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Lo studio delle performance dei titoli azionari tra modelli media-varianza ed analisi tecnica: il caso dello S&P Mib 40

Il presente lavoro ha come fine ultimo un’analisi della redditività di alcuni degli innumerevoli metodi di studio dei mercati finanziari.
Sembra a chi scrive che uno dei più interessanti dibattiti in materia, sia quello costituito dalla disputa sulla prevalenza in termini di efficacia, tra gli studi di matrice econometrica e quelli di natura più empirica e osservativa dell’analisi tecnica .
Anche all’interno di questa disputa però al fine di rientrare nelle dimensioni, fisiche e non, di questo lavoro si è resa necessaria una scrematura degli argomenti, il cui risultato, è stato in vero motivato sia da ricerche sia da particolari interessi personali.
L’analisi tecnica si caratterizza proprio per la immensa varietà di strumenti al suo interno, tutti volti a studiare il mercato in base ad una o più delle sue caratteristiche (escursioni di prezzo, pattern tipici, volumi, etc etc), si è per questo scelto di evidenziare i più comuni di questi aspetti e scegliere per ognuno prevalentemente l'indicatore o il modello maggiormente noto ed utilizzato. Nella fattispecie tutti gli strumenti e le metodologie utilizzate nella parte empirica di questo lavoro saranno esplicate in maggiore e, si spera, esaustivo dettaglio più avanti.
Per quanto riguarda l’approccio econometrico alla finanza, si può decisamente parlare, anche in questo caso, di una enorme quantità di studi in materia, le cui più recenti evoluzioni sono arrivate anche ad un impressionante livello di sofisticazione. La scelta degli strumenti cade, anche in questo caso, su strumenti tra i più classici ed utilizzati nello studio dei mercati in un ottica professionale, ovvero la metodologia di Markowitz per il reperimento della frontiera efficiente dei portafogli, propedeutica all’individuazione del portafoglio caratterizzato da allocazione ottima del capitale e l’utilizzo del metodo dell’ALPHA Value ricavato dal modello del Capital Asset Pricing Model al fine di valutare l’efficienza dei segnali di sovra o sottovalutazione del rendimento dei titoli.
Gran parte di questo lavoro risulta, dunque, essere sperimentale ed empirica, constando di un lavoro di back-testing delle teorie sopra accennate, sui titoli del lo S&P MIB 40.
Tale sperimentazione pratica, si è ovviamente dovuta avvalere di strumenti informatici che agevolassero e velocizzassero calcoli che per mole sarebbe stato impossibile effettuare altrimenti.

Essendo la differenza tra le due filosofie di studio decisamente vasta, il confronto tra esse ha dovuto muoversi su un territorio che risultasse comune. A tal proposito si è ritenuto che l’ottica della redditività potesse ben riuscire a rendere comparabili le due linee di pensiero, fornendo la possibilità di evidenziarne la reale efficacia in termini monetari. Tale precisazione, però, non comporta che i risultati di questo studio possano essere interpretati con carattere di assolutezza. Il lavoro mira, difatti, solo ad un avvicinamento tra la teoria e la pratica e non a svelare verità nascoste. Chi scrive si è, tuttavia, riservato la possibilità di formulare considerazioni e valutazioni di carattere personale sulla base dei risultati ottenuti.

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 7    INTRODUZIONE Il presente lavoro ha come fine ultimo un’analisi della redditività di alcuni degli innumerevoli metodi di studio dei mercati finanziari. Sembra a chi scrive che uno dei più interessanti dibattiti in materia, sia quello costituito dalla disputa sulla prevalenza in termini di efficacia, tra gli studi di matrice econometrica e quelli di natura più empirica e osservativa dell’analisi tecnica . Anche all’interno di questa disputa però al fine di rientrare nelle dimensioni, fisiche e non, di questo lavoro si è resa necessaria una scrematura degli argomenti, il cui risultato, è stato in vero motivato sia da ricerche sia da particolari interessi personali. L’analisi tecnica si caratterizza proprio per la immensa varietà di strumenti al suo interno, tutti volti a studiare il mercato in base ad una o più delle sue caratteristiche (escursioni di prezzo, pattern tipici, volumi, etc etc), si è per questo scelto di evidenziare i più comuni di questi aspetti e scegliere per ognuno prevalentemente l'indicatore o il modello maggiormente noto ed utilizzato. Nella fattispecie tutti gli strumenti e le metodologie utilizzate nella parte empirica di questo lavoro saranno esplicate in maggiore e, si spera, esaustivo dettaglio più avanti. Per quanto riguarda l’approccio econometrico alla finanza, si può decisamente parlare, anche in questo caso, di una enorme quantità di studi in materia, le cui più recenti evoluzioni sono arrivate anche ad un impressionante livello di sofisticazione. La scelta degli strumenti cade, anche in questo caso, su strumenti tra i più classici ed utilizzati nello studio dei mercati in un ottica professionale, ovvero la metodologia di Markowitz per il reperimento della frontiera efficiente dei portafogli, propedeutica all’individuazione del portafoglio caratterizzato da allocazione ottima del capitale e l’utilizzo del metodo dell’ALPHA Value ricavato dal modello del Capital Asset Pricing Model al fine di valutare l’efficienza dei segnali di sovra o sottovalutazione del rendimento dei titoli. Gran parte di questo lavoro risulta, dunque, essere sperimentale ed empirica, constando di un lavoro di back-testing delle teorie sopra accennate, sui titoli del lo S&P MIB 40. Tale sperimentazione pratica, si è ovviamente dovuta avvalere di strumenti informatici che agevolassero e velocizzassero calcoli che per mole sarebbe stato impossibile effettuare altrimenti.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Alberto Prosperi Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1356 click dal 16/06/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.