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Il narcisismo

La tesi in questione vuole fare una disamina delle teorie più accreditate sul narcisismo, partendo dal mito di Narciso e dalle sue interpretazioni, e passando per Freud, Kohut, Kernberg, Lowen. Infine una breve panoramica rispetto alle fasi terapeutiche con pazienti narcisisti seguendo l'approccio della psicoterapia della Gestalt.

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IL NARCISISMO Il mito di Narciso Narciso è figlio di Liriope, una ninfa di fonte che per la sua bellezza venne rapita dal Dio fluviale Cefiso che l’avviluppò nelle sue tortuose correnti. Figlio delle acque, egli è un giovane di straordinaria bellezza, cui Tiresia il veggente, ha previsto lunga vita a condizione che non conosca se stesso (ironico rovesciamento del classico “conosci te stesso”). A sedici anni poteva già contare numerosi amanti di entrambi i sessi, tutti respinti; un giorno mentre è a caccia di cervi in una foresta, chiese a gran voce se ci fosse qualcuno nei dintorni, e la ninfa Eco che si era innamorata di lui e lo seguiva di nascosto, gli rispose ripetendo le sue ultime parole, tentando il desiderato abbraccio che egli respinse prontamente: si narra che della bella ninfa siano rimaste soltanto le ossa tramutate in sassi e la voce tutt’ora vagante in valli solitarie. Un giorno però, una delle amanti respinte, la dea Nemesi, fece si che anche Narciso venisse privato dell’abbraccio di colui che ama: accadde così un giorno che Narciso, assetato, si affacciasse in prossimità di una sorgente, e scorgesse la propria immagine riflessa, innamorandosene perdutamente. Sul subito non riconobbe se stesso, ma in seguito arrivò alla verità: “Io sono te” e struggendosi d’amore per quello che ormai sa essere se stesso, si lasciò morire. Quando cercarono di dargli degna sepoltura, coloro che lo amavano scoprirono, nel punto in cui scomparve, un bellissimo fiore dai petali bianchi orlati di color zafferano, il narciso, che a livello di classificazione botanica, appartiene alla specie della aamarillidacea bulbosa, un fiore contenente la narcisina, un potente alcaloide tossico che causa decessi inspiegabili di animali da pascolo nelle zone mediterranee; tuttavia il bulbo essiccato è stato usato in medicina e ancora oggi si consiglia come sedativo, antispasmodico e antidiarroico. La lettura più comune del mito di Narciso ha colto l’aspetto propriamente psichico di investimento pulsionale, per cui Narciso è divenuto simbolo di un atteggiamento dell’Io che sa amare solo se stesso, escludendosi totalmente dal resto del mondo: da questa lettura nasce lo studio psicanalitico della sindrome di Narciso. Se, infatti, ad una certa età, non siamo capaci di aprirci alla bellezza della vita perché troppo concentrati sulla nostra bellezza, allora il nostro destino sarà segnato e non lasceremo dietro di noi che lamenti ed echi di amori non vissuti: se rifiutiamo gli amanti perché non crediamo sia possibile dirigere la nostra 2

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Franco D'agata Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.