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Il silenzio dei poeti tra i linguaggi della civilizzazione

Nel presente studio si vuole evidenziare l’importanza del linguaggio poetico nel processo di mutamento delle diverse attività dell’uomo, alla luce della sua connessione con le condizioni di possibilità e con le dinamiche di civilizzazione. La realtà in divenire - caratterizzata nell’ultimo secolo dalle ricerche scientifiche, dall’ampliamento delle capacità tecniche e dalle indagini filosofiche e teoretiche -, pare non sia definibile da nessuna delle discipline settoriali (sia scientifiche che umanistiche), anzi si presenta nella simultanea interazione e nella inesauribile variabilità dell’essere delle cose. Il linguaggio naturalmente è coinvolto sia nelle pratiche esistenziali che nella formulazione dei criteri in base ai quali l’uomo compie le proprie operazioni, quindi risulta essenziale una riflessione sul cambiamento del mondo attraverso i mutamenti del linguaggio. Ed è l’arte attuale a porre una problematica che interessa la natura e gli effetti dell’interazione tra le esistenze, collocando al centro dei suoi interessi la relazione, ossia l’apertura della coscienza ad un tutto modificabile qualitativamente. L’arte attuale (letteraria e non) è caratterizzata da un linguaggio che per plurivocità e ambiguità rimanda alla relazione tra l’uomo e i suoi linguaggi (verbali, non-verbali, artificiali ecc.) e interroga la coscienza in un contesto di autopotenziamento delle possibilità della civiltà, perennemente in modificazione. L’arte, inoltre, esprime la realizzazione possibile di un’utopia effettuabile nel futuro, ed è per questo che richiede un’analisi sensibile dei movimenti ed un’espansione dell’essere concretizzati in un artefatto, cioè un artificio che assume il fine di mutare la coscienza e la conoscenza. A differenza delle teorie e delle opere artistiche classiche che erano basate su forme ed idee eterne o immobili - i cui passaggi da una forma all’altra erano regolati da un’entità trascendente (sede della coincidentia oppositorum soggetto-oggetto) che attraverso concetti già fatti presumeva dare il tutto nell’eternità della durata -, l’arte moderna e le relative riflessioni e indagini epistemologiche, risultano caratterizzate da un invito all’azione, al movimento e quindi all’apertura di un insieme percepibile nella reale variabilità simultanea e indeterminabile. Da qui deriva il rifiuto di percorsi già definiti soprattutto attraverso il linguaggio che falsamente si propone di formare la realtà, e l’affermazione di una percezione libera che concretamente si leghi all’espressione di una soggettività che nella relazione con il mondo si pone “come se tutto accadesse per la prima volta” .
L’opera d’arte letteraria esprime appunto la sperimentazione di una delle possibilità della pluridiscorsività del linguaggio, in un’articolazione che presenta i caratteri dell’asimmetria (per cui ciò che si pone in presenza rompe un supposto equilibrio), dell’eccedenza e dell’alterità. L’opera d’arte è prodotta da un soggetto, tuttavia basa la sua esistenza sulla proprietà di costituirsi come oggetto autonomo. La creazione di segni concreti propri esprime innanzitutto l’abbandono del medium a priori comunicante, con l’intenzione di prendere coscienza del mondo ma anche dei suoi segni e segnali; ma soprattutto manifesta un’attività configurativa che rende percepibile il processo di riflessione scaturito dall’esperienza concreta, diretta. Si intende così sottolineare come l’espressione estetica moderna superi la logica aristotelica e la normativa poetica classica, proprio perché diventando segno dell’esistenza del soggetto e della sua speciale relazione con il mondo, l’oggetto estetico costituisce un atto individualizzante non riducibile al soggetto produttore, che richiede un rapporto di libertà con l’osservatore. In accordo con i principi teorici esposti da Alberto Pimenta , si vuole avvalorare l’innovazione qualitativa di questo tipo di conoscenza, che trova nei poemi concreti e visuali, una realizzazione particolarmente significativa. Si cerca di riportare la conoscenza ai momenti sensoriali a partire dai quali si è potuto costituire l’oggetto artistico; l’arte concreta ha raggiunto il grado estremo di immediatezza e primarietà della percezione, ed è nel passaggio dal vedere i segni alla riflessione sui segni che risiede il carattere di civilizzazione dell’arte che si rivolge alle coscienze e all’intelletto.

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5Introduzione

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Piero Canzoniero Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.