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Autoritarismo e partecipazione nella Repubblica Islamica dell'Iran

Il sistema iraniano rileva per alcuni importanti fattori. Innanzitut to, l’Iran si differenzia in maniera abbastanza netta dai propri vicini geografici, in particolar modo dal vicino oriente arabo: per quanto riguarda l’appartenenza etnica, essendo costituito per una buona metà da appartenenti all’etnia persiana, per la restante parte da popolazione di origine turca e curda; per ciò che attiene alla sfera religiosa, essendo l’unico grande paese musulmano a schiacciante maggioranza sciita. Un secondo fattore di grande interesse rimane, a trent’anni dalla rivoluzione, il fatto che l’Iran sia l’unico paese in cui il fondamentalismo islamico (almeno come percepito in occidente) sia riuscito a prendere il potere e ad instaurare un peculiare sistema di governo. Ma l’elemento che più è riuscito ad attirare l’attenzione per questa analisi è la forte compresenza, nell’architettura costituzionale iraniana, di elementi decisamente democratici (come l’elezione diretta del capo del governo) con un’autocrazia religiosa particolarmente potente. Quali sono gli elementi che hanno portato a questa peculiarità tutta iraniana? Si vorranno ricercare, nel corso del terzo capitolo, le ragioni che hanno fatto dell’Iran, agli occhi delmondo occidentale, il baluardo del fondamentalismo islamico; ci si addentrerà nei particolari della religione sciita, andando a valutare quali siano gli apporti originali che questa confessione ha dato alla teoria politica, e si valuterà in che modo tali principi abbiano influenzato (o si siano posti in contrasto con) il pensiero di Khomeini e la costruzione della Repubblica Islamica. Analizzando poi l’architettura istituzionale dell’Iran, si cercherà di mettere in evidenza il dualismo proprio di questa costituzione, che pone in contrasto degli organi a legittimazione religiosa con organi che traggono la propria legittimazione dal voto popolare. In ultima analisi, si cercherà di valutare quanto gli aspetti democratici della Repubblica Islamica siano rilevanti nelle scelte di governo; inoltre si cercherà di fare una panoramica sulle forze in campo nell’Iran odierno, mostrando l’estrema vitalità di una società civile che cerca di cogliere i pochi spiragli offertigli dal regime degli ayatollah per esercitare la propria pressione per la democratizzazione del sistema nel suo complesso.

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I Introduzione Il rapporto tra Islam e democrazia è un tema assai dibattuto, sia tra l’opinione pubblica, sia nel mondo accademico specializzato. L’ultima ondata di democratizzazione individuata da Huntington, iniziata con la rivoluzione delle rose in Portogallo e fortemente aiutata dal fragoroso crollo dei regimi del socialismo reale nell’est Europa, è apparsa ai più come i l segno del trionfo della liberal-democrazia sui sistemi concorrenti. Si può affermare che questa particolare architettura istituzionale, da semplice sistema di governo sia diventata un “sistema etico”, valido in qualsiasi luogo e adattabile a qualsiasi cultura. È vero che la democrazia occidentale oggi, e per la prima volta nella storia, sia divenuta il principale metodo di governo; è altrettanto vero che qualunque regime diverso dalla liberal-democrazia, al giorno d’oggi non si possa esimere, soprattutto di fronte ad una comunità internazionale che pare erodere fino a ridurlo al minimo il principio della domestic jursdiction , dall’adottare una seppur vaga forma di partecipazione popolare, tramite referendum o elezioni più o meno controllate dai gruppi di potere, il che appare un tentativo di giustificazione dell’autocrazia tramite il principio democratico, evidentemente ri tenuto i l più potente canale di legitt imazione. Allo stesso modo, non si può dimenticare che la democrazia liberale si sia dimostrata, nell’ult imo secolo, il sistema di governo che ha saputo meglio difendere (e diffondere) il rispetto per i diritti umani; non da ultimo, questo sistema ha una forte correlazione (la cui direzione è quanto mai controversa tra gli studiosi) con alti indici di sviluppo economico ed umano. I clamori e gli entusiasmi suscitat i dalla caduta del muro di Berlino e dal diffondersi della democrazia si sono dovuti scontrare miseramente contro quella barriera costi tuita dal mondo musulmano. Dove l’Islam è religione maggioritaria sembra che la democrazia abbia particolari difficoltà ad attecchire; negli stat i musulmani in generale prevalgono diversificate forme di autoritarismo, dalle monarchie personali e di stampo sultanistico a moderni regimi burocratico-militari. Ma la fredda analisi dei dati permette un’altrettanto scontata associazione tra cultura islamica e autoritarismo? In al tre parole, ci si deve

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Cristian Balestrino Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

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