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Banche e immigrati: dall’analisi dei bisogni alla product offering

Informazioni tesi

  Autore: Niccolò Borracchini
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Management
  Relatore: Alberto Mattiacci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 213

Nel corso del mio progetto di ricerca ho analizzato gli aspetti quantitativi e qualitativi del fenomeno dell’immigrazione in Italia in quanto tasselli fondamentali per la definizione del macroambiente all’interno del quale si sviluppano le relazioni tra banche e immigrati.
Ho trattato successivamente il tema dell’esclusione finanziaria, le sue cause ed i suoi drammatici effetti.
L’analisi dei bisogni finanziari degli immigrati, le ragioni che portano l’immigrato alla sua bancarizzazione, i suoi driver di acquisto e alcuni casi particolari bisogni quali le rimesse e la finanza islamica che ad esempio proibisce l’uso del tasso di interesse.
Le differenti tipologie di product offering e le stategie, anche nel campo della comunicazione, per penetrare la clientela immigrata adottata dalle banche .
Da una analisi della situazione italiana sono passato poi ad una analisi comparata delle best practices a livello internazionale, concentrandomi soprattutto sul caso spagnolo e quello americano.
Un analisi particolare è stata infine dedicata ai finanziamenti all’imprenditoria immigrata, e soprattutto in quella che sembra poter essere la nuova frontiera del migrant banking ovvero i finanziamenti all’imprenditoria nei paesi di origine legati all’invio di rimesse.

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5 PREMESSA Full economic integration of immigrants requires that they have access not only to the informal financial sector but also to the formal one, including banking, insurance, pension funds, and other institutions. Only by using such institutions will immigrants successfully expand their range as entrepreneurs, become homeowners, build credit histories, save for retirement, and insure against financial and other risks. [Ben S. Bernanke, Member, Board of Governors of the Federal Reserve System, Remarks at the Financial Access for Immigrants, 16 Aprile 2004, Chicago Fed Reserve]. Sui giornali, talvolta alla televisione, assai spesso sui siti internet cominciano ad apparire inserzioni o articoli sulla bancarizzazione degli immigrati. Si tratta di un tema caldo di carattere internazionale che negli ultimi anni ha cominciato ad imporsi all'attenzione delle banche anche in Italia, dove secondo l'ultimo rapporto Istat La situazione del paese nel 2007 gli immigrati sono circa 3,5 milioni, il 5,8 % della popolazione. L‟immigrazione – ormai una realtà – è destinata a svolgere un ruolo da protagonista nel campo economico e finanziario. Gli immigrati sono destinati a crescere ulteriormente sia per numero che per contributo all'economia nazionale. Già nel 2006 rappresentavano il 9,2% del PIL, con una crescita marcata rispetto all'8,8% del 20051. Queste persone infatti vanno a supplire – come in altri paesi europei – ad una demografia in calo, la quale esplica i suoi effetti negativi sul mercato occupazionale, e rende di fatto sempre più necessario il fenomeno migratorio stesso. La presente ricerca è finalizzata a comprendere i rapporti che si stanno cominciando ad instaurare tra istituti bancari e popolazione immigrata e a riflettere sulle prospettive di ulteriori sviluppi in futuro. In un‟ottica di crescente responsabilità d‟impresa le banche non possono fare a meno di considerare questi nuovi stakeholders esterni. L‟intermediazione tra l‟offerta e la domanda di denaro e i servizi bancari hanno sempre avuto un grande impatto sociale. In molti casi le banche – motore dello sviluppo e dell‟economia – incidono in modo decisivo fornendo opportunità di progresso a individui e comunità, e dunque alla società stessa nel suo insieme. Sviluppare il dibattito sul migrant banking all‟interno dello studio delle migrazioni e dell'economia assume quindi una notevole importanza strategica: con i suoi risvolti esso può infatti costituire la prima tappa per una piena cittadinanza economica del migrante, e agevolare attraverso questo passaggio 1 Fonte: stime Centro Studi Unioncamere – Istituto Guglielmo Tagliacarne, 2008.

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