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Libertà fondamentali e diritti dei lavoratori a confronto: la giurisprudenza della Corte di giustizia nei casi Viking e Laval

Con il presente lavoro si intende analizzare il modo in cui la Corte di giustizia ha operato il bilanciamento tra la tutela dei diritti sociali fondamentali (di esercizio dell’azione collettiva e di sciopero in particolare) e la garanzia delle libertà economiche nelle recenti sentenze relative ai casi “Viking” e “Laval” .

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Introduzione Esaminando il processo di integrazione europea, risulta evidente come uno degli obbiettivi di maggiore importanza perseguito dall’Unione europea sia rappresentato dalla creazione di un mercato unico 1 che comprenda tutti gli Stati membri, aperto ed in libera concorrenza, all’interno del quale le merci ed i fattori della produzione, ovvero lavoro, servizi e capitali, possano circolare senza restrizioni. Il raggiungimento di un obbiettivo di così grande portata ha richiesto una progressiva eliminazione delle barriere e degli ostacoli di ordine economico, giuridico e burocratico fra gli Stati membri, idonei a pregiudicare la libera circolazione delle merci e dei fattori della produzione sopra citati. La logica conseguenza della realizzazione di un mercato unico europeo è rappresentata da un’espansione della libertà di azione degli operatori economici, i quali possono effettuare più agevolmente gli scambi commerciali in un contesto, non solo spaziale, ma anche e soprattutto giuridico, che non è più solo quello nazionale, bensì quello transnazionale-comunitario. Nell’intento di rendere quanto più libere possibili le transazioni commerciali e la circolazione dei lavoratori e dei capitali, le istituzioni comunitarie si sono trovate spesso nella necessità di conciliare esigenze diametralmente opposte. In particolare, la Corte di giustizia delle Comunità europee è ricorsa più volte alla tecnica del bilanciamento tra 1 L’art. 14 Trattato CE definisce come “mercato interno” uno «spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali». Inoltre, l’art. 3, paragrafo 1, lett. c) Trattato CE prevede espressamente come obiettivo della Comunità «un mercato interno caratterizzato dall’eliminazione, fra gli Stati membri, degli ostacoli alla libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali». III

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Francesca De Micheli Contatta »

Composta da 95 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1049 click dal 03/07/2009.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.