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Procreazione medicalmente assistita: aspetti problematici

l'argomento della tesi concerne la procreazione medicalmente assistita e gli aspetti problematici ad essa connessi. Preliminarmente viene posta in essere una descrizione dei vari tipi di fecondazione e delle situazioni particolarmente complesse che possono scaturire da essi avendo come punto di riferimento i soggetti coinvolti nel processo procreativo. Particolare attenzione viene poi posta al tema concernente la maternità surrogata e ai problemi da essa derivanti nonchè alle soluzioni adottabili parametrate al sistema legislativo italiano. Infine particolare attenzione è dedicata allo status giuridico del nato in conseguenza dell'applicazione di tali tecniche mediche.

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PREMESSA L’evoluzione della scienza ha consentito di superare il concetto secondo il quale il concepimento naturale rappresentava l’unica via per giungere alla procreazione rendendo oggi possibile, invece, la generazione in modo artificiale. Risale al 25 luglio 1978 la nascita mediante fecondazione in vitro della c.d. “prima bambina in provetta”: Louise Brown 1 e da quella data la medicina ha fatto imponenti progressi nel tentativo di realizzare il progetto procreativo di uomini e donne incapaci di generare in modo naturale, ne deriva che il campo operativo della scienza ha subito una forte espansione che inevitabilmente ha condizionato il sociale ed ha reso impellente una regolamentazione giuridica della materia. Col tempo si è venuta a creare una forte contrapposizione tra i fautori della libertà scientifica e coloro i quali ritenevano necessaria una disciplina del fenomeno. Un esempio palese della difficoltà di conciliare questi contrapposti interessi è rinvenibile nella sentenza della Corte Costituzionale n. 282 del 2002 2 dove si legge che: “La pratica terapeutica si pone all’incrocio fra due diritti fondamentali della persona: da un lato quello ad essere curato efficacemente, secondo i canoni della scienza medica; dall’altro quello ad essere rispettato come persona nella propria integrità fisica e psichica 3 .” La Corte aggiunge che: “Non è il legislatore a poter stabilire direttamente e specificamente quali siano le pratiche terapeutiche ammesse, con quali limiti e a quali condizioni. 1 La sua nascita è stata frutto della ricerca operata da P. Edwards e P. Steptoe, rispettivamente embriologo e ginecologo ed ha rappresentato l’inizio di una nuova era nel settore della PMA. 2 Corte Cost., 26 giugno 2002, n. 282, in Sanità Pubbl., 2003, p. 69. 3 L’art. 32, comma 2, della Costituzione pone questo diritto come limite invalicabile ai trattamenti sanitari che possono essere imposti per legge come obbligatori a tutela della salute pubblica. 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Greta Sartirana Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.