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Tutela civilistica dei diritti della personalità e diffamazione a mezzo stampa

Nell'ambito del diritto dei mezzi di comunicazione ci si è posti il problema d'inquadrare i due aspetti salienti che meglio lo caratterizzano; ovverosia l'aspetto civile offerto dalla tutela del codice, delle leggi speciali ed internazionali e l'aspetto penale, rappresentato per lo più dal reato di diffamazione, ingiuria ed illecita pubblicazione di atti. Si è giunti ad un lavoro esaustivo attraverso la consultazione di diversi manuali e riviste specialistiche che, offrendo uno spiraglio hanno potuto, se non altro, fermare il tempo quanto allo stato della giurisprudenza. Il titolo del lavoro effettuato è : "Tutela civilistica dei diritti della personalità e diffamazione a mezzo stampa".

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5 “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione”. Questo il tenore del primo comma dell’art. 21 della nostra Carta costituzionale che, pur senza un riferimento esplicito ai diritti della personalità, peraltro richiamati dagli artt. 2 a 54, si pone a fare da spartiacque tra ciò che è lecito dire e ciò che è lecito pensare. Orbene, in una società come la nostra, nella quale abbondano i mezzi di diffusione delle informazioni e queste, veicolate attraverso opportuni canali, giungono direttamente all’utente finale, si pone il problema del limite entro il quale ricondurre la libertà di espressione. Quale libertà costituzionalmente protetta, il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero spetta a tutti, indipendentemente dalla posizione sociale, dall’ ideologia politica o dal credo dominante in un dato momento storico. Libertà d’espressione significa, soprattutto, libertà di dissentire, ovvero libertà di esprimere parere diverso o contrario da quello da altri manifestato. E’ un dato di fatto, però, che da trent’anni a questa parte il modo di fare informazione sia radicalmente cambiato, come cambiata del resto è anche l’informazione. Se nel dopo guerra erano i giornali e la radio a fornire le notizie, oggi l’era della tecnologia informatica ha stravolto tutto: non una rete statale, ma tre e poi, come se non bastasse, a queste s’affiancano altrettante emittenti parastatali, che svolgono una funzione, per così dire, concorrente con quella istituzionale. A ciò s’aggiunga la miriade di quotidiani e periodici che, seppur assolvendo ad un compito costituzionalmente garantito, da un canto fungono da elementi chiarificatori dell’opinione pubblica sulle problematiche sociali, dall’altro rendono confusa e contorta l’informazione. Il punto cruciale della questione è che la libertà di manifestazione del pensiero, quale diritto costituzionalmente garantito e coperto da riserva assoluta di legge (art. 21 Cost.), dovrebbe essere tutelata e protetta attraverso la diffusione delle notizie su canali sicuri, in grado, cioè, di garantire la verità della notizia, la sua attendibilità e la provenienza da fonti certe. Sennonché, tale principio democratico, che corrisponde all’enunciato dell’art. 21 Cost., risulta gravemente distorto dal fenomeno della proliferazione incontrollata di quotidiani indipendenti, dalle tv private e dalle tecniche multimediali d’informazione. Si ricordi, infatti che la legge sulla stampa n. 47 del 1948 fu approvata dall’assemblea costituente in veste di legislatore ordinario e l’ideologia politica allora dominante non permise un coordinamento effettivo tra il disposto dell’art. 21 Cost. e quanto sancito dalla legge sulla stampa. Infatti, per effetto di quest’ultima, buona parte dell’art 21 Cost. è rimasta per lungo tempo inattuata e solo con le più recenti riforme sembra essersi intrapresa la strada che possa condurre ad un suo pieno riconoscimento.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco Toscano Contatta »

Composta da 210 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2379 click dal 12/06/2009.

 

Consultata integralmente 9 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.