cooperazione e dello sviluppo del software. Chi più di tutti – oltre che padre fondatore del movimento Open Source – ha meglio ripercorso questa storia è Eric Raymond (1999) il quale ha distinto tre differenti ere nelle quali contestualizzare la natura dell’Open Source Software. La prima è riconducibile dagli inizi degli anni ’60 fino ai primi degli anni ’80. In questo periodo, ricorda l’autore, gli aspetti chiave del sistema operativo e di Internet furono sviluppati in ambienti accademici come l’università di Berkeley e il MIT durante il 1960 e il

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