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La comunità di bengalesi a Bologna: indagine sulle strategie di esistenza e definizione identitaria

Resoconto di un lavoro di ricerca che si propone di individuare le principali strategie di esistenza della diaspora bengalese a Bologna.
Quali elementi segnano appartenenza culuturale? Quali pratiche vengono svolte per definire e formare identità? Quali tendenze si registrano e il ruolo di alcune figure come i rappresentanti della comunità, le donne e gli insegnanti di madre lingua.
La raccolta dei dati è avvenuta tramite la realizzazione di interviste semistrutturate e attraverso la partecipazione alla festa del Capodanno bengalese.

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3 Introduzione Flussi globali di oggetti e persone hanno da sempre caratterizzato la vita dell’uomo e il mondo è diventato, da molti secoli, un insieme d’interazioni su larga scala. Le innovazioni tecnologiche, lo sviluppo economico e la forza dell’alfabetizzazione di massa hanno nel corso della storia velocizzato questo processo fino ad acquisire oggi una configurazione del tutto inedita. La diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e lo spostamento di intere comunità affidano un nuovo compito all’opera dell’immaginazione che è divenuta, secondo Appadurai, un vera e propria pratica sociale. Più gente che mai considera normale immaginare la possibilità di vivere e lavorare in posti lontani da quelli d’origine, altre persone sono, invece, trasferite a forza in nuovi contesti. In ogni caso, ad entrambe le tipologie diasporiche, viene richiesto di immaginare nuovi modi di vita da inserire in un contesto d’interazione globale. Caratteristica principale di queste interazioni è la tensione tra omogeneizzazione ed eterogeneizzazione culturale. Una tendenza comune, all’interno di molteplici varietà che temono di essere assorbite da entità più grandi, scatena quello che oggi viene definito il fenomeno dell’indigenizzazione, ovvero la rinascita delle identità culturali di appartenenza. Nella situazione diasporica l’appartenenza non è semplicemente data ma va quotidianamente costruita attraverso citazioni performative, pratiche collettive che possano strutturare un risiedere comune unitario, anche se frammentato in spazi plurali. Dato che i gruppi migrano, si riaggregano in nuovi territori, ricostruiscono le loro storie e ridisegnano la loro identità. Si tratta per tanto di vere e proprie identità culturali riprodotte in un contesto deterritorializzato. Ridefinire se stessi in un luogo lontano da quello di appartenenza comporta il riferimento ad una serie di elementi di riavvicinamento come: l’ uso della lingua madre, il mantenimento di pratiche rituali tradizionali e la fruizione di beni materiali e simbolici di appartenenza. Allo stesso tempo però lo spostamento genera cambiamento e la dimensione diasporica presenta caratteristiche proprie che si discostano sia dalla cultura del luogo di origine sia da quella del luogo di insediamento.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Laura Cancedda Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 782 click dal 16/07/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.