Skip to content

La teoria austriaca del ciclo economico, la crisi economica dal punto di vista austriaco

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro De Filippo
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Michele Bagella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 265

La presente tesi è un lavoro che affronta il problema del ciclo economico offrendo prima un modello teorico e poi un’analisi empirica dell’ultimo decennio. In particolare quest'ultima intende fornire un'interpretazione delle cause dell'ultima crisi finanziaria del biennio 2008-2009, la cosiddetta Grande Recessione. La pericolosità della politica monetaria degli ultimi anni come causa principale della crisi è la tesi qui sostenuta. Il presente lavoro, scritto nel corso del 2008, inoltre non è altro che l'approfondimento di un argomento sollevato già nella precedente tesi di Laurea triennale (2006), in tempi non sospetti. Inoltre, gli stessi scenari avanzati nella parte finale del lavoro sono stati confermati dai recenti eventi, in particolare in tema di ripresa economica e fragilità dei bilanci pubblici.

La teoria del ciclo esposta, è quella della scuola austriaca, una scuola eterodossa dell’economia, i cui maggiori esponenti sono stati Ludwig Von Mises e poi Friedrich von Hayek. La tesi poggia le proprie basi sull’intuizione teorica che fu di Knut Wicksell, il geniale economista svedese. Quest’ultimo, infatti, è stato il primo a considerare il ciclo come un fenomeno innescato da bassi tassi d’interesse monetari che si discostavano da quello che lui definì il tasso d’interesse naturale, il tasso d’interesse che metterebbe in equilibrio domanda ed offerta di capitali se queste potessero incontrarsi in natura e non in forma monetaria. Il punto centrale della teoria è considerare il tasso d’interesse come un fenomeno reale, determinato dalle preferenze intertemporali degli individui, cioè le scelte tra consumo presente e futuro, che a loro volta determinano le scelte tra risparmio ed investimento. L’idea pertanto è che il ciclo economico sia stato innescato da un errore di politica monetaria delle Banche Centrali. In particolare il periodo prolungato di “denaro facile” degli ultimi anni, e l’espansione monetaria senza precedenti che ne è seguita, hanno determinato una forte espansione del credito, una pericolosa moltiplicazione dei mezzi fiduciari e l’avvio di numerosi investimenti, di fatto non sostenibili per la scarsità di capitali del sistema economico. Tal modo di vedere le cose, è giustificato dall’errore sistemico che caratterizza l’esplosione della crisi. Infatti, nella misura in cui profitti e perdite sono all’ordine del giorno nel mondo imprenditoriale, una situazione di fallimenti generali non può essere spiegata con l’idea che gli imprenditori si siano tutti sbagliati, quando fa parte della loro attività “lottare contro un futuro incerto”. Più probabile che tutti siano stati orientati da un dato sistemico errato, come il costo del denaro, e l’abbondanza o meno di credito, che determina la profittabilità e sostenibilità stessa degli investimenti. Applicando la teoria austriaca del ciclo all’ultimo decennio, e all’ultimo ciclo, e tramite un’analisi dei bollettini della BCE e della Fed, la tesi mostra come le autorità monetarie non abbiano ritenuto preoccupante la fortissima espansione creditizia degli ultimi anni. Infatti queste ultime confortate da forti incrementi di produttività, dalla capacità produttiva non pienamente utilizzata, dal fatto che l’indice dei prezzi dei beni di consumo non fosse sensibilmente aumentato, hanno ritenuto innocua la crescita percentuale a due cifre del credito e degli aggregati monetari come M3. Da qui l’errore di politica monetaria che è rimasta cieca davanti ad altri forti segnali provenienti dal sistema produttivo e creditizio. Come la forte esposizione degli istituti di credito, il forte aumento di prezzo di tutti i beni capitali e delle materie prime, sintomi, questi ultimi, del fenomeno inflativo in corso. Infatti è proprio il processo di inflazione sequenziale che determina una “rottura” del sistema dei prezzi, facendo sì che non sia più vantaggioso produrre ai prezzi correnti, determinando quindi la fine del boom e l’inizio del bust. Tale inflazione sebbene sia stata compensata e “nascosta”, per i beni di consumo, da numerose forze che nell’ultimo decennio hanno contribuito ad abbassarli, è stata palese per i beni capitali ed i beni di produzione così come previsto dalla teoria austriaca del ciclo. Le conclusioni che si traggono sono che se le Banche Centrali avessero arrestato l’espansione creditizia per tempo, si sarebbe potuta evitare l’esplosione della crisi di queste dimensioni, che è innanzitutto una crisi di capitali. In secondo luogo, tramite l’analisi teorica ed empirica, la tesi mostra come l’obiettivo di prezzi stabili tanto auspicato dalle autorità monetarie, non solo non abbia alcuna giustificazione teorica, ma possa rivelarsi soprattutto dannoso nel momento in cui sono in atto numerose forze interne al mercato. Infatti stabilizzare o manipolare i prezzi, vuol dire far sì che essi non adempiano più alla loro funzione informativa, che per quanto imperfetta è la cosa migliore di cui dispone un sistema economico.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione La presente tesi è un lavoro che affronta il problema del ciclo economico, offrendo prima una spiegazione teorica e poi un’analisi empirica dell’ultimo decennio. La teoria del ciclo esposta, è quella della scuola austriaca, una scuola eterodossa dell’economia. Tale scuola, vide tra i suoi maggiori esponenti della teoria del ciclo Ludwig Von Mises e poi Friedrich von Hayek. Il termine “scuola” sta nel fatto che, gli economisti e studiosi che hanno aderito a questo filone di pensiero, sono accomunati da una serie di principi e concetti imprescindibili per l’analisi economica così come per il campo più vasto delle scienze sociali. Pertanto nella prima parte delle tesi sono stati presentati alcuni dei concetti base rilevanti per la teoria del ciclo, quali l’individualismo metodologico, il primato del metodo ipotetico- deduttivo, l’idea di mercato come processo, la dispersione della conoscenza nella società, la distinzione tra le categorie di mezzi e di fini, la razionalità limitata, la funzione informativa dei prezzi e così via. Questi concetti brevemente esposti nei primi tre capitoli della prima parte, costituiscono una sorta di lunga introduzione alla parte successiva. Infatti le prime due parti, anche se distinte, costituiscono un unico corpus teorico, dove, sebbene possa aver peccato in chiarezza espositiva e linearità, ho ritenuto necessario esplicitare i concetti di partenza per non far apparire la scuola austriaca come una semplice variante della scuola neo-classica. Quindi la prima parte è funzionale ad una interpretazione non equivoca della seconda. Infatti ho ritenuto che la profondità del pensiero, e della ricerca teorica, a cui erano giunti i maggiori esponenti della scuola austriaca, su tutti Hayek e Mises, da cui l’esposizione della teoria del ciclo ha attinto maggiormente, possa essere resa solo mostrando la loro visione di 7

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

bassi tassi d'interesse
bce e fed
capitale
crisi 2008-2009
crisi bancaria
crisi economia
crisi economica
crisi finanziaria
espansione creditizia
fed
grande recessione
hayek
indice prezzi alla produzione
inflazione sequenziale
m3
mises
politica monetaria
preferenze intertemporali
prezzi
redistribuzione sociale di ricchezza
robertson
ruolo informativo
tasso d'interesse
wicksell

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi