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La comunicazione mobile e le giovani generazioni: una prospettiva sociolinguistica

Informazioni tesi

  Autore: Paola Garzone
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Ilaria Bonomi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

La tesi che qui propongo intende indagare il fenomeno della diffusione della telefonia mobile tra i teenagers e l’impatto che questo nuovo strumento tecnologico ha avuto nelle loro pratiche comunicative, attraverso una ricerca di matrice etnografica sull’utenza giovanile italiana da me condotta tra Settembre e Ottobre 2006. Ho scelto come oggetto di indagine l’utenza adolescenziale e giovanile, in quanto utenti ad alto consumo e con modelli specifici d’uso. Dalla seconda metà degli anni Novanta i teenagers sono infatti divenuti il gruppo sociale maggiormente responsabile dell’innovazione e reinvenzione di questo medium di comunicazione relativamente nuovo e dei suoi linguaggi: sono stati i primi a sperimentare modelli d’uso innovativi, legati soprattutto alla sfera della comunicazione espressiva, adottando il cellulare come una protesi comunicativa personale, fino a farne un medium nuovo e pertanto diverso da quello conosciuto nella prima fase di penetrazione tra i primi utenti adulti.

Le interviste, aperte e in profondità, basandosi sulla capacità euristica del racconto, hanno fatto emergere le dimensioni dell’esperienza degli intervistati e i loro processi di attribuzione di senso all’interno del contesto della loro vita quotidiana, permettendo di mantenere traccia del senso dell’esperienza fruitiva in relazione alla storia personale del soggetto e ai suoi contesti relazionali. Le ho condotte sulla base di una traccia con tutti i temi e le loro declinazioni che desideravo emergessero nel corso dell’intervista, al fine di poter svolgere l’indagine adeguatamente ai miei obiettivi di ricerca.

Nel primo capitolo ho introdotto il fenomeno della comunicazione mobile e della sua diffusione in Italia, in particolar modo tra le giovani generazioni.
Nel secondo capitolo ho approfondito gli aspetti comportamentali del consumo di telefonia mobile da parte degli adolescenti: i luoghi e i tempi della fruizione e le pratiche d’uso, con particolare attenzione al fenomeno sempre più diffuso dell’utilizzo del telefono cellulare come macchina fotografica.
Nel terzo capitolo mi sono invece soffermata sui soggetti della comunicazione, il gruppo dei pari e i componenti familiari, mettendo in luce come il telefonino possa favorire i processi di socializzazione al di fuori del contesto familiare ma come al contempo sia uno strumento di controllo da parte dell’autorità genitoriale.
Nel quarto capitolo ho esaminato le forme di consumo di telefonia mobile in relazione alla natura tecnologica e di bene di consumo dell’oggetto, considerando sia il piano materiale che il livello simbolico della dinamica del consumo, mettendo così in evidenza come, rispetto alla prima generazione mobile, la seconda generazione mobile sia più interessata al cellulare come strumento di comunicazione, piuttosto che come oggetto di moda.
Infine, nel quinto capitolo, ho affrontato l’argomento da un punto di vista strettamente linguistico, ponendo l’accento su come gli adolescenti abbiano creato un vero e proprio codice comunicativo specifico, in sintonia con il loro parlato, dando origine ad una nuova forma di scrittura che è stata definita come oralità scritta. La creazione di una specifica cultura comunicativa alimenta un senso di intimità interna al mondo degli adolescenti, rendendo il telefono mobile una delle strategie usate nello sviluppo e nel controllo dei confini del gruppo.

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3 Introduzione La tesi che qui propongo intende indagare il fenomeno della diffusione della telefonia mobile tra i teenagers e l‟impatto che questo nuovo strumento tecnologico ha avuto nelle loro pratiche comunicative, attraverso una ricerca di matrice etnografica sull‟utenza giovanile italiana da me condotta tra Settembre e Ottobre 2006. Ho scelto come oggetto di indagine l‟utenza adolescenziale e giovanile, in quanto utenti ad alto consumo e con modelli specifici d‟uso. Dalla seconda metà degli anni Novanta i teenagers sono infatti divenuti il gruppo sociale maggiormente responsabile dell‟innovazione e reinvenzione di questo medium di comunicazione relativamente nuovo e dei suoi linguaggi: sono stati i primi a sperimentare modelli d‟uso innovativi, legati soprattutto alla sfera della comunicazione espressiva, adottando il cellulare come una protesi comunicativa personale, fino a farne un medium nuovo e pertanto diverso da quello conosciuto nella prima fase di penetrazione tra i primi utenti adulti. La ricerca, di natura esplorativa, è stata condotta adottando un approccio qualitativo: uno dei punti fondamentali di tale approccio è relativo all‟interpretazione del telefono cellulare sia come oggetto, nei suoi aspetti tecnologici e di bene di consumo, sia come media, cioè mezzo di comunicazione che permette di attivare delle specifiche forme di comunicazione tra i suoi utenti. Il campione della ricerca è costituito da 17 soggetti, tutti frequentanti il Liceo Linguistico e il Liceo delle Scienze Sociali Carlo Porta di Monza, in provincia di Milano. La scelta del contesto scolastico come campo di reperimento e di rilevazione mi è parsa un‟opzione più neutra rispetto ad altri spazi sociali fortemente connotati in termini di appartenenze culturali, come ad esempio i centri sociali, gli oratori e simili. All‟interno di questo contesto, non ho ritenuto le variabili socio-economiche e geografiche come particolarmente discriminanti per la costituzione di un primo

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