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Applicazioni della stimolazione meccanica dei muscoli per lo studio ed il miglioramento del controllo muscolare

Da molti anni è infatti noto che la stimolazione meccanica dei muscoli, intesa come vibrazione meccanica, costituisca un segnale propriocettivo utile per il potenziamento delle reti nervose che controllano il movimento. Tuttavia mai fino ad oggi si sono utilizzati un dispositivo ed una procedura i cui effetti fossero soddisfacentemente persistenti, di ampiezza adeguata e le cui caratteristiche di sicurezza fossero negli standard riconosciuti. Questo grazie al grande numero di studi che si sono susseguiti negli anni che hanno permesso di individuare i parametri adeguati con cui praticare questa procedura di intervento ed a strumenti che permettano di eseguire il protocollo in maniera ottimale.
La tesi è stata strutturata in tre capitoli in cui viene affrontata questa tematica rispettivamente dal punto di vista espositivo, sperimentale ed applicativo.
Nel primo capitolo ho introdotto l’argomento a partire dai suoi nessi storici, percorrendone le varie fasi di evoluzione, per poi arrivare a spiegare la vera parte innovativa e di interesse.
Nel secondo capitolo ho presentato alcuni degli esperimenti dal mio punto di vista più significativi, che descrivono più nel dettaglio gli studi effettuati di stimolazione meccanica dei muscoli. In particolare ho fatto distinzione tra due tipi differenti di intervento spiegando i vantaggi dell’uno rispetto all’altro.
Nel terzo capitolo ho descritto infine la strumentazione con cui viene oggi si può attuare questo tipo di intervento, spiegandone il funzionamento e descrivendone le caratteristiche tecniche e le possibili alternative in commercio.
Inoltre ho scelto di aggiungere tra le ultime pagine sei appendici (in modo da non togliere fluidità al discorso) dove vengono spiegati in maniera più approfondita i principi ed alcuni studi di neurofisiologia ed una tecnica di neuroimmagine, che stanno alla base e/o supportano gli esperimenti di stimolazione meccanica dei muscoli.

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5 Presentazione La motivazione che maggiormente mi ha spinto a scegliere e realizzare questa tesi è stata la novità che rappresenta per me questo argomento. E questo è anche dovuto all’innovazione che porta con sé tale tipo di studio. Infatti, sebbene i primi studi a riguardo datino da qualche decennio, non è stato possibile, fino a pochissimo tempo fa, ottenere vantaggi da questa procedura di interevento, sia per la breve persistenza dei risultati che si riuscivano ad ottenere che, ed in particolar modo, per la mancanza di una strumentazione adeguata che fosse in grado di applicare in modo corretto il protocollo. Da molti anni è infatti noto che la stimolazione meccanica dei muscoli, intesa come vibrazione meccanica, costituisca un segnale propriocettivo utile per il potenziamento delle reti nervose che controllano il movimento. Tuttavia mai fino ad oggi si sono utilizzati un dispositivo ed una procedura i cui effetti fossero soddisfacentemente persistenti, di ampiezza adeguata e le cui caratteristiche di sicurezza fossero negli standard riconosciuti. Questo grazie al grande numero di studi che si sono susseguiti negli anni che hanno permesso di individuare i parametri adeguati con cui praticare questa procedura di intervento ed a strumenti che permettano di eseguire il protocollo in maniera ottimale. La tesi è stata strutturata in tre capitoli in cui viene affrontata questa tematica rispettivamente dal punto di vista espositivo, sperimentale ed applicativo. Nel primo capitolo ho introdotto l’argomento a partire dai suoi nessi storici, percorrendone le varie fasi di evoluzione, per poi arrivare a spiegare la vera parte innovativa e di interesse. Nel secondo capitolo ho presentato alcuni degli esperimenti dal mio punto di vista più significativi, che descrivono più nel dettaglio gli studi effettuati di stimolazione meccanica dei muscoli. In particolare ho fatto distinzione tra due tipi differenti di intervento spiegando i vantaggi dell’uno rispetto all’altro. Nel terzo capitolo ho descritto infine la strumentazione con cui viene oggi si può attuare questo tipo di intervento, spiegandone il funzionamento e descrivendone le caratteristiche tecniche e le possibili alternative in commercio. Inoltre ho scelto di aggiungere tra le ultime pagine sei appendici (in modo da non togliere fluidità al discorso) dove vengono spiegati in maniera più approfondita i principi ed alcuni studi di neurofisiologia ed una tecnica di neuroimmagine, che stanno alla base e/o supportano gli esperimenti di stimolazione meccanica dei muscoli. Infine ho inserito la bibliografia che comprende tutte le citazioni che ho riportato nella tesi, i riferimenti bibliografici dai quali ho preso spunto e gli articoli scientifici da me consultati.

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Christian Guerra Contatta »

Composta da 127 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1554 click dal 09/06/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.