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Comparazione degli effetti del self-modelling e dell'other-modelling su performance e autoefficacia nel nuoto agonistico

La ricerca paragona gli effetti del self-modeling e dell’other-modeling sul miglioramento nell’esecuzione della partenza e sull’autoefficacia in un gruppo di nuotatori agonisti di età compresa tra i quattordici e i sedici anni. Ciascun soggetto è stato assegnato mediante campionamento randomizzato al gruppo sperimentale (self-modeling) o al gruppo di controllo (other-modeling). L’esperimento constava di quattro sessioni. A partire dalla seconda sessione i soggetti del gruppo sperimentale visionavano singolarmente un filmato della durata di un minuto che riproponeva la miglior prestazione eseguita dall’atleta stesso nel corso della seduta precedente. Dopo la visione del filmato il soggetto doveva compilare il questionario di autoefficacia (adattato, da Bandura, 2005) ed eseguire tre partenze. I soggetti del gruppo di controllo seguivano il medesimo iter, ma erano sottoposti singolarmente alla visione di un filmato della durata di un minuto che riproponeva l’esecuzione ottimale del tuffo di partenza, eseguito da un nuotatore evoluto di pari età. La performance è stata valutata considerando il risultato cronometrico nei primi 15 metri. L’analisi dei dati ha permesso di riscontrare un miglioramento significativo in termini di prestazione nei soggetti del gruppo sperimentale; non sono emerse differenze statisticamente significative tra gruppo sperimentale e gruppo di controllo in termini di autoefficacia.

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1 Introduzione L utilizzo di filmati al fine di migliorare la consapevolezza e la padronanza di un determinato gesto atletico da parte di un atleta Ł oramai una pratica consolidata, sviluppatasi ed affinatasi particolarmente negli ultimi due decenni. Tra gli autori di testi di scienza dell allenament o ( coaching science ) che per primi evidenziarono l utilit di dedicare periodicamente parte di una seduta di allenamento alla visione di filmati tratti dalle riprese effettuate sia in allenamento che in gara Ł da citare J.E. Counsilman (1968). Counsilman tuttavia non distinse tra filmati rappresentanti la prestazione dell atleta osservatore e filmati rappresentanti la prestazione di altri atleti, nØ rilev l opportunit di effettuare operazioni di editing sui filmati in questione per porre in evidenza aspetti particolari del gesto atletico. L evoluzione che la tecnologia video ha subito a partire dagli anni 60 ha determinato una maggiore diffusione e un maggiore impiego delle strumentazioni necessarie; la possibilit di compiere operazioni di editing e di utilizzare, in tempi piø recenti, software di analisi dell immagine in grado di calcolare parametri quali velocit , traiettoria, angolo di impatto ha inoltre permesso di scomporre il gesto atletico, fornendo ad allenatori e atleti informazioni fondamentali per pianificare interventi sulle singole componenti dell azione al fine di ottenere un miglioramento nella prestazione. La video-analisi Ł oggi ampiamente diffusa come strumento di perfezionamento per gli atleti d Ølite, pressochØ in tutte le discipline; diversa Ł la situazione nei settori giovanili, dove l utilizzo dei video Ł nella maggior parte dei casi limitato alla visione sporadica di filmati che ripropongono l esecuzione ottimale del gesto atletico da parte di un modello. Non Ł naturalmente possibile effettuare video-analisi complesse con atleti di categoria, sia per questioni legate al costo dei software necessari che per questioni legate al tempo che tale procedura richiede; si possono tuttavia organizzare degli interventi di modeling, che comportano un costo e un dispendio di tempo relativamente limitati L obiettivo del presente lavoro Ł quello di verificare se un intervento sistematico di modeling organizzato in quattro sedute che prevedono per ciascun soggetto la visione

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Jessica Giuffrida Contatta »

Composta da 32 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1222 click dal 13/05/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.