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Coltivare la storia: strategie e tecniche nel sostegno all'integrazione di un'ipovedente

Informazioni tesi

  Autore: Nuria Kanzian
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Specializzazione in sostegno handicap
Anno: 2009
Docente/Relatore: Lucio Cottini
Istituito da: Università degli Studi di Udine
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

In questa tesi descriverò il tirocinio che ho svolto nell'ambito del sostegno in una scuola secondaria di secondo grado nell'area umanistica. Il caso che ho seguito è quello di un'ipovedente, considerata cieca civile, poco più che adolescente. La sua patologia sensoriale verrà analizzata nella prima parte, il suo caso completo nella seconda parte; nella terza parte presenterò il progetto globale, ne descriverò infine uno spezzone realizzato in classe con riportati i dati più significativi.
La Costituzione italiana, Titolo III “Rapporti economici” Art.38 sancisce che gli inabili e i minorati hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiata, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. L'integrazione sociale dei disabili è un processo articolato, dove l'integrazione scolastica è solo il pezzo di un tassello. L'insegnante di sostegno ha diversi compiti, tra i quali costruire il progetto d'integrazione dell'alunno disabile, realizzare colloqui, coordinare gli incontri, stendere i documenti, organizzare riunioni periodiche e verifiche (concordemente alla legge quadro del 5 febbraio 1992, n.104).
Il percorso educativo, formativo e didattico rispecchia le esigenze di maturazione della persona nella complessità dei suoi bisogni, rispettandone i tempi di apprendimento, anche a scapito degli argomenti proposti. Nell'art. ministeriale n.12 sull'integrazione per il “Diritto all'educazione e all'istruzione” punto n.3 si afferma che l'integrazione ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata, nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. Per ridurre l'handicap l'insegnante di sostegno ha due strumenti: fornire abilità e trovare un ambiente rispettoso e accogliente. All'ipovedente del mio tirocinio è stata fornita l'abilità di lettura in braille e l'ambiente scolastico è stato modificato per lei, in modo da renderlo più adatto, sia negli strumenti che negli ausili, alla sua forma e stile di apprendimento.
Nel corso dell'unità didattica che ho realizzato ho lavorato sulla motivazione e ho cercato di rendere accessibile alla ragazza nuove conoscenze semplificate, rendendola partecipe del percorso e coinvolgendola come soggetto attivo di crescita, in modo critico e consapevole, evidenziandone soprattutto i punti di forza. Attraverso l'esperienza tattile e aptica si è cercato di stimolare l'intelligenza pratica del soggetto alla comprensione delle funzioni specifica di alcuni attrezzi agricoli che sono stati creati nel corso del medioevo. Le mie intenzioni sono state quelle di realizzare con lei un percorso sensoriale visivo-tattile-olfattivo che stimolasse il livello cognitivo senza dispendio di attenzione.

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INTRODUZIONE In questa tesi descriverò il tirocinio che ho svolto nell'ambito del sostegno in una scuola secondaria di secondo grado nell'area umanistica. Il caso che ho seguito è quello di un'ipovedente, considerata cieca civile, poco più che adolescente. La sua patologia sensoriale verrà analizzata nella prima parte, il suo caso completo nella seconda parte; nella terza parte presenterò il progetto globale, ne descriverò infine uno spezzone realizzato in classe con riportati i dati più significativi. La Costituzione italiana, Titolo III “Rapporti economici” Art.38 sancisce che gli inabili e i minorati hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiata, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale. L'integrazione sociale dei disabili è un processo articolato, dove l'integrazione scolastica è solo il pezzo di un tassello. L'insegnante di sostegno ha diversi compiti, tra i quali costruire il progetto d'integrazione dell'alunno disabile, realizzare colloqui, coordinare gli incontri, stendere i documenti, organizzare riunioni periodiche e verifiche (concordemente alla legge quadro del 5 febbraio 1992, n.104). Il percorso educativo, formativo e didattico rispecchia le esigenze di maturazione della persona nella complessità dei suoi bisogni, rispettandone i tempi di apprendimento, anche a scapito degli argomenti proposti. Nell'art. ministeriale n.12 sull'integrazione per il “Diritto all'educazione e all'istruzione” punto n.3 si afferma che l'integrazione ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata, nell'apprendimento, nella comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. Per ridurre l'handicap l'insegnante di sostegno ha due strumenti: fornire abilità e trovare un ambiente rispettoso e accogliente. All'ipovedente del mio tirocinio è stata fornita l'abilità di lettura in braille e l'ambiente scolastico è stato modificato per lei, in modo da renderlo più adatto, sia negli strumenti che negli ausili, alla sua forma e stile di apprendimento. Nel corso dell'unità didattica che ho realizzato ho lavorato sulla motivazione e ho cercato di rendere accessibile alla ragazza nuove conoscenze semplificate, rendendola partecipe del percorso e coinvolgendola come soggetto attivo di crescita, in modo critico e consapevole, evidenziandone soprattutto i punti di forza. Attraverso l'esperienza tattile e aptica si è cercato di stimolare l'intelligenza pratica del soggetto alla comprensione delle funzioni specifica di alcuni attrezzi agricoli che sono stati creati nel corso del medioevo. Le mie intenzioni sono state quelle di realizzare con lei un percorso sensoriale visivo-tattile-olfattivo che stimolasse il livello cognitivo senza dispendio di attenzione. 4

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