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Censimento dei monumenti celebrativi nel territorio milanese: il caso dei comuni del Parco delle Groane

L’opera d’arte antica, ossia il monumento, racchiude in sé sia un valore storico, sia un valore artistico. Si chiama storico tutto ciò che è stato e che oggi non esiste più: quello che è stato non può più essere di nuovo e tutto ciò che è stato rappresenta l’anello insostituibile di una catena di sviluppo; tutto quello che ha avuto luogo dopo è condizionato da ciò che è stato prima e non avrebbe potuto verificarsi senza l’anello precedente. Pertanto sulla base di questa concezione storica dello sviluppo possiamo ritenere un monumento una testimonianza, un documento storico, per l’appunto che rappresenta una tappa, un evento, particolarmente importante nel processo evolutivo di un determinato campo dell’attività umana. Questa capacità del monumento di conservare nel tempo tracce e vestigia di ciò che di per sé appartiene a un passato già remoto può assumere forme definite, in categorie di opere che assumono una propria fisionomia e autonomia, determinando così il formarsi di vere e proprie tradizioni tipologiche. Nei monumenti funerari-onorari per esempio, vi è una glorificazione di un monarca o di una personalità illustre: nel perpetuare il ricordo di tali personaggi vengono spesso riprodotte le loro sembianze, nel fiore dell’età o al momento del trapasso; oppure si rappresentano le qualità morali o professionali dell’estinto attraverso immagini-metafore. Nei monumenti storico-commemorativi invece, l’intenzione commemorativa si realizza illustrando le imprese eroiche di personaggi valorosi o singoli eventi storici.

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1 Riassunto (abstract) Con monumento, nel senso più generale ed antico del termine, si intende un’opera della mano dell’uomo, creata allo scopo determinato di conservare sempre presenti e vivi singoli atti o destini umani nella coscienza delle generazioni a venire. L’erezione e la tutela di tali monumenti “intenzionali”, che possono essere rintracciate fin dai tempi più remoti della cultura, non sono affatto cessate anche ai nostri giorni. Ma quando parliamo del culto moderno dei monumenti e della loro salvaguardia non pensiamo quasi mai ai monumenti “intenzionali”, ma ai “monumenti storici e artistici”. Per questo bisogna esaminare prima di tutto che cosa si è inteso finora con “monumenti storici e artistici”. Secondo la definizione corrente, opera d’arte è ogni opera umana tangibile, visibile che presenti un valore artistico; un monumento storico è ogni opera analoga che possieda un valore storico. Dunque dobbiamo chiederci: che cos’è il valore artistico e che cos’è il valore storico?. Si chiama storico tutto ciò che è stato e che oggi non esiste più. Secondo i più moderni concetti noi colleghiamo ciò con questo ulteriore modo di vedere: quello che è stato non può più essere di nuovo e tutto ciò che è stato rappresenta l’anello insostituibile di una catena di sviluppo; tutto quello che ha avuto luogo dopo è condizionato da ciò che èstato prima e non avrebbe potuto verificarsi senza l’anello precedente. Il nocciolo di ogni concezione storica moderna è appunto l’idea dello sviluppo. Quindi qualunque attività della quale ci sia pervenuta una testimonianza o notizia può rivendicare un valore storico: in fondo ogni avvenimento storico vale per noi come insostituibile. Poichè, non sarebbe possibile prendere in considerazione l’infinità di avvenimenti, ci si è limitati a rivolgere l’attenzione a quelle testimonianze che ci

Tesi di Laurea

Facoltà: Architettura

Autore: Marco Tamassia Contatta »

Composta da 223 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.