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L'uso del tempo in un campione di scuola elementare: computer, videogiochi ed attività motorie in relazione ad aspetti ponderali

Il presente studio si prefigge di analizzare un campione di bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni (3°, 4°, 5°elementare), frequentanti la scuola elementare Roberto D’Azeglio, a Torino; indagando sia aspetti relativi ad ambiente, arredi e ausili delle postazioni, sia il tempo dedicato giornalmente alla visione di TV piuttosto che all’uso del PC o dei videogiochi.
L’attenzione è stata rivolta ai bambini della scuola elementare poiché è proprio in questa fascia di età che i bambini sono più recettivi rispetto agli stimoli psicofisici e possono meglio apprendere abitudini comportamentali scorrette
In particolare si è analizzata la presenza di atteggiamenti posturali scorretti e le loro possibili cause e si è indagato e quantificato l’impiego del tempo libero nella visione di monitor piuttosto che nelle attività ludiche-sportive. Analizzando l’uso del tempo libero, in attività di tipo statico e in attività di tipo dinamico, si è cercato di verificare se vi è una relazione tra le attività statiche e le condizioni fisiche ed in particolare le tendenze all’ incremento ponderale.
Si ritiene opportuno, in effetti, non analizzare il rapporto bambini/tecnologia esclusivamente in termini di interfacce e/o di tempi e/o di modi d’uso giornaliero, ma piuttosto indagare quanto la relazione tra i bambini e l’uso dei diversi strumenti tecnologici determini interferenze con una crescita corrente in termini fisico-posturali, o renda eccessivo il tempo dedicato ad attività statiche.
L’analisi si può quindi configurare su più livelli, dalle valutazioni antropometriche, per valutare la crescita ed eventuali disturbi ponderali, all’analisi delle abitudini di vita in termini di scelte alimentari, di attività sportive o comunque dinamiche, in rapporto alle attività statiche e in particolare all’uso della tecnologia con atteggiamenti e problematiche che ne derivano.

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1 ITRODUZIOE La maggior parte degli studi ergonomici sui VDT riguardano la popolazione adulta, in quanto, soprattutto fino agli anni 80’, l’ergonomia si è interessata principalmente della valutazione delle condizioni degli uomini sul posto di lavoro. Il lavoro degli operatori al videoterminale è normato dal decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 dove viene definito “videoterminalista” colui che utilizza un attrezzatura munita di videoterminale, in modo sistemico e abituale, per venti ore settimanali e viene evidenziato (art. 175 di tale decreto) il diritto del lavoratore di svolgere pause di 15 minuti ogni 120 minuti di lavoro al VDT. Recentemente, però, la ricerca ergonomica ha iniziato ad interessarsi anche a fasce di età più basse, dal momento che computer, TV e Videogiochi, sono diventati elementi sempre più presenti ed utilizzati nelle attività quotidiane dei bambini, assumendo il ruolo di nuovi compagni di gioco con i quali trascorrere gran parte del tempo libero. L’ISPESL (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) ha proposto, ad esempio, un programma educativo sull’ergonomia rivolta ai bambini del secondo ciclo della scuola elementare (3°, 4°, 5°) dove, oltre ad evidenziare le corrette posture al banco di scuola o la scelta dello zainetto e il suo utilizzo, pone l’attenzione all’uso domestico del videoterminale da parte del bambino, sottolineando le corrette posizioni che devono essere mantenute dai bambini durante l’uso del computer. Sicuramente le nuove tecnologie ed il computer in primis, se da una parte rappresentano per il bambino un mezzo per raggiungere un sapere personalizzato e per stimolare le sue risorse intellettuali, dall’altra parte possono non soltanto limitare l’immaginazione e dar poco spazio al linguaggio, ma anche compromettere un corretto sviluppo fisico del bambino, soprattutto se si adottano posture inadeguate, e se non si effettuano le opportune pause. L’uso dei VDT nel tempo extrascolastico può, inoltre, sostituire delle possibili attività motorie, con attività sedentarie che influiscono sullo sviluppo e sulla crescita corretta del corpo. Posture errate, spesso indotte da arredi inadeguati per lo svolgimento di tali attività, possono risultare dannose per alcuni segmenti del corpo, ed in particolare per la colonna vertebrale. Altri rischi possono derivare dalla ripetitività dei movimenti e da problemi visivi, spesso dovuti ad un’illuminazione inadeguata e a riflessi sullo schermo. Mentre negli ambiti di lavoro o nella scuola le caratteristiche delle postazioni al VDT sono controllate a livello normativo, non lo sono in ambito privato, per cui spesso i bambini e i

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Biologia dell Ambiente e del Lavoro

Autore: Alessandra Tornicelli Contatta »

Composta da 163 pagine.

 

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