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L'utilizzazione del sapere delle parti nel processo civile italiano

L'elaborato, che prende in considerazione il problema relativo all'utilizzazione del sapere delle parti nel processo civile italiano, è dedicato allo studio dell'interrogatorio nelle sue due tipologie, libero e formale. Di ciascuna delle due si sono considerate le caratteristiche e le problematiche. Un capitolo a parte è dedicato allo studio del medesimo problema dell'utilizzo del sapere delle parti nell'ordinamento di common law,con particolare riguardo al processo anglosassone e nord americano.
A seguito di questo approccio comparatistico, l'elaborato si conclude con una serie di riflessioni sull'obbligo di verità delle parti, e il discorso si riconduce ad unità, rispetto ai punti dai quali la speculazione ha preso inizio.

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INTRODUZIONE Il sapere delle parti e l’interrogatorio nel processo civile italiano Nel nostro ordinamento l’utilizzo del sapere delle parti a fini  probatori  suscita ancora perplessità e problemi. Se si tiene conto del fatto che la legge  non prevede la testimonianza della parte, si esclude già in partenza un mezzo  efficace per ottenere questo sapere: essa, infatti, porrebbe il giudice, che deve  acquisire  la  conoscenza  dei  fatti  di  causa,  nella  condizione  di apprenderli  direttamente da un soggetto che ne è stato protagonista.   Le  testimonianze,  lato  sensu  intese,  sono  tutte  le  dichiarazioni  riguardanti  l’accadimento dei fatti della causa, quale che sia la loro provenienza; dunque,  esse comprendono anche quelle effettuate dalle parti del processo.  Questa  presupposta  testimonianza  della parte comporterebbe, però,  una  duplice implicazione: da un lato, il giudice apprenderebbe i fatti per bocca del  soggetto che, più di ogni altro,  li può conoscere nella  loro completezza, ma,  dall’altro, risulterebbe minata, nella sua attendibilità, dall’interesse  che  questo nutre nella causa.  Per quest’ultima ragione, l’ordinamento italiano, scettico verso l’attendibilità  della  testimonianza  dei  soggetti  coinvolti,  come  protagonisti,  nella  lite,  esclude che questi possano testimoniare, permettendo solo ai terzi, dei quali  si  presuppone,  invece,  l’imparzialità,  di  essere  chiamati  in  qualità  di 

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Serena Colombo Contatta »

Composta da 121 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.