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Tutela penale del bilancio societario tra attuale disciplina e prospettive di riforma

Gli scandali finanziari verificatisi negli ultimi anni nel nostro Paese, i crack dei colossi alimentari Cirio e Parmalat, avendo compromesso seriamente la fiducia degli investitori non istituzionali – i piccoli risparmiatori – nell’affidabilità degli strumenti finanziari, richiamano oggi l’attenzione sulla necessità di un recupero di una rigorosa disciplina degli affari.
Di fronte ai crescenti bisogni di tutela, occorre, così, non solo verificare il corretto funzionamento dei tradizionali organismi di vigilanza, ma valutare anche l’adeguatezza dell’apparato di norme penali poste a presidio dei valori cui dovrebbe informarsi il mercato.
Il presente lavoro si propone, quindi, di affrontare il tema della tutela penale del bilancio delle società, tema di scottante attualità al quale si sottende quello della tutela penale della trasparenza nelle relazioni societarie e, lato sensu, del mercato.
È quindi evidente come l’esigenza di ripensamento dei «delitti di creazione legislativa» che strutturano il diritto penale societario, diventi ancor più pressante per il reato di false comunicazioni sociali, previsto originariamente dal solo art. 2621 del codice civile, storicamente chiamato a tutelare il bene giuridico della trasparenza nell’informazione societaria, radicato nel bene del risparmio dell’art. 47 della Costituzione.
Nella trattazione degli argomenti di tale oggetto, reputo particolarmente opportuno seguire un approccio che consenta di analizzare la fondamentale figura criminis delle false comunicazioni sociali nel contesto di un iter di riforma che, nell’arco di pochi anni, ha radicalmente modificato la fisionomia di tale reato.
Verranno, dunque, passate in rassegna le più rilevanti modifiche sostanziali e procedurali occorse nel diritto penale societario con particolare riguardo al suddetto reato di falso, onde procedere ad una compiuta disamina dell’illecito penale.

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4 INTRODUZIONE Gli scandali finanziari verificatisi negli ultimi anni nel nostro Paese, i crack dei colossi alimentari Cirio e Parmalat, avendo compromesso seriamente la fiducia degli investitori non istituzionali – i piccoli risparmiatori – nell’affidabilità degli strumenti finanziari, richiamano oggi l’attenzione sulla necessità di un recupero di una rigorosa disciplina degli affari. Di fronte ai crescenti bisogni di tutela, occorre, così, non solo verificare il corretto funzionamento dei tradizionali organismi di vigilanza, ma valutare anche l’adeguatezza dell’apparato di norme penali poste a presidio dei valori cui dovrebbe informarsi il mercato. Il presente lavoro si propone, quindi, di affrontare il tema della tutela penale del bilancio delle società, tema di scottante attualità al quale si sottende quello della tutela penale della trasparenza nelle relazioni societarie e, lato sensu, del mercato. È quindi evidente come l’esigenza di ripensamento dei «delitti di creazione legislativa» che strutturano il diritto penale societario, diventi ancor più pressante per il reato di false comunicazioni sociali, previsto originariamente dal solo art. 2621 del codice civile, storicamente chiamato a tutelare il bene giuridico della trasparenza nell’informazione societaria, radicato nel bene del risparmio dell’art. 47 della Costituzione. Nella trattazione degli argomenti di tale oggetto, reputo particolarmente opportuno seguire un approccio che consenta di analizzare la fondamentale figura criminis delle false comunicazioni sociali nel contesto di un iter di riforma che, nell’arco di pochi anni, ha radicalmente modificato la fisionomia di tale reato. Verranno, dunque, passate in rassegna le più rilevanti modifiche sostanziali e procedurali occorse nel diritto penale societario con particolare

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Claudio Valenti Contatta »

Composta da 152 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 941 click dal 29/05/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.